Nove persone su dieci si dichiarano insoddisfatte della chiusura delle filiali nel loro territorio e la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano. È quanto emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025 “. Il report introduce, inoltre, tre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
Secondo i dati del rapporto la filiale bancaria rappresenta non solo un luogo nel quale gestire i propri risparmi, ma anche un centro di aggregazione sociale, difficilmente sostituibile, capace di mantenere vivo e attivo il tessuto economico e relazionale dei territori, soprattutto nei piccoli centri o nelle aree interne.
Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4%, da 5.102 a 4.468. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. Nel 2024 per la prima volta si è scesi sotto le 20mila unità (da 23.480 sportelli nel 2020 a 19.140 nel 2025, pari a -18,5%). Ad oggi sono 4.856.257 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.
La gestione del denaro avviene, secondo il 65% delle risposte, ancora in banca rispetto alla posta. Il prelievo dei contanti rimane la principale attività svolta nelle filiali, come riportano il 44,5% delle persone sentite. Un’ulteriore evidenza che emerge nell’analisi è il grado di percezione legato alla mancanza o alla riduzione degli sportelli che per il 71,5% degli intervistati pesa “molto” e “abbastanza”, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto al 2023. Allo stesso modo dal 2023 al 2025 si è ridotto anche il numero degli utenti che sentivano la contrazione degli sportelli come un tema che incideva “poco” o “nulla” sulla loro qualità di vita.
Analogamente la quasi totalità dei rispondenti, pari al 92,7%, in crescita del 5,3% nel triennio preso in esame, sostiene la necessità di avere servizi bancari nel proprio comune. Percentuali simili si riscontrano nel bisogno dei cittadini di mantenere il rapporto con l’addetto della banca, con il 92% degli intervistati che afferma che il contatto umano è “molto” e “abbastanza” importante. Dato confermato dal fatto che per l’87% non sarebbe lo stesso se al posto di una filiale venisse installato un semplice bancomat.
Il disagio di non avere più uno sportello nelle vicinanze spingerebbe il 54% delle persone a impiegare più tempo per raggiungere la banca mentre il 12% sarebbe costretto ad aspettare la disponibilità di familiari e amici per essere accompagnato. Ancora il 47% afferma che in caso di chiusura si recherebbe in un’altra filiale bancaria. In generale la presenza o meno di un presidio bancario influisce “molto” e “abbastanza” sulla scelta di vivere in un determinato luogo per il 69% delle risposte e la quasi totalità degli intervistati, il 95%, si dichiara “poco” o “per nulla” soddisfatto della chiusura o della riduzione di filiali bancarie.
Per quanto riguarda il focus sull’impatto territoriale dovuto alla desertificazione bancaria, quasi l’82% delle risposte ritiene che questa sia un input allo spopolamento dei piccoli comuni e delle aree rurali e l’84% afferma che la perdita del presidio bancario sia motivo di impoverimento economico, sociale e culturale.
C’è poi la questione legata alla diffusione dell’intelligenza artificiale e del rischio di possibili truffe in assenza dell’ufficio bancario. Secondo l’analisi della Uilca l’81% delle risposte ritiene che la diffusione degli strumenti legati all’ia sia un potenziale amplificatore della vulnerabilità dei cittadini davanti a possibili raggiri, così come il venir meno delle filiali e quindi dell’assistenza bancaria è, per l’86%, è un elemento che incide “molto” e “abbastanza” sulla capacità delle persone di tutelarsi da phishing e frodi, benché il 62% affermi di essere “molto” e “abbastanza” preparato per riconoscere una potenziale frode.
Sempre in tema di intelligenza artificiale quasi il 60% del campione si fida “molto” e “abbastanza” dei mezzi usati dagli istituti di credito per prevenire le azioni dolose on line. Eppure per il 40% degli intervistati la presenza, anche minima, di sportelli fisici sul territorio è il principale argine contro le frodi telematiche.
Ma la perdita di un punto di riferimento come la banca genera anche insicurezza. Per l’83,5% questo può contribuire in modo significativo alla diffusione della criminalità organizzata. Mentre sul fronte dell’usura la desertificazione può essere, per il 78%, motivo della sua diffusione, e il 68% ritiene che lo strozzinaggio è cresciuto esponenzialmente dopo la chiusura di una filiale.
“La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”, commenta il segretario generale Fulvio Furlan.


























