Il commercio “si conferma il motore dell’economia italiana: dal 1995 ad oggi il nostro terziario di mercato ha creato quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro e oggi contribuisce per il 53% al valore aggiunto”. Lo ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, oggi a Roma nella sua relazione all’assemblea generale dell’associazione.
“La nostra è una storia di popolo perché è dentro la storia del nostro Paese, dal commercio al turismo, ai servizi, ai trasporti, alle professioni, alla cultura. La nostra è una storia di popolo perché le nostre imprese sono quelle che danno forma alla vita quotidiana delle persone; sono i monumenti vivi che animano le città e sono punti di riferimento nelle periferie e nei territori. Le nostre imprese – ha detto – interpretano il pluralismo imprenditoriale e l’impresa diffusa, l’innovazione e la responsabilità, creando comunità reali e lavoro ‘giusto'”.
“In questo auditorium ci sono le imprenditrici e gli imprenditori che realizzano quello che chiamiamo ‘Sense of Italy’, che unisce beni e servizi, manifattura e turismo, commercio e cultura. E’ un racconto, antico e allo stesso tempo molto moderno, del Paese. Il Made In Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no. Sul prodotto si possono mettere i dazi, sull’italianità no! Il Sense of Italy è, in fondo, quello che ci rende unici”.




























