Nel corso di un incontro con i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc, l’amministratore delegato di Tim, Genish, unitamente ad alcuni top manager dell’azienda, ha sinteticamente illustrato gli obiettivi che mirano ad un rilancio complessivo del gruppo.
In particolare, il piano punta ai servizi digitali (digiTim), alla cura del cliente, a una migliore qualità del servizio, a una maggiore valorizzazione della convergenza fisso-mobile-contenuti e un accresciuto sfruttamento commerciale della rete in fibra già realizzata.
Genish ha inoltre confermato per l’anno 2018 il piano di investimenti già indicati nel precedente piano, così come la centralità di TIM Brasil.
Riguardo alla rete, l’ad di Tim ha affermato che a oggi l‘azienda non vede ragioni per un maggior grado di separazione della stessa, in quanto ritenuto essere in linea con gli impegni assunti con Agcom in termini di equivalenza e neutralità dell’accesso. Ribadendo che non vi sarà ricapitalizzazione e che il debito dovrà diminuire mediante maggiore generazione di cassa, l’ad. ha poi chiesto alle organizzazioni sindacali la conferma del contratto di solidarietà anche per l’anno 2018.
Pur registrando la disponibilità al confronto da parte dell’amministratore delegato ed i principi di massima da egli esposti, i sindacati hanno tuttavia evidenziato la necessità che, oltre alla enunciazione, vi siano fatti concreti e conseguenti, a partire dal piano industriale. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc hanno quindi ribadito che, in assenza di un confronto puntuale sui contenuti del piano industriale, non sussistono i presupposti che giustifichino la proroga al ricorso del contratto di solidarietà in essere che scade il 3 gennaio prossimo.
E.M.


























