L’industria metalmeccanica e il Paese sono “a un passo dal collasso economico”: dal 2008 persi oltre 100mila posti di lavoro e nei primi mesi del 2026 le ore di cassa integrazione corrispondono a 132mila lavoratori a rischio. “Su questo si devono assumere una responsabilità il mondo delle imprese e le istituzioni”. A dichiararlo è il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, che ha riunito a Bari i delegati dell’industria metalmeccanica.
“Con l’assemblea nazionale – ha detto – vogliamo rimettere al centro il lavoro industriale per ridare dignità e sovranità al nostro Paese. La nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e, quindi, occorre da subito intervenire per bloccare i licenziamenti e le delocalizzazioni, a partire dai settori strategici come nei casi delle principali crisi industriali in corso come Electrolux, Stellantis ed ex Ilva. Abbiamo scelto Bari come luogo in cui svolgere l’assemblea nazionale perché dal Mezzogiorno al resto del Paese ci sono straordinarie qualità e competenze, a partire dalle giovani generazioni, che potrebbero determinare il valore aggiunto per colmare il gap tecnologico dell’Europa e dell’Italia rispetto alle industrie di altri Paesi come gli Stati Uniti e la Cina”.
Secondo la Fiom “sono necessari un piano straordinario per l’industria dotato delle risorse necessarie a investire nell’innovazione tecnologica anche con la presenza in equity di capitale pubblico per raggiungere gli obiettivi programmati per sviluppare occupazione nei settori industriali strategici. A fronte dell’innovazione tecnologica occorre intervenire per aumentare i salari delle persone e ridurre l’orario di lavoro salvaguardando l’occupazione”.
La reindustrializzazione, la doppia transizione, ha ha aggiunto De Palma, “non sono solo obiettivi economici, ma scelte sociali e politiche per ricostruire capacità produttiva, autonomia e qualità del lavoro, altrimenti l’Italia rischia di perdere la propria sovranità industriale. E’ necessario che la presidenza del consiglio definisca insieme con il sistema delle imprese e le organizzazioni sindacali un piano straordinario di investimenti per garantire l’occupazione per sostenere la ricerca, lo sviluppo e la produzione a partire da un intervento sul costo dell’energia e per consolidare e far crescere la dimensione industriale nel Paese. Occorre anche favorire l’aggregazione d’impresa e la rigenerazione dell’occupazione. Con oggi si apre una vertenza nazionale sull’industria, vogliamo costruirla insieme con le altre organizzazioni sindacali e ai cittadini perché è in gioco il futuro del nostro Paese”.

























