L’invecchiamento delle popolazioni ‘provocherà nei prossimi decenni significative pressioni per l’incremento della spesa pubblica per le pensioni’ nei paesi Ue: in certi casi, saranno necessarie ulteriori riforme dei sistemi previdenziali.
È l’avvertimento lanciato oggi dal Commissario Ue agli affari economico-finanziari Pedro Solbes in un convegno sul futuro dei sistemi pensionistici promosso dalla ‘European Roundtable of Industrialists’ (ERT).
Solbes – citando stime preparate dal Comitato di politica economica dell’Ue – ha osservato che entro il 2050 la spesa previdenziale crescerà in maggior parte degli stati membri dell’Ue fra i 3 ed i 5 punti percentuali di PIL: gli aumenti più forti sono previsti per Spagna e Grecia (rispettivamente 8 e 12%). Forte sarà l’impatto dell’invecchiamento sulla sostenibilità degli schemi previdenziali: la popolazione in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) diminuirà in Europa di 40 milioni di persone, mentre quella degli ultra sessantacinquenni aumenterà in misura analoga. La conseguenza sarà il raddoppio del tasso di dipendenza dall’attuale 24% al 49% nel 2050. Se attualmente ci sono quattro persone in età lavorativa per ogni pensionato, nel 2040 il rapporto sarà di 2 a 1.
Di qui – ha sottolineato Solbes – la forte necessità di far aumentare i tassi di occupazione, che però non basteranno da soli a compensare l’impatto sui bilanci: ‘La spesa per le pensioni è comunque destinata a crescere in modo considerevole in gran parte dei paesi’.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























