A metà delle sezioni scrutinate, 31mila su 61.591, l’affluenza al referendum sui cinque quesiti su lavoro e cittadinanza non raggiunge nemmeno il 30% dei votanti fermandosi al 29,29%. L’affluenza più bassa, al momento, rispettivamente in Trentino Alto Adige intorno al 20% e in Calabria intorno al 22%. I dati sono del sito Eligendo del Viminale.
Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha riunito la segreteria confederale prima dell’inizio della conferenza stampa per commentare i risultati dei referendum su lavoro e cittadinanza. Landini incontrerà i rappresentanti dei media intorno alle 16 nella sede del comitato elettorale nel centro congressi Frentani.
I dati sono ancora molto parziali, ma chi è andato a votare al referendum sui cinque quesiti su lavoro e cittadinanza ha votato prevalentemente sì alla richiesta di abrogazione delle leggi sul lavoro e cittadinanza.
Al 5% delle sezioni scrutinate, i quesiti sul lavoro hanno visto l’87,59% di sì sul reintegro dei licenziamenti illegittimi, l’85,85% di sì su licenziamenti e limite indennità, l’87% di sì sulla tutela dei contratti a termine e l’84,86% di sì su responsabilità infortuni sul lavoro. Più combattuto il match tra sì e no per quanto riguarda la modifica della legge sulla cittadinanza che ha visto il 60,83% di sì ma anche il 39,17% di no.























