Non c’è dubbio che alcune leggi sul lavoro, a partire dal Job Act, siano sbagliate, ma il referendum non è forse lo strumento giusto per cambiarle. A precisa domanda se aderirà all’iniziativa referendaria della Cgil, a partire dalla firma, nel corso della conferenza stampa indetta per presentare la manifestazione sindacale di sabato 20 aprile Pierpaolo Bombardieri risponde mostrando perplessità: ‘’condividiamo la posizione della Cgil rispetto ai temi, ma crediamo che quello del referendum, dal punto di vista formale, sia un po’ superato dalla prassi democratica. Vedremo, ne discuteremo nei nostri organismi e con la stessa Cgil, e poi valuteremo. Comunque, in bocca al lupo a Landini e alla sua confederazione’’.
Resta convintissimo della sfida invece Maurizio Landini. Seduto accanto a Bombardieri, sorride e replica: ‘’sappiamo bene che il referendum è difficile, il primo passo sarà ottenere le 500 mila firme, il secondo sarà portare le persone a votarlo, ma è necessario usare tutti gli strumenti per superare le leggi sbagliate fatte nel passato e che questo governo sta addirittura peggiorando”. Landini ha ricordato che ai quattro quesiti depositati sabato scorso in Cassazione si affiancheranno anche ‘’possibili proposte di legge, che daranno l’idea del cambiamento che riteniamo necessario per superare precarietà e frammentazione”.



























