Il testo del protocollo
Giovedì a Torino le imprese hanno firmato con Cgil, Cisl, Uil un protocollo d’intesa per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Massimo Richetti, coordinatore dell’area sindacale dell’Unione industriale di Torino, come nasce questo accordo?
La discussione con i sindacati era avviata già da mesi, molto prima degli infortuni mortali che hanno posto il tema al centro del dibattito nazionale. Dopo la decisione di Fondimpresa, che ha assicurato lo stanziamento dei fondi, abbiamo formalizzato le nostre idee e firmato un protocollo a tre gambe.
Qual è la prima misura?
La creazione di un osservatorio. Non vogliamo un organismo di sola analisi statistica, ma un punto di riferimento per la nostra azione congiunta: è fondamentale individuare precisamente le tipologie di rischio e il carattere degli infortuni sui quali intervenire.
Quindi il protocollo non è un’iniziativa di emergenza.
No, è piuttosto l’inizio di un processo strutturale. Non ci limitiamo alle regole del Testo Unico e all’attuazione delle norme, puntiamo a un’azione preventiva molto più vasta; per questo si rende necessaria una conoscenza dettagliata dei singoli casi. Insomma, per abbassare il numero degli incidenti bisogna allacciare le cinture di sicurezza.
Gli altri due punti dell’accordo?
Ci sarà una parte di formazione classica, ma anche una campagna informativa condotta attraverso le nuove tecnologie. Per colpire l’attenzione servono mezzi non tradizionali, come monitor e video nei punti di incontro aziendali. Solo con una comunicazione più visibile, infatti, possiamo rivolgerci ai lavoratori e spiegare che la cultura della sicurezza non si limita alle leggi, ma è una questione che li riguarda direttamente.
Ci parli delle date di questo processo.
L’avviso di Fondimpresa, che contiene la prima parte dei fondi, scade 10 aprile. Abbiamo poco tempo per raccogliere le adesioni e attivare il piano, ma per fortuna l’attenzione verso il nodo della sicurezza ha reso più veloci questi processi. Una seconda tranche, poi, verrà erogata in autunno.
Come hanno risposto i sindacati territoriali?
In modo assolutamente positivo. Il confronto sul protocollo ha avuto solo un rallentamento, dopo i fatti della Thyssenkrupp, poi è arrivata l’intesa. Senza conflitti, con la condivisione di tutti i punti e l’impegno a lanciare l’iniziativa attraverso una promozione congiunta.
4 aprile 2008
Emanuele Di Nicola


























