“Dopo mesi di annunci il Governo vara il Piano casa. Ad una prima analisi delle bozze in nostro possesso l’unica certezza è rappresentata dalla scarsezza delle risorse. Anche le uniche che sembravano certe, i 970 milioni di euro previsti nell’ultima legge di bilancio per edilizia residenziale pubblica, risultano spendibili ed esigibili nei prossimi cinque anni. Per mettere in campo davvero 100 mila alloggi serve un piano di medio-lungo periodo, che preveda un investimento di almeno 30 miliardi”. E’ un primo commento del segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco a pochi giorni dal varo del Dl, entrato nella fase di analisi e approfondimento anche da parte di imprese e operatori del settore.
“Altre risorse citate in conferenza stampa, fanno riferimento alle disponibilità finanziarie in particolare dei comuni che in questo momento in molte realtà risultano più coraggiose e determinate dell’esecutivo Meloni come Bologna, Firenze, Napoli. Sull’edilizia residenziale pubblica – aggiunge il segretario degli edili – sembra quasi che gli enti gestori di questo patrimonio, debbano anticipare la spesa. Se così fosse siamo in presenza dell’ennesima beffa che non darà risposte ad una emergenza nazionale, ma che andrebbe affrontata in chiave sociale e in ottica di politica industriale. “La casa è un motore economico e sociale capace di rispondere al disagio abitativo, alla mancanza di alloggi per studenti, alla carenza di manodopera laddove c’è domanda e infine rappresenta una risposta alle tante crisi industriali del sistema manifatturiero del Paese”.
Quindi, “senza una visione complessiva ed un approccio economico di questo tipo è difficile che le promesse del Governo possano realizzarsi. Per mettere in campo davvero 100 mila alloggi serve un piano di medio-lungo periodo che preveda un investimento di più di 30 miliardi, tenendo in considerazione impennata dei costi energetici e dei materiali. Inoltre afferma il segretario Di Franco, “Non si affronta il tema centrale che molti hanno provato a risolvere: definire la c.d. matrice trasparente del costruito, ovvero qual è il prezzo al m2 delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni. Tanti titoli in questo decreto, poca sostanza e confusione rispetto alle procedure e ai livelli di governance. Se dovesse essere confermato l’impianto normativo potremmo registrare un’altra certezza. Il Governo non si assume la responsabilità di risolvere il problema casa ma decide di scaricarlo, per certi versi regalarlo, alla gestione dei privati. Questo rischia di generare in questa fase delicata per il mondo dell’edilizia spirali speculative pericolose che pagheranno le imprese e di conseguenza i diritti, la salute e la sicurezza dei lavoratori. In qualche area del Paese è un film purtroppo già visto”.
Infine chiosa ancora il segretario generale “Mancano interventi concreti per sostenere l’acquisto di case da parte di giovani ma non solo. Assente qualsiasi intervento organico in materia di affitti brevi ignorando quanto questo fenomeno stia ulteriormente aggravando la situazione abitativa in molte città. Sull’efficientamento energetico non c’è nulla. Gli adempimenti previsti dalla c.d. direttiva case green continuano a non essere ottemperati, nonostante la messa in mora della Commissione Europea. I cittadini a questo punto oltre a pagarsi la riqualificazione energetica dovranno caricarsi anche i costi della possibile procedura di infrazione. Quindi ad essere ancora una volta esclusi saranno le fasce incapienti e i lavoratori con redditi bassi. Attendiamo di fare una analisi approfondita appena si avranno testi ufficiali ma al momento oltre alla propaganda poco appare all’orizzonte”.
























