Quella dell’ex Ilva è “una vertenza che riguarda 20.000 persone. Oltre 4.400 lavoratori sono in cassa integrazione con delle coperture che si stanno esaurendo e il 28 ottobre è la data indicata per lo spegnimento dell’area a caldo.
Una data che deve far riflettere perché un altoforno spento non si riaccende più”. Così la leader della Cisl, Daniela Fumarola, a SkyTg24 Economia.
“La cordata italiana è sicuramente una buona notizia – ha proseguito – ma noi pensiamo che vada contestualizzata per quello che è. Le imprese dicono di essere interessate all’area a freddo e, quindi, escludono quella a caldo, lasciandola allo Stato. Noi pensiamo che l’area freddo da sola non non basti. Pensiamo che serva una regia pubblica che dica in maniera chiara e definitiva chi mette i capitali per realizzare i forni elettrici, possibilmente con delle date ben indicate. In questi 14 anni abbiamo visto, sentito e vissuto di tutto uso”.
Secondo Fumarola “va sicuramente gestito il periodo complicato, ma garantendo un reddito a tutti i lavoratori, anche quelli dell’indotto, spesso gli invisibili di questa storia. Vanno garantiti i diritti costituzionalmente previsti: sicurezza e ambiente”.


























