La demografia allunga la vita media, e il risultato è che in Italia vivono oggi quasi 24 mila ultracentenari, con un aumento di duemila unità rispetto al 2024. Un dato che in genere viene riservato alle analisi statistiche, ma che in realtà è molto di più: quel battaglione di centenari rappresenta un serbatoio di memorie che sarebbe imperdonabile non raccogliere e utilizzare per ricostruire, dalla voce dei protagonisti, fondamentali pezzi della nostra storia.
È esattamente questa l’operazione compiuta dal costituzionalista Alfonso Celotto, assieme alla giuslavorista Giulia Guerrini, con il libro “Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946, la storia e le storie di un voto’’. E se la storia è affidata agli autori del volume, che la ricavano da una accurata ricerca di archivio, le storie le raccontano invece i diretti protagonisti: 150 ultracentenari che a quel 2 giugno hanno partecipato direttamente, infilando la scheda nell’urna del referendum. Un’idea nata quasi per caso, dalla considerazione che quel 2 giugno, per votare, occorreva avere 21 anni. Dunque, persone nate nel 2025 e che nel 2026 doveva essere, appunto, oltre i cento anni. Da li è partito un appello ‘’AAA centenari cercansi’’, rimbalzato tra social, radio e tv: ‘’ci hanno contattato tanti parenti e amici di centenari, e anche qualche centenario direttamente. Li abbiamo intervistati, ci siamo emozionati, commossi, abbiamo imparato tanto’’. Ma alla gigantesca operazione ‘’centenari cercasi’’ hanno collaborato in tanti: dal Comando dei Carabinieri alla Cisl (che da sola, tramite la Federazione pensionati, ha rintracciato ben 60 dei 150 intervistati tra i suoi iscritti), alla Coldiretti, alla Federazioni della Caccia e dei Tabaccai, alle trasmissioni radio e tv che hanno rilanciato la ricerca di contatti.
Il libro nato dalle 150 testimonianze, “non è un saggio né un romanzo” ma in realtà è entrambe le cose: la parte saggistica ricostruisce l’epoca attraverso fonti storiche, giornali, discorsi e diari, la parte romanzesca, ma non romanzata, è affidata alle voci degli ultracentenari, alle loro storie, ai loro pensieri e alle loro opinioni (anche politiche: non tutti hanno votato per la repubblica, e non manca chi rivendica il proprio voto per la monarchia). Ciascuno apre uno spiraglio sulla vita vera dell’anno 1946, su un’Italia affamata e stanca di guerra, che ancora fatica a credere che sia davvero finita, con la ricostruzione ancora di la da venire e con, improvvisamente, quella enorme, nuova responsabilità: decidere la forma di stato, tra la già nota monarchia, rassicurante perché già nota, ma con le altrettanto note vergogne, o la nuovissima repubblica, attraente perché nuova, ma per questo anche carica di incognite. Senza contare la novità nella novità: ovvero quel ‘’voto alle donne’’, altrimenti detto suffragio universale, che l’Italia del 1946 non aveva mai conosciuto e che a molti pareva un’altra pericolosa incognita.
Come finì, lo sappiamo: la Repubblica si affermò con due milioni di voti. “Eravamo ingenui e ignoranti. Poi abbiamo capito cosa abbiamo fatto e abbiamo capito che avevamo fatto bene’’, dice uno degli intervistati. E un’altra: ‘’Mia mamma era fascista, ma votò per la Repubblica: i fascisti ci obbligarono a dare le fedi, e mia mamma non ne era stata contenta’’. Tutte le dichiarazioni sono riportate anonime, perché gli autori hanno deciso di rispettare la segretezza del voto. Ma sono poi citati tutti, con nome, cognome, data di nascita e peculiarità, in un apposito capitolo. Le loro voci si intrecciano con i discorsi di Calamandrei, di Togliatti, di De Gasperi, in una sorta di corale armonioso che scandisce il momento fondativo forse più importante di tutta la nostra storia. Ed è proprio questo insieme di ‘’alto’’, e cioè storico, politico, e ‘’basso’’, con le microstorie dei protagonisti ancora viventi, a rendere tutto più vivido e più vicino: “i nostri centenari ci hanno emozionato, commosso, ispirato, ci hanno fatto sentire il sibili delle bombe, i morsi della fame e la speranza in un futuro migliore’’.
“Iniziare a raccogliere le prime testimonianze ci ha subito fatto capire che quello spunto nato quasi per gioco poteva diventare qualcosa di più concreto. Avevamo in mano un tesoro prezioso che doveva solo essere trasmesso a più persone possibili’’, scrivono ancora gli autori. Ma è stato altrettanto prezioso scoprire il ‘’filo rosso’’ che lega tutti gli intervistati: ‘’i nostri centenari sono persone sorridenti, che hanno speranza e voglia di andare avanti. Che hanno vissuto in un mondo difficile, aspro, hanno dovuto fare i conti con la fame, la paura, quando erano piccoli, e che oggi, lottano con dignità per organizzare da soli una videochiamata. Sempre con quella gratitudine di fondo, che li ha accompagnati il giorno del voto, che ha forgiato le loro vite in un momento che ha cristallizzato una consapevolezza enorme, quella di poter scegliere. E, quindi, contribuire a cambiare le cose’’.
Nunzia Penelope
Titolo: Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto
Autori: Alfonso Celotto e Giulia Guerrini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: maggio 2026
Pagine 278
Euro 20,00
ISBN 9788804816676



























