Aumento dello 0,2% del prodotto lordo nel secondo trimestre del 2026 rispetto al precedente e dell’1% nei confronti del secondo trimestre del 2025. L’Istat conferma così le sue stime preliminari, ricordando che il secondo trimestre del 2026 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025. Anche la variazione acquisita per il 2026, al netto degli effetti di calendario, è confermata allo 0,8%. Il 2026 – ricorda l’Istat – è caratterizzato da tre giornate lavorative in più rispetto all’anno precedente.
Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna presentano variazioni positive, con un aumento dello 0,3% dei consumi finali nazionali e degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono aumentate, rispettivamente, dell’1,7% e dello 0,8%.
La domanda nazionale, al netto delle scorte, ha complessivamente contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil. In particolare, la spesa per consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private Isp ha contribuito per 0,2 punti percentuali e gli investimenti fissi lordi per 0,1, mentre è risultato nullo il contributo della spesa finale delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil (+0,2 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è risultato negativo per 0,3 punti percentuali.
Dal lato dell’offerta, si registrano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,2%) e dell’industria (-0,5%), più che compensati dalla dinamica positiva registrata nei servizi, cresciuti complessivamente dello 0,4%.
Nel secondo trimestre, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti e dello 0,3% in Germania, mentre è risultato stazionario in Francia. In termini tendenziali, si è registrata una crescita del 2,1% negli Stati Uniti, dell’1% in Germania e dello 0,5% in Francia. Nel complesso, il Pil dei Paesi dell’area Euro è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nel confronto con il secondo trimestre del 2025.


























