Il ritiro del piano di ristrutturazione di Electrolux, lo stop agli oltre 1.900 esuberi previsti tra tagli occupazionali e contratti a termine non rinnovati e la revoca della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Sono queste le richieste avanzate ieri da Fiom e Rsu nel corso dell’incontro convocato a Palazzo Balbi tra Regioni, sindacati e Confindustria in vista del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy fissato per il 25 maggio.
Presenti l’assessore veneto Roberto Marcato Bitonci, l’assessore del Friuli Venezia Giulia Sergio Bini e, in collegamento, l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente italiana della Commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo. Al tavolo anche i rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico, Confindustria VenetoEst, le organizzazioni sindacali di Veneto e Friuli Venezia Giulia e le Rsu Fiom di Porcia e Susegana.
Secondo i sindacati, “non è vero che in Italia non sia più possibile produrre elettrodomestici”. Le organizzazioni dei metalmeccanici hanno sottolineato come Electrolux abbia registrato negli ultimi cinque anni margini e utili rilevanti, redistribuiti in larga parte agli azionisti anziché destinati agli investimenti industriali, ricordando anche i consistenti contributi pubblici ricevuti dall’azienda.
“Temiamo che questo progetto rappresenti il segnale di una possibile dismissione del settore del bianco in Italia”, hanno aggiunto Fiom e Rsu, chiedendo “un piano industriale che metta al centro lavoro e produzione nei territori” e definendo la proposta aziendale “inaccettabile sotto ogni punto di vista, soprattutto perché non valorizza professionalità e competenze di lavoratori e lavoratrici”.
Attesa ora per il tavolo del 25 maggio al Mimit, al quale i sindacati chiedono al governo “pressioni forti sulla multinazionale svedese” e misure legislative in grado di impedire la delocalizzazione delle aziende manifatturiere.
Preoccupazione anche da parte della Cgil Veneto e della Cgil Treviso. “Siamo molto preoccupati per questa ennesima crisi che colpisce il territorio, soprattutto per le conseguenze sull’indotto e sull’intero settore”, hanno dichiarato le segretarie generali delle due organizzazioni.
Per oggi sono previste due ore di sciopero nello stabilimento di Susegana, per consentire a una delegazione di lavoratori di partecipare all’incontro dei 28 sindaci convocato nel comune trevigiano.
























