• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
giovedì, 6 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    Castellucci (Fai-Cisl): da soli gli sgomberi dei ghetti non bastano: bisogna rafforzare il presidio territoriale del sindacato e la presenza delle istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, ”ci sono le condizioni”. Federmeccanica, ”scongiurare una bomba sociale e industriale”

    Tav in Val di Susa, parla Caretti (Cisl Piemonte): “ormai l’opera è decisa, dobbiamo fare in modo che chi va a lavorare nel cantiere lo faccia in sicurezza. A settembre una iniziativa insieme agli edili della Filca a sostegno della Tav e delle opere infrastrutturali in Piemonte”

    Tav in Val di Susa, parla Caretti (Cisl Piemonte): “ormai l’opera è decisa, dobbiamo fare in modo che chi va a lavorare nel cantiere lo faccia in sicurezza. A settembre una iniziativa insieme agli edili della Filca a sostegno della Tav e delle opere infrastrutturali in Piemonte”

    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Acciaio e occupazione: Fim, Fiom, Uilm hanno un piano per l’ex Ilva. Confermata la mobilitazione

    Da destra a sinistra, tutti a pezzi

    Appalti e imprese, il Cdm vara la modifica della legge 231. Altolà dei sindacati: “un aiuto per l’illegalità, il governo si confronti con noi”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sulla produzione industriale – Giugno 2026

    Il testo della lettera Fim, Fiom, Uilm: “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva’’

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Giugno 2026

    Proposta di legge della Giunta della Regione Toscana e Protocollo contro il caporalato

    Trasporto pubblico, Cotral: sottoscritto accordo con i sindacati sul benessere dei lavoratori

    Trasporti, Cotral redistribuisce gli utili agli autisti: premi fino a 4mila euro l’anno

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    Castellucci (Fai-Cisl): da soli gli sgomberi dei ghetti non bastano: bisogna rafforzare il presidio territoriale del sindacato e la presenza delle istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, ”ci sono le condizioni”. Federmeccanica, ”scongiurare una bomba sociale e industriale”

    Tav in Val di Susa, parla Caretti (Cisl Piemonte): “ormai l’opera è decisa, dobbiamo fare in modo che chi va a lavorare nel cantiere lo faccia in sicurezza. A settembre una iniziativa insieme agli edili della Filca a sostegno della Tav e delle opere infrastrutturali in Piemonte”

    Tav in Val di Susa, parla Caretti (Cisl Piemonte): “ormai l’opera è decisa, dobbiamo fare in modo che chi va a lavorare nel cantiere lo faccia in sicurezza. A settembre una iniziativa insieme agli edili della Filca a sostegno della Tav e delle opere infrastrutturali in Piemonte”

    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Acciaio e occupazione: Fim, Fiom, Uilm hanno un piano per l’ex Ilva. Confermata la mobilitazione

    Da destra a sinistra, tutti a pezzi

    Appalti e imprese, il Cdm vara la modifica della legge 231. Altolà dei sindacati: “un aiuto per l’illegalità, il governo si confronti con noi”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sulla produzione industriale – Giugno 2026

    Il testo della lettera Fim, Fiom, Uilm: “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva’’

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Giugno 2026

    Proposta di legge della Giunta della Regione Toscana e Protocollo contro il caporalato

    Trasporto pubblico, Cotral: sottoscritto accordo con i sindacati sul benessere dei lavoratori

    Trasporti, Cotral redistribuisce gli utili agli autisti: premi fino a 4mila euro l’anno

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - La nota - Ilva, con ArcelorMittal Di Maio gioca su due tavoli

Ilva, con ArcelorMittal Di Maio gioca su due tavoli

25 Luglio 2018
in La nota

Oggi, mercoledì 25 luglio, nuova rapida, ma confusa, puntata della vicenda Ilva. Una vicenda che, da quando si è formato il Governo basato sul famoso contratto siglato nel maggio scorso da due privati cittadini, i signori Luigi Di Maio e Matteo Salvini, assume toni sempre più romanzeschi.

E diciamo romanzeschi soprattutto perché a rendere l’intreccio più complesso provvede, in primo luogo, quello che è oggi il protagonista principale della storia ovvero il signor, anzi il deputato, Luigi Di Maio. Il quale, nel frattempo, oltre ad essere già da prima il “capo politico” del MoVimento 5 Stelle, è diventato non solo Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, ma anche Ministro dello Sviluppo Economico e, in parallelo, Ministro del Lavoro. E interviene dunque, nei successivi e variegati passaggi di questa vicenda, ora in base a uno di questi incarichi, ora in base a un altro.

Ad esempio, ieri – martedì 24 luglio – quello che è venuto ad animare lo senario su cui si svolge la vicenda del gruppo Ilva è stato il Di Maio ministro dello Sviluppo Economico. Nella tarda serata, un orario da lui privilegiato per i suoi rapporti con i mezzi di informazione, un comunicato pubblicato sulla carta intestata del Ministero di via Veneto affermava che “a seguito delle verifiche interne sul dossier Ilva”, nonché “del parere fornito dall’Anac”,  “si ritiene” (anche se qui non era specificato chi fosse il soggetto che “ritiene” qualcosa); ma comunque: “si ritiene che ci siano i presupposti per avviare un procedimento amministrativo finalizzato all’eventuale annullamento in autotutela del decreto del giugno 2017 di aggiudicazione della gara”.

Insomma, una notizia bomba, buttata lì senza parere. Ma una vera notizia bomba che, essendo uscita dai computer del Ministero alle ore 21:51, ha trovato spazio, stamattina, solo sulla prima pagina del Sole 24 Ore col seguente titolo: “Ilva, sul tavolo di Di Maio l’annullamento della gara”. Un approdo non del tutto impensabile, questo, dopo la mossa fatta, due settimane fa, dallo stesso Di Maio, quando aveva reso noto di aver ricevuto una lettera inviatagli dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Lettera nella quale lo stesso Emiliano non si limitava a denunciare la presenza di “zone d’ombra” nella gara che aveva portato, nel giugno 2017, all’aggiudicazione dei “complessi aziendali dell’Ilva in Amministrazione straordinaria”, ma invitava il Ministro a chiedere, su tali “zone d’ombra”, il parere dell’Anac; ovvero, nientemeno, dell’Autorità nazionale anticorruzione. Un invito, questo, prontamente raccolto dal biministro Di Maio che annunciava di aver inviato a Raffaele Cantone, Presidente della stessa Anac, le carte relative.

Dopodiché, venerdì 20 luglio, intervenendo alla Camera, Di Maio, ancora come Ministro dello Sviluppo Economico, annunciava che l’Anac aveva confermato l’esistenza, nella procedura della gara conclusasi l’anno scorso, di alcune “criticità”. Criticità che, per lo stesso Di Maio, venivano a configurarsi come altrettanti “macigni”.

Fin qui il riassunto delle puntate precedenti. Riassunto che, però, consente di porre in luce che quanto comunicato nella tarda serata di martedì 24 luglio aveva, effettivamente un suo valore dirompente. E ciò non solo per l’allarmante significato della frase, certo scritta un po’ in giuridichese, in cui si prospettava l’ipotesi di un “eventuale annullamento in autotutela del decreto del 5 giugno2017”relativo all’aggiudicazione della gara Ilva a AM InvestCo Italy, la cordata formata col concorso prevalente di ArcelorMittal, il colosso franco-indiano dell’acciaio.

Ma perché, subito dopo tale frase, veniva riportato nel comunicato un virgolettato attribuito al Ministro; virgolettato in cui lo stesso Di Maio affermava che il “procedimento amministrativo finalizzato all’eventuale annullamento” eccetera, è “un procedimento disciplinato per legge che durerà 30 giorni”.

Da qui, oggi, un senso di allarme avvertito nella palazzina di corso Trieste 36 ove,  a Roma, hanno la loro sede nazionale i sindacati confederali dei metalmeccanici: Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. Perché solo a sentir parlare di “un atto dovuto per accertare i fatti a seguito delle importanti criticità emerse”, atto dovuto che, peraltro, occuperà lo spazio temporale di altri 30 giorni in una vicenda che appare sempre più infinita, la mente di un sindacalista non può che reagire con forti preoccupazioni. Anche perché, se quelli che si stanno sviluppando sono “accertamenti” e “procedure amministrative”, lo spazio per eventuali trattative appare azzerato.

La cosa più sorprendente, però, non l’abbiamo ancora vista. Ed è questa. Sempre nel suo comunicato, quasi notturno, del 24 luglio, Di Maio concludeva, serafico, con queste parole: “Domani incontrerò i vertici di ArcelorMittal per proseguire il confronto sull’aggiornamento della loro proposta”.

E oggi infatti, verso le due e mezzo del pomeriggio, i rappresentanti di quella che è, non dimentichiamolo, la più grande impresa siderurgica del mondo, hanno varcato il portone del Ministero di via Veneto. Laddove, attenzione, con Ministero di via Veneto non si intende il Mise, ma il Ministero del Lavoro. Un ministero, questo, la cui sede principale si affaccia anch’essa su via Veneto, proprio di fronte al Mise.

Ora per quale motivo il Di Maio che oggi ha ricevuto ArcelorMittal sia stato il Ministro del Lavoro invece del Ministro dello Sviluppo economico, non è dato sapere. Dopo un’ora e mezzo di incontro, infatti, Di Maio è, per così dire, scappato via dal Ministero, sostenendo che doveva recarsi con urgenza a un appuntamento parlamentare. I cronisti, che erano stati invitati a essere presenti al Ministero, hanno quindi dovuto accontentarsi di una breve dichiarazione, senza poter porre al Ministro stesso nessuna domanda.

Di Maio, dunque, si è limitato a dichiarare che le “controproposte migliorative” presentategli da ArcelorMittal registrano “passi avanti” rispetto al piano ambientale, mentre, rispetto al piano occupazionale, “la situazione non è soddisfacente e va approfondita”. Insomma, niente di nuovo.

Quello che è più difficile capire è quali siano a questo punto, rispetto all’Ilva, le vere intenzioni del biministro Di Maio. Il quale pare ritenere che non vi sia nulla di contraddittorio se, da un lato, avvia una procedura che potrebbe portare, nientemeno, che all’annullamento della gara con cui, più di 13 mesi fa, ArcelorMittal si è aggiudicata, tramite la cordata AM InvestCo, il diritto di acquisire l’Ilva; mentre, dall’altro, porta avanti una specie di negoziato informale con la stessa ArcelorMittal affinché quest’ultima riveda, in modo sostanziale, i suoi piani ambientali e le conseguenze occupazionali dei suoi piani industriali. Il tutto con un aggravio di costi che, per adesso, può solo essere immaginato ma che si prospetta, a occhio e croce, come assai significativo.

L’unico punto fermo, nella vicenda, è, come già accaduto nei giorni scorsi, il comunicato serale di ArcelorMittal, in cui l’impresa ha affermato di essere tutt’ora “fiduciosa” circa la sua possibilità di completare l’acquisizione di Ilva. “Abbiamo incontrato questo pomeriggio il Vice Presidente del Consiglio, onorevole Di Maio, per discutere le nostre proposte aggiuntive”, è scritto nel comunicato aziendale. Proposte che, peraltro, “riflettono il nostro impegno per il rilancio di Ilva”; e ciò “con particolare attenzione alle sfide ambientali e sociali”.

Insomma, da parte di ArcelorMittal – a parte la gustosa precisazione che, per loro, Di Maio è soprattutto il Vice presidente del Consiglio – vengono esibite le migliori intenzioni del mondo. E ciò non solo perché la scelta di tentare di acquisire l’Ilva, fatta l’anno scorso, era basata, con ogni probabilità, su solide basi strategiche. Ma, forse, anche perché il competitor indiano di ArcelorMittal, Jindal South West – quello che l’anno scorso, capeggiando la cordata AcciaItalia, aveva tentato di soffiare l’affare ad ArcelorMittal -, dopo la sconfitta patita nella gara del 2017 è adesso riuscito a mettere comunque un piede in Italia. Ovvero dentro la seconda potenza manifatturiera europea.

Infatti, proprio ieri, 24 luglio, Jindal ha perfezionato l’acquisto, da Aferpi, dell’acciaieria di Piombino.  Un’acciaieria, è appena il caso di ricordarlo, che costituisce anch’essa un pezzo della ex-Ilva pubblica, e che, dopo la fine dell’Iri, è passata di mano in mano prima al gruppo Lucchini, poi alla Severstal, guidata dal russo Mordashov e, infine, alla Aferpi, guidata dall’algerino Rebrab.

Insomma, come dicevamo all’inizio, l’intreccio si infittisce. Sorge, quindi, una domanda. Quante altre puntate dovremo seguire prima che questa appassionante storia industriale giunga a una conclusione almeno provvisoria?

 

@Fernando_Liuzzi

 

 

 

 

 

Tags: IlvaIndustriaAcciaioArcelorMittalAM InvestCoPiombinoMetalmeccanici
redazione

redazione

In evidenza

Istat, a maggio la produzione industriale diminuisce dell’1,1%

Industria, Istat: a giugno produzione -1% su mese, ma nella media del secondo trimestre +0,4%

6 Agosto 2026
Ex Ilva, sindacati convocati il 18 novembre. Urso: disponibili a discutere

Ex Ilva, Scarpa (Fiom): il Governo si fermi, no alla cancellazione delle risorse di DRI Italia

5 Agosto 2026
Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

5 Agosto 2026
Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

Castellucci (Fai-Cisl): da soli gli sgomberi dei ghetti non bastano: bisogna rafforzare il presidio territoriale del sindacato e la presenza delle istituzioni

5 Agosto 2026
Scioperare per rilanciare l’industria: tutte le (buone) ragioni dell’iniziativa dei metalmeccanici

Ex Ilva, il “Piano” dei sindacati inviato tramite Pec a Governo, Parlamento, Enti locali e Confindustria

5 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi