Alla luce degli ultimi fatti di cronaca in tema di fallimenti di imprese, con lo sfratto esecutivo per l’imprenditore modenese Bramini, torna di attualità un grave fenomeno: il tracollo economico per le aziende creditrici di ingenti somme nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
“Auspichiamo un tempestivo intervento delle Istituzioni affinché si adoperino per un mirato provvedimento legislativo atto a normare le ipotesi di crisi aziendale indotta dal settore pubblico” – dichiara Andrea Cafà presidente di Cifa Italia – “che possa scongiurare altri “casi Bramini”, cui va tutta la nostra solidarietà”.
I dati statistici ci dicono che “su 100mila fallimenti registrati tra il 2009 e il 2016 circa un quarto sono da ricondurre a mancati pagamenti da parte della P.A. che pur essendo il principale contractor nazionale, manca di onorare i suoi debiti con preoccupante sistematicità”, ricorda Cafà. “Per questo è importante intervenire con provvedimenti per dare alle aziende la possibilità di compensare o cedere i crediti con la P.A., attivare provvedimenti sospensivi o dilatori che scongiurino le dichiarazioni di fallimento, stabilire un termine tassativo entro cui saldare i debiti contratti”, conclude il presidente di Cifa.
Il mancato e tempestivo pagamento da parte della P.A. incide non solo sulla liquidità del creditore ma si riverbera su tutta la filiera, finendo per colpire soprattutto le piccole imprese, più vulnerabili per le ridotte possibilità di accesso al credito. Non è raro imbattersi nel fallimento di imprese “sane”, strangolate dai debiti non onorati, spesso di molto inferiori ai crediti vantati nei confronti dello Stato. L’apparente risparmio dovuto al rallentamento dei pagamenti ha un duplice effetto: aumentano gli oneri a carico delle amministrazioni a causa di interessi di mora e spese di contenzioso e le imprese si vedono costrette a “scaricare” il costo dei ritardi aumentando i prezzi finali di opere e servizi con una ricaduta negativa per le amministrazioni virtuose.
In assenza di tempestivi pagamenti, le imprese non possono onorare gli impegni economici assunti per l’esecuzione delle commesse pubbliche e continuano a subire procedure fallimentari senza sgravi o dilazioni di pagamento, anche a fronte della dimostrazione del credito. Di contro, non esiste una procedura sanzionatoria nei confronti della P.A. che possa scongiurare il cronicizzarsi del fenomeno. Tutto ciò dimostra quanto sia urgente fornire un’adeguata risposta alle esigenze della classe imprenditoriale con la realizzazione della tanto invocata riforma in materia fallimentare.





























