Nel terzo round tra governo e sindacati, segna un punto il vicepremier Di Maio e ne perde uno il collega Salvini. Al termine dell’incontro di Palazzo Chigi, infatti,il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha aperto al salario minimo, fortemente voluto dal ministro del lavoro grillino. Nel contempo, ha ribadito che domani non partecipera’ al vertice al Viminale convocato dal ministro Salvini: ”il tavolo del confronto -ha detto Landini- e’ quello di Palazzo Chigi”. La Cgil sara’ presente con altri dirigenti.
Tornando al salario minimo, nel corso del vertice Di Maio ha riferito ai sindacati che “verrà introdotto nella legge di stabilità” ma – ha spiegato Landini- ha assicurato che questo non vorrà dire “mettere in discussione i contratti nazionali” perche’ lo stesso governo concorda che anzi sara’ necessario rafforzarli.
Landini ha definito questa posizione espressa da Di Maio una “novita”: “una cosa in un certo modo già detta negli incontri precedenti”, ha osservato, ma “riaffermarla è positiva”. Però “il problema – ha sottolineato Landini – è come fanno a farla, sono cose che andranno fatte in modo scritto quindi noi dovremmo valutarle in testi che verranno messi in campo”.
Landini ha anche ricordato che il nodo dei bassi salari va affrontato “rinnovando i contratti nazionali di lavoro senza tassare gli aumenti contrattuali”. Tra le richieste illustrate al governo, anche la legge sulla rappresentanza e il superamento della legge Fornero.
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