Enrico Giacinto – Responsabile Biblioteca Centrale Cisl
Il primo banco di prova sarà offerto dalle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) nel pubblico impiego, in programma dal 19 al 22 novembre. E’ soprattutto in vista di questa scadenza, infatti, che in agosto sono state poste le basi per la costituzione di un polo confederale autonomo e per un’alleanza strategica tra i sindacati vicini ad Alleanza nazionale ed alla Lega.
Se e come questi due eventi siano finalizzati a dare corpo all’idea, adombrata nei mesi scorsi da alcuni esponenti del Governo, di creare nuovi equilibri politico-sindacali, non è dato sapere. Sta di fatto che le due iniziative, al di là del valore simbolico evocato, non rappresentano una vera e propria novità nel panorama sindacale italiano. Come si ricorderà, nel 1994, poco prima delle elezioni che decretarono il successo del centro-destra, si costituì l’Intesa dei sindacati autonomi (Isa), che ebbe breve vita, alla quale aderirono dieci organizzazioni (Cildi, Cimo, Cisal, Cisas, Cismi, Cisnal, Confedir, Confill, Confsal, Usppi).
Gran parte di quelle dieci sigle, assieme ad altri sindacati, hanno sottoscritto, in agosto, un protocollo d’intesa per la costituzione del “Polo confederale autonomo”. Perché agosto? Perché le elezioni per le Rsu prevedono una serie di adempimenti che mal si conciliavano con uno slittamento della costituzione del polo. Nelle prossime settimane dovrebbe svolgersi a Roma una convention con la partecipazione delle dieci organizzazioni (Cil, Cildi, Cimo, Cisal, Cisas, Confail, Confsal, Confedir, Confill, Unionquadri), per annunciare ufficialmente la nascita del polo autonomo e, si presume, per lanciare la campagna elettorale per il rinnovo delle Rsu.
Oltre che dagli esiti di queste elezioni, il futuro del (relativamente) nuovo soggetto sindacale dipenderà dalla capacità di offrire un minimo comune denominatore a culture, modelli organizzativi e basi rappresentative profondamente diversi. Un ruolo determinante, non solo sul piano della visibilità, sarà svolto dalla cosiddetta sponda istituzionale. L’Isa ottenne nel 1994 una legittimazione da parte di Berlusconi quando, nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo, fu ricevuta a Palazzo Chigi. E’ probabile che il secondo Governo Berlusconi non negherà al nuovo polo confederale autonomo quello che il Berlusconi primo concesse all’Isa.
Se poi questo polo sia destinato a diventare il sindacato di riferimento di Forza Italia e/o del Ccd-Cdu è materia di divinazione. Non esistono invece dubbi per quella che un quotidiano ha definito – in contrapposizione alla “Triplice” Cgil, Cisl e Uil – la Duplice sindacale. Sempre in agosto l’Unione generale del lavoro (Ugl) e il Sindacato padano (Sin.Pa) hanno ufficializzato un’intesa per le elezioni delle Rsu nel pubblico impiego. Le due organizzazioni presenteranno liste comuni in tutti i comparti del settore. Si tratta di un’alleanza tecnica, ma anche ideale e strategica. La Duplice intende porsi come alternativa al monopolio di Cgil, Cisl e Uil ed ambisce a ripetere, nel mondo del lavoro, quello che è successo nel Paese con le elezioni del 13 maggio.
Al di là delle intenzioni, anche in questo caso non siamo di fronte ad una novità. Già nelle elezioni Rsu del 1998 Ugl e Sin.Pa avevano sperimentato, assieme ad altre organizzazioni, nel comparto enti locali, un’alleanza che aveva prodotto risultati non esaltanti. In quella occasione l’Ugl risultò fortemente penalizzata dalle nuove regole che consideravano rappresentative le organizzazioni che, in base alla media tra le deleghe e i voti riportati nelle elezioni, raggiungessero la soglia minima del 5% (contro il 4%, relativo al solo dato associativo, previsto in precedenza).
L’organizzazione vicina ad An mancò il traguardo in alcuni comparti per una manciata di centesimi di punto, perdendo il diritto di partecipare all’attività negoziale e di utilizzare permessi e distacchi sindacali.
Il desiderio di rivincita appare evidente, anche se l’alleanza con il Sin.Pa, data la scarsa consistenza di questo sindacato nel pubblico impiego, non dovrebbe far crescere di molto i consensi ottenuti in precedenza.
Sull’appuntamento elettorale di novembre sono concentrati, in queste settimane, gli sforzi di tutti i sindacati, confederali o meno. I rapporti di forza scaturiti dalla precedente tornata avevano assegnato alla Cgil la maggioranza relativa dei consensi tra i votanti e alla Cisl quella tra gli iscritti. I sindacati autonomi, complessivamente considerati, registrarono un buon risultato ma, a causa della loro frammentazione e dello sbarramento del 5%, ottennero una rappresentatività notevolmente inferiore alle percentuali di voti e di deleghe raccolti.
Un’ultima notazione. Nella precedente tornata elettorale si è assistito, prima che fossero resi noti i risultati, ad un balletto di cifre che si è protratto per oltre un anno. C’è da augurarsi che questa volta non si replichi. Anche se nella scuola, ad oltre nove mesi delle elezioni, non sono ancora stati comunicati i risultati definitivi.
























