Atterrato l’ultimo volo, alla mezzanotte di oggi, 4 marzo, ora di Melbourne, la compagnia aerea australiana Ansett chiuderà i battenti, dopo un’altalena di speranze e delusioni su possibili salvataggi durata oltre quattro mesi.
La compagnia – che è la seconda d’Australia dopo la
portabandiera Qantas ed è membro del gruppo Star Alliance con Lufthansa e la statunitense United Airlines – metterà ora all’asta tutti i propri asset, che comprendono 133 aerei, dieci milioni di pezzi di ricambio, air terminal, hangar e la stessa sede amministrativa di Melbourne.
Dichiarata la bancarotta poco dopo l’11 settembre, il
vettore ha destato l’interesse di diversi potenziali acquirenti.
L’ultimo nell’ordine di tempo è decaduta solo cinque giorni fa, quando è fallita l’operazione di vendita – del valore di circa 500 milioni di dollari australiani (310 milioni di euro) – al consorzio «Tesna» dei finanzieri australiani Lindsay Fox e Solomon Lew. La cordata ha gettato la spugna lamentando l’impossibilità di concludere contratti di leasing con i maggiori aeroporti domestici, attribuendone la responsabilità a “terzi” per non avere fatto maggiori concessioni finanziarie per facilitare l’operazione. Al governo il consorzio chiese di sottoscrivere un contributo finanziario di sostegno nel caso i passeggeri dovessero scendere oltre il 65 per cento della capacità di trasporto.
Il governo australiano d’altra parte – si legge sul sito online della Bbc – ha “schivato” ogni responsabilità. Il ministro dei trasporti John Anderson ha spiegato che il governo ha compiuto “ogni sforzo per risollevare la Ansett”, ma che l’operazione Fox-Lew sarebbe costata ai contribuenti australiani centinaia di milioni dollari. Per i circa tremila dipendenti della Ansett si profila ora il licenziamento, anche se il miliardario britannico Richard Branson, si è offerto di assumerne un terzo per la compagnia “low cost” Virgin Blue, di sua proprietà.
Quanto allo spazio di mercato lasciato vuoto da Ansett, Quantas e Virgin – le due maggiori concorrenti – hanno dichiarato che per ora manterranno i loro prezzi competitivi.
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