In continua crescita negli ultimi anni il numero di lavoratori tedeschi che percepisce il salario minimo. E’ quanto emerge da un’analisi del Diw, istituto di ricerche economiche di Berlino. Circa due terzi dei cittadini non possiedono beni, o in misura estremamente ridotta, e aumenta anche il potenziale di conflitto tra ricchi e poveri. La quota di retribuzioni sopra la media è passata dal 6,4% del 1996 al 9,2% del 2006, mentre i cittadini con entrate inferiori al 50% della media per la sopravvivenza sono passati dal 7,3% all’11,4%. Le diseguaglianze riguardano in particolare i beni e capitali, dato che il 10% della popolazione con i maggiori introiti possiede oltre il 60% delle ricchezze del Paese. Il capitale medio pro capite è pari a 81.000 euro, ma nei Land dell’Ovest i cittadini dispongono di beni 2,6 volte superiori rispetto a quelli dell’Est. Il ceto medio ‘si è ridotto in modo allarmante’, secondo l’analisi, dato che tra il 2000 e il 2006 la quota appartenente alla categoria è scesa dal 62% al 54%, in cifre assolute da 49 a 44 milioni di cittadini. (Edn)
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