La Commissione ha adottato per la prima volta un’analisi completa a livello europeo dei sistemi pensionistici nazionali e della loro capacità di affrontare le sfide poste dall’invecchiamento demografico. Questa rassegna delle strategie in materia di pensioni negli Stati membri, che assume la forma di una bozza di relazione congiunta della Commissione e del Consiglio, mostra che tutti i paesi dell’Unione hanno, chi più chi meno, avviato riforme il cui obiettivo è di garantire in futuro redditi adeguati agli anziani senza esporre a rischi sane finanze pubbliche e senza oneri eccessivi per le future generazioni. La Commissione constata tuttavia che la maggior parte degli Stati membri devono compiere ulteriori sforzi di riforma per garantire pensioni adeguate e sostenibili in una società che invecchia. Una volta adottata congiuntamente dalla Commissione e dal Consiglio, la bozza di relazione sarà presentata al vertice della primavera 2003 dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue riuniti a Bruxelles. Di fronte a una generazione del baby-boom che raggiungerà l’età della pensione entro i prossimi 10-15 anni, bassi tassi di natalità nel corso degli ultimi decenni e una continua progressione delle aspettative di vita, la percentuale di persone di età superiore ai 65 anni rispetto a quella delle persone in età lavorativa raddoppierà fino al 2050. Nella maggior parte degli Stati membri, è previsto un considerevole aumento della spesa pensionistica a partire dal 2015, che è motivo di preoccupazione circa la capacità delle future pensioni di garantire livelli di vita decorosi per i pensionati e la sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici. Gli Stati membri dovranno inoltre far sì che i rispettivi sistemi pensionistici si adattino ai bisogni di una società che cambia, come la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la percentuale crescente di lavoratori a tempo parziale, autonomi e temporanei. Di fronte a queste sfide, tutti gli Stati membri hanno concordato, nel 2001, 11 obiettivi comunitari comuni intesi ad assicurare il futuro dei rispettivi sistemi pensionistici e di cooperare di conseguenza, valendosi del metodo di coordinamento aperto.
Anna Diamantopoulou ha dichiarato : ‘Non esagero dicendo che questa relazione è una pietra miliare nella politica di coordinamento dell’Ue. E’ la prima volta che la Commissione adotta una valutazione globale dei sistemi pensionistici dell’Unione sulla base di obiettivi comuni concordati. La relazione aiuterà gli Stati membri a portare avanti le riforme necessarie per garantire pensioni adeguate e sostenibili sul lungo periodo, e far sì che i moderni sistemi pensionistici possano essere all’altezza della flessibilità che ci attendiamo dai mercati del lavoro’
Secondo la bozza di relazione adottata dalla Commissione, gli Stati membri sono nel complesso fiduciosi di poter raggiungere gli obiettivi comuni dell’Ue perfino in un contesto di invecchiamento demografico. L’invecchiamento non comporta il collasso finanziario dei regimi pensionistici. Condurrà tuttavia certamente a maggiori pressioni di spesa, in particolare nei settori delle pensioni e dell’assistenza sanitaria e di lunga durata. Una crisi finanziaria e drastici tagli ai futuri livelli pensionistici possono essere evitati elevando i livelli occupazionali – in particolare per le persone ultracinquantenni e per quelle che hanno passato i sessanta – e adottando ora prudenti politiche fiscali e di bilancio per consentire agli Stati membri di poter meglio affrontare le future pressioni.
Secondo l’analisi della Commissione contenuta nella bozza di relazione, non tutti gli Stati membri hanno peraltro messo a punto strategie globali che permetterebbero loro di sostenere di essere in grado di affrontare la sfida dell’invecchiamento demografico. Ulteriori riforme sono pertanto previste in una serie di Stati membri. Nell’ottica dell’obiettivo fissato dal Consiglio europeo di Barcellona, cioè di elevare di cinque anni l’età del ritiro dal mercato del lavoro entro il 2010, risultano necessari sforzi molto più determinati per rafforzare gli incentivi all’occupazione nei regimi pensionistici e migliorare l’occupabilità e le opportunità lavorative dei lavoratori anziani. L’innalzamento dell’età pensionabile effettiva al livello dell’età pensionabile regolamentare avrà un importantissimo ruolo da svolgere per rendere i sistemi pensionistici finanziariamente sostenibili e garantire livelli pensionistici adeguati.
La relazione non è una ‘hit parade’ o un ‘concorso di bellezza’ dei sistemi pensionistici degli Stati membri. Essa è uno strumento per raggiungere obiettivi concordati per i sistemi pensionistici dell’Unione europea.
Pensioni private
La relazione osserva che in numero si Stati membri viene incoraggiata l’erogazione di pensioni private a complemento delle pensioni pubbliche che resteranno probabilmente la principale fonte di reddito per molti europei anziani. Incentivi fiscali sono ampiamente utilizzati per incoraggiare le pensioni private, ma un modo particolarmente efficace per aumentare il numero di aderenti ai regimi pensionistici del lavoro è, secondo la relazione, quello di porre in atto tali regimi mediante contrattazioni collettive, che spesso coprono interi settori.
Donne e pensioni
La relazione osserva che le donne rappresentano la maggioranza degli anziani – circa il 60 % delle persone al di sopra dei 65 anni e quasi i due terzi di quelle oltre i 75 anni. Data la loro scarsa partecipazione alla forza lavoro e i loro bassi redditi, le donne beneficiano in media di diritti a pensione individuali molto più bassi di quelli degli uomini. La situazione è destinata a migliorare in quanto sempre più donne con profili di carriera più lunghi e redditi più elevati cominciano a far valere i loro diritti a pensione. Se da un lato la priorità deve essere quella di rafforzare i diritti pensionistici individuali delle donne mediante maggiore partecipazione al mercato del lavoro, e di colmare il divario di reddito fra uomini e donne, risulta dall’altro chiaro dalle relazioni sulle strategie nazionali che ancora per lungo tempo sarà necessario migliorare la situazione dei redditi delle donne anziane con l’ausilio di diritti a pensione attribuiti per i periodi di allevamento dei figli e con prestazioni derivate (pensioni di superstite).
Antecedenti
La relazione adottata dalla Commissione sarà esaminata dal Consiglio prima di essere presentata, come relazione congiunta della Commissione e del consiglio, al Consiglio europeo di primavera nel marzo 2003.
Al Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001, si è concordato che gli Stati membri avrebbero presentato alla Commissione relazioni in cui indicavano come intendessero garantire redditi adeguati alle future generazioni di pensionati senza imporre oneri eccessivi alle future generazioni di lavoratori. Queste ‘relazioni sulle strategie nazionali’ sono state presentate alla Commissione nel settembre 2002 e prendevano posizione nei confronti dei seguenti 11 obiettivi comuni concordati dell’UE relativi ai sistemi pensionistici :
Adeguatezza
1. prevenire l’esclusione sociale delle persone in età avanzata
2. permettere alle persone di conservare il loro tenore di vita
3. promuovere la solidarietà fra le generazioni e in seno alle stesse
Sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici
4. innalzare i livelli occupazionali
5. estendere la vita lavorativa
6. garantire pensioni sostenibili in un contesto di sane finanze pubbliche
7. adattare prestazioni e contributi per condividere le conseguenze finanziarie in modo equilibrato fra le generazioni
8. far sì che l’erogazione di pensioni private sia adeguata e finanziariamente sana
Rispondere al mutamento dei bisogni
9. adattarsi a schemi di carriera e occupazione più flessibili
10. soddisfare le aspirazioni di una maggiore uguaglianza fra donne e uomini
11. rendere i sistemi pensionistici più trasparenti e dimostrarne la capacità di affrontare le sfide
I sistemi pensionistici sono di competenza degli Stati membri, Tuttavia, l’articolo 2 del trattato CE dichiara che la Comunità ha fra l’altro il compito di promuovere un elevato livello di protezione sociale. Inoltre, il Consiglio europeo, alla riunione di Lisbona del 23-24 marzo 2000, ha deciso di “incaricare il Gruppo di alto livello “Protezione sociale”, tenendo conto dei lavori attualmente svolti dal Comitato di politica economica, di preparare[…] in via prioritaria, sulla base di una comunicazione della Commissione, uno studio sulla futura evoluzione della protezione sociale in un’ottica di lungo periodo, ponendo in particolare risalto la sostenibilità dei sistemi pensionistici in contesti temporali diversi sino al 2020 e oltre[…] “. Le conclusioni di Lisbona, facendo riferimento alla necessità di modernizzare la protezione sociale, parlano di “come meglio affrontare la sfida nell’ambito di uno sforzo di cooperazione”.
Per quanto riguarda le ‘domande più frequenti’ sulla riforma delle pensioni, cfr. MEMO/02/298
Per consultare la relazione integrale e le relazioni sulle strategie nazionali, vedi
http://europa.eu.int/comm/employment_social/news/2002/dec/joint_pensions_report_en.html
http://europa.eu.int/comm/employment_social/news/2002/dec/joint_pensions_report_fr.html
http://europa.eu.int/comm/employment_social/news/2002/dec/joint_pensions_report_de.html
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