• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
lunedì, 5 Gennaio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’ “anno molto peggio’’ di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    L’ “anno molto peggio’’ di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Trump sospende per 90 giorni i dazi, l’Ue a sua volta si accoda. E le Borse riprendono il volo

    La guerra dei dazi non è una catastrofe per le imprese italiane. I dati di Bankitalia

    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La contrattazione che vogliamo, le linee guida proposte dalla Filctem

    Colpo di freno della Cassazione: le aziende non possono sostituire il CCNL a piacimento

    Istat, dal Senato via libera a Blangiardo nuovo presidente

    L’ottimismo dell’Istat vs lo scetticismo della realtà

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ilva, al via incontro al ministero

    Ex Ilva, via libera per la cessione al fondo americano Flacks. Lo Stato per ora al 40%. Sindacati preoccupati: “il destino di 20 mila lavoratori è in mano a un fondo speculativo”

    Sindacati, mobilitazione dei lavoratori della vigilanza privata

    Pegaso Security Spa, proclamato un nuovo stato di agitazione. I sindacati: storia di una gestione rovinosa, nessuna certezza sulle retribuzioni

    La filastrocca di Hal

    Formazione e Intelligenza Artificiale, il Rapporto di European Schoolnet

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’analisi della First-Cisl sulla ricchezza delle famiglie italiane

    Unicredit, firmato accordo: 725 assunzioni nella rete commerciale

    Unicredit, firmato l’accordo con sindacati: “punto di svolta per il settore del credito”. Ricambio generazionale con nuove assunzioni

    Il Report della Cgil Roma e Lazio sui rapporti di lavoro nella Regione – Dicembre 2025

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo degli idraulico forestali e idraulico agricoli

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo dei servizi ambientali

    Intesa Sanpaolo, raggiunto l’accordo: premi da 1.150 a 2.950 euro per i 70.000 lavoratori

    Intesa Sanpaolo-sindacati, firmato l’accordo sul contratto di secondo livello

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’ “anno molto peggio’’ di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    L’ “anno molto peggio’’ di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Trump sospende per 90 giorni i dazi, l’Ue a sua volta si accoda. E le Borse riprendono il volo

    La guerra dei dazi non è una catastrofe per le imprese italiane. I dati di Bankitalia

    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La contrattazione che vogliamo, le linee guida proposte dalla Filctem

    Colpo di freno della Cassazione: le aziende non possono sostituire il CCNL a piacimento

    Istat, dal Senato via libera a Blangiardo nuovo presidente

    L’ottimismo dell’Istat vs lo scetticismo della realtà

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ilva, al via incontro al ministero

    Ex Ilva, via libera per la cessione al fondo americano Flacks. Lo Stato per ora al 40%. Sindacati preoccupati: “il destino di 20 mila lavoratori è in mano a un fondo speculativo”

    Sindacati, mobilitazione dei lavoratori della vigilanza privata

    Pegaso Security Spa, proclamato un nuovo stato di agitazione. I sindacati: storia di una gestione rovinosa, nessuna certezza sulle retribuzioni

    La filastrocca di Hal

    Formazione e Intelligenza Artificiale, il Rapporto di European Schoolnet

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’analisi della First-Cisl sulla ricchezza delle famiglie italiane

    Unicredit, firmato accordo: 725 assunzioni nella rete commerciale

    Unicredit, firmato l’accordo con sindacati: “punto di svolta per il settore del credito”. Ricambio generazionale con nuove assunzioni

    Il Report della Cgil Roma e Lazio sui rapporti di lavoro nella Regione – Dicembre 2025

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo degli idraulico forestali e idraulico agricoli

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo dei servizi ambientali

    Intesa Sanpaolo, raggiunto l’accordo: premi da 1.150 a 2.950 euro per i 70.000 lavoratori

    Intesa Sanpaolo-sindacati, firmato l’accordo sul contratto di secondo livello

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Interviste - Treu, una legge delega aperta e impegnativa

Treu, una legge delega aperta e impegnativa

di Emanuele Ghiani
26 Settembre 2025
in Interviste
Tiziano Treu fra gli “esperti” di Palazzo Chigi

Il Senato ha approvato pochi giorni fa, in via definitiva, il testo già approvato dalla Camera del disegno di legge delega in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva. Il diario del lavoro ha intervistato il giuslavorista Tiziano Treu per approfondire e comprendere i vari aspetti e le novità che contiene la norma. Per Treu la legge delega è molto aperta e solo nel prossimo futuro si vedrà in quale dimensione si collocherà, ma non mancano dei passaggi impegnativi e curiosi.


Treu, il Senato ha approvato il disegno di legge delega in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva. Un altro passo è stato dunque compiuto verso questa direzione

Tanto tuonò che piovve. È un tema in discussione da anni, sollecitato anche dalle direttive europee. Sembrava che il nostro Governo non intendesse fare granché in merito perché si diceva che eravamo in regola, dato che i nostri contratti coprono il 95% dei lavoratori e che quindi in realtà noi eravamo già in linea con la con la direttiva sul salario minimo. Invece è opportuno che si sia presa un’iniziativa in tal senso.

Una iniziativa nata dalle opposizioni e ora nelle mani della maggioranza

Si, è nata in questo modo un poco curioso, era una iniziativa di tutto un gruppo di senatori dell’opposizione che sono ancora in epigrafe nel testo, anche se un asterisco ci dice che hanno ritirato la sottoscrizione a questa proposta quanto è stata completamente cambiata dalla maggioranza per cui non è più attribuibile a quelle persone.

Il testo quindi non affronta più il tema del salario minimo, che cosa emerge di nuovo?

Affronta sostanzialmente tutto il problema della rappresentatività dei contratti collettivi. Perché la via contrattuale per arrivare a una retribuzione adeguata è sempre stata privilegiata nel nostro ordinamento ed è una delle strade previste anche dalla direttiva. Quindi qui non si parla di una legge su un salario minimo ma di un intervento sui contratti collettivi in modo che questi siano più efficaci per tutelare i lavoratori. In particolare l’indirizzo lo troviamo all’inizio del testo: “definire, per ciascuna categoria di lavoratori, i contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati in riferimento al numero delle imprese e dei dipendenti, al fine di prevedere che il trattamento economico complessivo minimo dei contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati costituisca, ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione, la condizione economica minima da riconoscere ai lavoratori appartenenti alla medesima categoria”. Quindi la via contrattuale alla retribuzione minima. Questo è l’obiettivo della legge.

Dopodiché aggiunge altre specificità, che pure sono nella linea europea, cioè che le società appaltatrici e subappaltatrici devono garantire, leggiamo nel testo: “dei trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati nel settore al quale si riferisce l’oggetto dell’appalto”. Successivamente la legge spiega come si fa. Direi in una forma particolare di estensione degli stessi contratti.

Perché particolare?

Noi sappiamo che adesso i contratti collettivi storici in Italia hanno natura privatistica quindi si applica solo alle parti le organizzazioni che li hanno sottoscritti. Qui invece si dice che appunto, proprio per garantire che ci siano trattamenti minimi veri e per tutti e garantiti come minimi e si prevede che i trattamenti economici complessivi minimi stabiliti come abbiamo detto sopra sono estesi anche a gruppi di lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva.

Quindi hanno previsto questa estensione nonostante abbiamo, come ha accettato prima, una contrattazione che comunque copre il 95% dei lavoratori?

Si, anche se la nostra contrattazione collettiva è molto diffusa è anche vero che in certi settori no, non è così. Pensiamo ai  settori più deboli, come la Logistica, le Pulizie; qui si estendono i trattamenti economici minimi del contratto più vicino anche a quei lavoratori che non hanno un proprio contratto collettivo. Questa è il punto più importante.

La legge dice che si deve favorire lo sviluppo della contrattazione collettiva di secondo livello

Si, questo è un tema più a latere, tra l’altro qui se leggo una battutina che non è priva di significato, perché scrivono: “sviluppare la contrattazione di secondo livello” obiettivo da tempo condiviso, e poi “per far fronte alle esigenze diversificate del costo della vita su base territoriale” che è uno degli obiettivi che si persegue da tempo. Dopo di che si parla di come misurare la qualità dei contratti collettivi: “prevedere strumenti di misurazione che dicano” riferendosi ai vari codici dei vari contratti collettivi che vengono rilevati anche dall’Inps “il modo di misurare la qualità del contratto”, però qui non è molto chiaro sinceramente.

Ha notato delle criticità di questa legge delega?

Segnalo un punto critico in questo strumento. La legge delega considera, a differenza di come si è stato fatto finora anche negli accordi interconfederali come il famoso patto della fabbrica, non tanto il contratto che stipulato dalle associazioni maggiormente rappresentative ma si dice il contratto collettivo maggiormente applicato. Questo è il punto critico.

Perché considera critico la dicitura del maggiormente applicato?

In passato ne avevo parlato e discusso con le parti sociali a lungo quando presiedevo al Cnel. È critico perché il fatto che il contratto collettivo sia molto applicato non è una garanzia di per sé di qualità, anche riguardo alle retribuzioni, eccetera. Tant’è vero che i contratti molto applicati, come il multiservizi, oppure guardiania, custodia ed altri, sono stati criticati e ritenuti inadeguati addirittura dalla Cassazione.

L’indicazione che viene data in generale, anche dal patto della fabbrica, è che un contratto collettivo, per essere ritenuto di qualità adeguata, bisogna che sia stipulato dalle associazioni delle due parti maggiormente rappresentative. Poi ovviamente è utile anche la dicitura del maggiormente applicato ma non basta questa seconda formula da sola.

Cosa potrebbe succedere se rimanesse solamente la dicitura del “maggiormente applicato” non includendo la rappresentatività?

Pensando male ma indovinandoci, un contratto molto al “ribasso” magari potrebbe venire applicato entusiasticamente da molte imprese che vorrebbero, come dire, abbassare il costo del lavoro. Ma questo non è sufficiente a renderlo poi giusto. Quindi questo criterio della maggiore applicazione, da solo, non ci garantisce in sostanza che vengano fuori dei risultati di garanzia giusta.

Dovrebbe quindi essere affiancata una legge di sulla rappresentanza?

Beh sì, occorre che il contratto non solo sia applicato ma sia costruito da sindacati e parti datoriali maggiormente rappresentativi, punto su cui non ci siamo ancora. Su questo versante c’è sempre stata una qualche idea che basti quello che c’è. Esiste il patto della fabbrica, che aveva avviato un processo di accertamento basato su gli iscritti e sui votanti, tant’è vero che qualche categoria un poco più attrezzata come i meccanici, tramite l’INPS,  hanno già l’idea chiara di quali sono i sindacati che hanno più iscritti. Un po’ più difficile è raccogliere i voti delle Rsu perché sono dispersi sul territorio. Però insomma l’idea era vedere, sulla base di dati concreti iscritti e votanti e se sindacati e datori sono veramente rappresentativi. Si è discusso moltissimo, ci sono stati progetti di legge ma non si è mai arrivati a una quadra. Quindi questo è un argomento ancora incerto e ripeto, basarsi solo sul numero delle aziende che accettano e applicano questi contratti non è una garanzia che siano contratti giusti. È questo è il punto più discutibile.

Le vorrei chiedere dei chiarimenti sulla parte che regola l’intervento del governo quando ci si trova di fronte a un ritardo nei rinnovi contrattuali  

È una norma che, in sostanza, prevede che se le parti sociali sono in ritardo sui rinnovi contrattuali il Ministero gli tira le orecchie. In particolare si sollecita che siano fatti interventi per garantire i trattamenti minimi, anche se non viene rinnovato tutto il contratto per la parte normativa.

Però prevede una bella tirata d’orecchie, nel senso che dato che spesso non vengono rinnovati in tempi congrui, la norma prevede che il Governo abbia il potere di intervenire direttamente.

È sempre stato così. In passato, quando le parti facevano difficoltà, mi ricordo che il ministero li chiamava e cercava di fare una mediazione, non ha un vero e proprio potere impositivo. Però, ecco, vedo adesso che effettivamente a rileggere bene, a un certo punto sembra quasi dire un po’ di più quando sembri: “prevedere l’intervento diretto del Ministero con l’adozione delle misure necessarie”.

Esatto, anche a me ha lasciato un poco perplesso questo passaggio.

Si, guardi qui non si capisce bene che cosa significhi. Bisognerà vedere. Non credo sia possibile che il ministro possa dettare lui legge e stabilire un minimo se le parti sociali sono in ritardo con il rinnovo, almeno non penso che si possa leggere in questo modo.

Però non sarebbe il ministro a decidere autonomamente ma si affiderebbe a dei criteri già stabiliti dalla legge

Si certo, guarderebbe al minimo retributivo. Guardi riflettendo adesso le faccio un’aggiunta giuridica. Dalla legge si evince come sia possibile anche l’estensione dei minimi retributivi nei settori dove non c’è contratto, prendendolo da contratti vicini. Quindi è interpretabile come una specie di erga omnes specifica della parte retributiva.

Questo passaggio normativo non è stato ritenuto in contrasto con l’articolo 39 della Costituzione?

No, perché prevede una procedura diversa per la erga omnes. La Corte costituzionale ha detto: questa norma non è un’estensione della omnes di tutto il contratto collettivo, che sarebbe contrario all’articolo 39, bensì è un’estensione, della parte “retributiva” sulla base dell’articolo 36 della Costituzione che viene ricordato anche qui. Ecco spiegato perché la Corte costituzionale l’ha lasciato passare. Quindi per la parte retributiva si può procedere in una specie di erga omnes, cioè un’estensione dei contratti oltre l’area di applicata a categorie vicine. Fin qui va bene. Però dire che lo può fare direttamente l’intervento del ministro è una formula, adesso che la rileggo bene, sicuramente nuova e sarà in futuro da vedere come viene applicata.

Poi io dico un’altra cosa che non si dice spesso. Siccome i contratti collettivi sono contratti privati, un’azienda può sottoscrivere il contratto dei meccanici oppure dei chimici e dopo qualche tempo se è in difficoltà può non lo applicarlo più. Sia chiaro, se l’azienda esce dal contratto non succede niente. Al limite la sua associazione potrà fargli un richiamo, però non esiste un vero e proprio strumento erga omnes. Invece, in questa legge delega, la novità è che l’erga omnes ci sarebbe. Quindi questo passaggio normativo è importante perché interviene non solo nei settori che non hanno contratti ma anche nei settori dove i contratti vengono molto disattesi.

E sono molti questi settori con contratti disattesi?

C’è una serie di indagini della Banca d’Italia, che in passato ho citato anche in alcuni miei articoli, dove si vede come in alcuni settori, come Logistica, Pulizie, oppure qualche servizio di bassa qualità, il tasso di erosione dei contratti, cioè della non applicazione, è molto alto: arriva al 20-30%. Quindi anche qui qualcuno potrebbe dire: ma scusate, è vero che il contratto esiste, però diamogli un po’ di forza. Perché così come è adesso la giurisprudenza, i datori di lavoro possono anche non applicare il contratto e non succede niente, proprio perché sono contratti privati. Si, questa formula che contiene la legge è molto curiosa.

Anche i settori nuovi o di nicchia si potrebbero trovare improvvisamente regolati, a livello di trattamento economico minimo, dai contratti a loro più vicini.

Certo, ma questo meccanismo potrebbe instaurarsi anche in settori convenzionali dove però risulta difficile fare i contratti.  Su questa lettera G ho qualche dubbio che, insomma, sia legittima.  Perché prevede l’intervento diretto del singolo Ministero, però vedremo, è una formula molto impegnativa.

In ultimo volevo soffermarmi sulla lettera d prevista dalla legge delega, in particolare quando si specifica nella regolamentazione della contrattazione di secondo livello di tenere conto del costo della vita su base territoriale. Sembra rievocare le gabbie salariali. Si potrebbe tornare a un sistema del genere?

È stato un sistema superato come sappiamo da trent’anni. Si potrebbe dire che non siano proprio le gabbie salariali. Parla della contrattazione di secondo livello, senza specificare se sia aziendale, quindi potrebbe anche essere anche contrattazione territoriale oppure provinciali come nel settore agricolo oppure edile. Le parti potrebbero dire che si opera in questo modo: si fanno dei contratti di secondo livello provinciali legati al costo della vita. A Vibo Valentia x e a Milano due x. Quindi si, è possibile arrivare a un sistema del genere.  Anche perché già adesso la contrattazione aziendale, con il meccanismo dei premi, differenzia; ma non differenzia sulla base del costo della vita e su base territoriale ma su base la produttività aziendale eccetera. Questo articolo della legge delega invece si dice che nella contrattazione di secondo livello, ergo anche territoriale, è diversificata in base alle esigenze del costo della vita. Anche questa formula è una novità. Non esiste un impedimento particolare per questo meccanismo, in fondo ci sono altri Paesi che hanno forme di differenziazione territoriale del costo del lavoro.

I sindacati confederali ancora non si sono espressi su questo punto.

Sono molto curioso di sapere che cosa diranno. Sicuramente la Cgil dirà che non è d’accordo, può darsi che invece la Cisl dirà che e che sia giusto perché il costo della vita è molto diverso a seconda del territorio e quindi è giusto tenerne conto.

Non è forte il titolo di questa legge, perché si delega al governo questa materia sulle retribuzioni?

È tutto da vedere, dipende come vengono attuati i decreti delegati. Questa è una norma molto aperta.

Emanuele Ghiani

Emanuele Ghiani

Emanuele Ghiani

Redattore de Il diario del lavoro.

Ultimi articoli

L’alba della contrattazione corsara

di Emanuele Ghiani

In evidenza

Istat, 3,1 milioni di lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale

Contrattazione, Mimit: nel 2025 raggiunte intese in 27 tavoli di crisi aziende, tutelati 14.260 lavoratori

5 Gennaio 2026
Crans Montana: Fumarola (Cisl), cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime e a quanti vivono ore di angoscia in attesa di notizie

Crans Montana: Fumarola (Cisl), cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime e a quanti vivono ore di angoscia in attesa di notizie

2 Gennaio 2026
Industria molitoria: l’incremento dei costi di produzione è insostenibile

Dazi, riduzione delle aliquote antidumping Usa sulla pasta italiana

2 Gennaio 2026
Cambio rotta su tetto cash, soglia sale 3mila euro

Economia, la ricchezza delle famiglie italiane cresce meno della media Ue. L’analisi della First-Cisl

2 Gennaio 2026
Ilva, al via incontro al ministero

Ex Ilva, via libera per la cessione al fondo americano Flacks. Lo Stato per ora al 40%. Sindacati preoccupati: “il destino di 20 mila lavoratori è in mano a un fondo speculativo”

30 Dicembre 2025
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi