La Banca d’Italia rivede leggermente al rialzo le stime di crescita dell’economia italiana per il 2026, ma conferma uno scenario caratterizzato da forti elementi di incertezza legati all’aumento dei prezzi dell’energia e alle tensioni geopolitiche. È quanto emerge dal Bollettino economico pubblicato oggi da via Nazionale.
Secondo le nuove valutazioni, il Pil italiano crescerà quest’anno dello 0,6%, un decimo di punto in più rispetto alla previsione dello 0,5% formulata a giugno. La revisione riflette il migliore andamento dell’economia nel primo trimestre, quando il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3%, sostenuto dall’incremento delle esportazioni di beni e servizi, dalla crescita degli investimenti e dall’accelerazione dei consumi delle famiglie.
Il quadro, tuttavia, si è indebolito nei mesi successivi. Bankitalia rileva che nel secondo trimestre l’attività economica avrebbe rallentato: il conflitto in Medio Oriente avrebbe frenato l’accumulazione di capitale, mentre i consumi delle famiglie avrebbero perso slancio. Restano inoltre confermate le stime di crescita dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028.
Tra i principali fattori di rischio, l’istituto indica il rincaro dei beni energetici e l’elevata incertezza geopolitica. Nel bimestre aprile-maggio le esportazioni di beni in volume sono rimaste pressoché stabili, nonostante il calo delle vendite verso il Medio Oriente, mentre il marcato aumento dei prezzi dell’energia è destinato ad ampliare il disavanzo energetico dell’Italia.
L’aumento del costo dell’energia si riflette anche sulle prospettive dell’inflazione. Secondo Bankitalia, la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha riacceso le tensioni sui mercati energetici, esercitando pressioni al rialzo sui prezzi nelle principali economie avanzate. Nell’area dell’euro il rincaro è stato trainato soprattutto dai carburanti, mentre la trasmissione degli aumenti ai prezzi del gas e dell’elettricità è risultata più graduale.
Nelle proiezioni di giugno, richiamate nel Bollettino, l’inflazione al consumo in Italia è prevista attestarsi in media al 3,1% nel 2026, principalmente per effetto del rialzo dei prezzi energetici, per poi tornare intorno al 2% nel biennio successivo. Anche le aspettative di inflazione di famiglie e imprese sono aumentate, pur restando inferiori ai livelli raggiunti nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Sul fronte del mercato del lavoro, Via Nazionale conferma un quadro ancora favorevole. L’occupazione è cresciuta sia nel primo trimestre sia nei mesi di aprile e maggio, mentre il tasso di disoccupazione ha registrato un nuovo minimo storico. La partecipazione al mercato del lavoro è rimasta sostanzialmente stabile. Più contenuta, invece, la dinamica delle retribuzioni: secondo Bankitalia la crescita dei salari contrattuali continua a mantenersi moderata, nonostante il buon andamento dell’occupazione.



























