Dopo la Fiat, anche il gruppo Riva ha deciso di anticipare 30 euro ai suoi dipendenti sui futuri aumenti contrattuali. Pietro De Biasi, direttore Risorse umane e Relazioni industriali del gruppo, quali sono i motivi di questa scelta?
Sicuramente la prima motivazione viene dall’andamento positivo registrato dal gruppo in questi anni. Inoltre, ci siamo sentiti sereni in questa scelta per l’appoggio pressoché totale da parte di Confindustria. E anche i sindacati non erano così contrari.
Ma non crede che tale scelta influenzi la trattativa in corso per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici?
E’ un modo per sdrammatizzare il negoziato. Né noi né la Fiat abbiamo dato un anticipo di aumento superiore a quanto Federmeccanica e sindacati concorderanno, anzi. Certo, l’obiettivo non è tentare di incidere sulle adesioni allo sciopero del 30 ottobre, ma certo può migliorare il rapporto con le rappresentanze sindacali all’interno del gruppo.
Si è anche ipotizzato che tale scelta sia un messaggio indirizzato a Federmeccanica.
Non è così. La Fiat è la prima azienda del comparto, il gruppo Riva la terza. Entrambe fanno parte del direttivo di Federmeccanica. Se l’associazione fa degli errori, sono imputabili anche a noi, non siamo esterni che giudicano l’operato di altri.
Non sarà un messaggio, ma almeno un segnale sulla necessità di accelerare la trattativa?
Certo che noi auspichiamo un’accelerazione nella trattativa, non possiamo andare avanti più di un anno come lo scorso rinnovo. Ma non c’è una critica all’operato di Federmeccanica in questa valutazione. E’ il sistema contrattuale che non funziona, ma questo l’abbiamo ripetuto un’infinità di volte.
Giorgia Fattinnanzi


























