Aprire un tavolo di confronto in sede sindacale finalizzato a garantire la continuità lavorativa dei circa 400 rilevatori Istat con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, molti anche di durata pluriennale, impiegati nelle due grosse commesse per la gestione del servizio di conduzione e gestione delle interviste Capi, propedeutico all`aggiornamento dei dati sulla spesa delle famiglie e la forza di lavoro. E’ quanto chiedono Felsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp.
I rilevatori statistici sono rischio occupazionale e salariale in seguito all`avvenuto cambio appalto dalla società uscente Ipsos alla subentrante azienda Csa. Oggi i sindacati hanno organizzato un presidio sotto la sede dell`istituto in via Cesare Balbo per sollecitare un intervento diretto dell`Istat, “chiamato ad assumersi le responsabilità politiche in quanto soggetto appaltante, e per denunciare l`atteggiamento di netta chiusura da parte della società aggiudicataria che da mesi ignora gli innumerevoli appelli del sindacato volti ad individuare una soluzione di prospettiva per i lavoratori. La scelta di indire una conferenza stampa e un presidio lo stesso giorno in cui Istat presenta a Montecitorio il rapporto 2024 – dichiarano le tre federazioni in un comunicato unitario – è un modo per mettere in evidenza la gravità della situazione e, al tempo stesso, il paradosso in atto. Da un lato l`Istat che presenta il tradizionale rapporto che delinea la situazione del Paese; dall`altra parte la preoccupazione e lo sconforto dei circa 400 rilevatori statistici che da anni con dedizione e professionalità contribuiscono alla raccolta di dati cruciali per la definizione di quelle stesse politiche strategiche del Paese”.
La vertenza “non può e non deve restare inascoltata – aggiungono – la mobilitazione a tutela del lavoro, della salvaguardia di professionalità preziose per il Paese e della dignità dei lavoratori proseguirà fino a quando l`Istat si assumerà la responsabilità di garantire una corretta continuità del servizio, che non può che passare dalla contrattualizzazione di tutti i lavoratori attualmente in forza”.






















