Per lungo tempo il dibattito pubblico e accademico sul mercato del lavoro italiano si è sviluppato attorno a una diagnosi relativamente stabile: un sistema caratterizzato da elevata disoccupazione, in particolare giovanile, da una domanda di lavoro debole e da una crescita insufficiente. Ma negli ultimi anni, questa lettura sta progressivamente perdendo capacità esplicativa.
Non perché tali problemi siano scomparsi, ma perché si sta imponendo una dinamica più profonda che modifica le fondamenta stesse del mercato del lavoro: il declino demografico, che rende il lavoro una risorsa sempre più scarsa e decisiva. E se per decenni il problema è stato creare occupazione, oggi la sfida si sta spostando: trovare persone, competenze e capitale umano su cui costruire la crescita. Un cambiamento profondo che rischia di ridisegnare gli equilibri economici e territoriali del Paese (…)
In questa analisi, realizzata per il Diario del Lavoro, il fenomeno con cui sempre più saremo costretti a fare i conti, e cioè la “fine del lavoro abbondante”, viene osservato e descritto in tutti i suoi aspetti. (…continua a leggere nel file allegato)
Luigini Giliberto



























