Va avanti la protesta delle circa 1.500 lavoratori impiegati nell’appalto del ministero della giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato per il 29 maggio una giornata di sciopero nazionale. Alla base della mobilitazione la richiesta di garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, oltre alla necessità di aprire un confronto serio sul futuro del servizio e sulle condizioni di lavoro di addetti che, da oltre vent’anni, assicurano il funzionamento di un’attività essenziale per il sistema giudiziario del Paese, spesso in condizioni di forte precarietà.
La decisione è stata assunta a seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione svolto il 13 maggio presso il Ministero del Lavoro, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Al confronto non ha partecipato, se pur convocato, il Ministero della Giustizia, limitandosi a trasmettere una comunicazione scritta nella quale ha ribadito la volontà di mantenere esternalizzato il servizio ed escluso la possibilità di assumere impegni diretti sulla tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, declinando le proprie responsabilità relative alle condizioni di lavoro negli appalti.
Il 7 maggio scorso, di fronte alla “perdurante assenza di risposte da parte del Ministero della Giustizia in merito alla richiesta di garanzie dei livelli occupazionali e salariali dei fonici, trascrittori e stenotipisti forensi impiegati nell’appalto del Dicastero, i sindacati avevano attivato lo stato di agitazione e chiesto un confronto presso il Ministero sulla situazione in essere e sulle prospettive occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, già pesantemente colpiti dagli effetti della riforma Cartabia e dalle attuali situazioni di cassa integrazione straordinaria. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti contestano inoltre la scelta del Ministero della Giustizia di sottrarsi al confronto sulla gestione della nuova gara d’appalto”.
“Chi amministra la giustizia nel nostro Paese sembra dimenticare che la normativa vigente attribuisce precise responsabilità alle stazioni appaltanti in merito alla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal corretto trattamento normativo ed economico”, spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti.
“Contestiamo il grave silenzio, l’assenza e le motivazioni con le quali il Ministero della Giustizia si sottrae alle proprie responsabilità”, aggiungono le tre federazioni. “Il Ministero – concludono – ha scelto di non fornire risposte alle lavoratrici e ai lavoratori che quotidianamente garantiscono il corretto funzionamento della Giustizia nel nostro Paese. Considerata la gravità del silenzio e il peso delle posizioni del Dicastero abbiamo indetto una giornata di sciopero per il 29 maggio, riservandoci di mettere in atto iniziative sindacali necessarie a tutelare e rivendicare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’appalto del ministero della giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali”.

























