I sindacati della scuola chiedono il ritorno a scuola in presenza e fin da subito hanno rivendicato un confronto che si fonda su questo obiettivo ma “oggi le condizioni per riaprire le scuole in presenza non ci sono: è inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti”. Lo ha detto il segretario della Flc Ccgil, Francesco Sinopoli, intervenendo in una conferenza stampa via web dal titolo “La SCUOLA si fa a SCUOLA”, convocata insieme alla altre sigle Cisl Scuola e Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams per fare il punto sulle problematiche ancora aperte in vista del prossimo anno scolastico.
“I dirigenti scolastici sono a caccia di spazi e serve un organico straordinario che al momento non c’è. I dirigenti si stanno muovendo ma il percorso è costruito in modo da scaricare sulle singole scuole la responsabilità di risolvere i problemi, naturalmente sono problemi che non possono essere risolti da soli”.
Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno chiesto alla ministra Lucia Azzolina un provvedimento legislativo urgente per garantire la massima sicurezza nella ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre e l`apertura di un confronto sugli organici che, “come più volte sottolineato anche dagli Enti Locali, rappresentano un perno fondamentale per far ripartire la scuola nel pieno rispetto delle misure di prevenzione”.
“Il nostro obiettivo è aprire la scuola a settembre in sicurezza ma abbiamo chiuso la scuola a giugno e la ritroviamo identica a settembre. Non è normale. Mentre la casa brucia la ministra si preoccupa di chiamare l’arredatore. Ma bisogna innanzitutto chiamare i vigili del fuoco, siamo in emergenza. Mi sembra non ci sia questa consapevolezza”. Lo ha detto il segretario della Uil Scuola, Pino Turi. “Per la scuola dobbiamo fare quello che serve, non solo quello che vorremmo. Vanno superati venti anni di politiche restrittive – ha detto Turi – ci vuole un quantitative easing per la scuola. Dare alla scuola ciò che gli serve, come Draghi, costi quel che costi.
E’ questo il momento. Ci sono le risorse nel Mes e si possono mettere a punto gli strumenti”.
“Riportare la scuola in presenza è un problema del Governo, della maggioranza. Sanità e istruzione sono valori universali. Ci vogliono risorse, un provvedimento complessivo sulla scuola – ha detto ancora Turi – che disponga anche in deroga le misure necessarie ad una scuola in presenza. Serve un tavolo nazionale di confronto che metta a punto le misure sul personale e definisca contestualmente il protocollo sulla sicurezza che le scuole stanno aspettando”.
“Sicurezza e organici sono le due facce della stessa medaglia. Non può esserci la prima se manca la seconda. Il nodo del personale è cruciale per questo serve un provvedimento d’urgenza. E serve un clima positivo, che ora non c’è”.
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