Dal 7 aprile è entrata in vigore la legge annuale sulle piccole e medie imprese (legge 11 marzo 2026, n. 34), un provvedimento articolato che interviene su lavoro, sicurezza, credito e organizzazione aziendale.
Tra le novità più immediate c’è il capitolo sullo smart working. L’articolo 11 della legge introduce per la prima volta nel Testo unico sulla sicurezza (d.lgs. 81/2008) una disciplina organica degli obblighi datoriali per il lavoro svolto fuori dai locali aziendali. Il fulcro è l’informativa scritta sui rischi: il datore di lavoro deve consegnarla almeno una volta all’anno sia al lavoratore sia al rappresentante per la sicurezza, indicando in modo puntuale i rischi generali e specifici legati alla prestazione da remoto — in particolare quelli connessi all’uso dei videoterminali, ma anche ergonomia, isolamento e stress lavoro-correlato. Non si tratta di un nuovo obbligo, bensì del rafforzamento di uno già previsto dalla legge 81/2017. La novità è che ora diventa centrale e sanzionato: la mancata consegna comporta pene che vanno dall’arresto da due a quattro mesi o ammende fino a 7.403,96 euro.
Il senso della norma è chiaro: nel lavoro agile, dove manca il controllo diretto sull’ambiente di lavoro, la sicurezza si sposta dalla vigilanza alla prevenzione informata. L’informativa diventa quindi lo strumento principale attraverso cui il datore di lavoro adempie ai propri obblighi e trasferisce responsabilità operative al lavoratore.
La legge PMI, inoltre, prevede un blocco di misure che punta a favorire l’aggregazione tra imprese e la crescita dimensionale. Vengono rafforzati gli incentivi fiscali per le reti d’impresa e introdotti strumenti di sostegno a filiere strategiche, come quella della moda. L’obiettivo è superare la frammentazione tipica del tessuto produttivo italiano.
Sul fronte occupazionale, l’articolo 6 introduce una misura sperimentale per il biennio 2026-2027: i lavoratori prossimi alla pensione possono ridurre l’orario dal 25% al 50% con esonero contributivo fino a 3.000 euro annui, a condizione che l’impresa assuma contestualmente un giovane under 34 a tempo indeterminato. La platea è limitata a 1.000 lavoratori e subordinata a monitoraggio INPS.
Un altro asse riguarda la finanza. La legge delega il Governo al riordino dei Confidi e introduce strumenti per facilitare la liquidità, come la valorizzazione del magazzino attraverso operazioni di cartolarizzazione (“destocking”), che consentono di trasformare le rimanenze in risorse finanziarie.
Ampio spazio è dedicato alla sicurezza. Oltre allo smart working, la legge prevede: modelli semplificati di organizzazione e gestione per microimprese e PMI, che l’INAIL dovrà elaborare entro 120 giorni; possibilità di utilizzare realtà virtuale e simulazioni per la formazione; obbligo di formazione anche durante i periodi di cassa integrazione; aggiornamento delle verifiche periodiche su alcune attrezzature di lavoro, come le piattaforme mobili elevabili. Sono inoltre previste semplificazioni assicurative per mezzi utilizzati esclusivamente in ambiti aziendali chiusi, come carrelli elevatori o macchine agricole non circolanti su strada.
Il provvedimento contiene anche disposizioni su: contrasto alle false recensioni online; deleghe per il riordino della disciplina di start-up e PMI innovative; interventi per l’attrazione di investimenti nei centri urbani medi.
Nel complesso, per le imprese — soprattutto le più piccole — l’impatto sarà in larga parte operativo: adeguare documenti, modelli organizzativi e processi interni. Ma anche cogliere le opportunità offerte dagli incentivi e dagli strumenti finanziari.























