Un investimento da circa 18 milioni di euro, la nascita di una newco nel settore dell’aerospazio e la disponibilità ad assorbire almeno 32 lavoratori Trasnova di Pomigliano d’Arco. È il progetto illustrato nell’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy da una nuova società formata dalle holding dei gruppi Hoffmann, attivo nella filiera dell’aerospazio, e Telese, che opera nel settore automotive.
Secondo quanto riferiscono in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR, il progetto industriale prevede l’installazione nell’area di Pomigliano di macchinari di precisione, con l’obiettivo di realizzare una produzione caratterizzata da un’elevata flessibilità. Inizialmente l’attività dovrebbe riguardare parti di volo, per poi potersi estendere anche ad altri componenti. Per l’avvio del progetto sono previsti investimenti per circa 18 milioni di euro.
La newco si è dichiarata disponibile ad assorbire almeno 32 lavoratori Trasnova del sito di Pomigliano, che dovranno essere formati e addestrati per le nuove attività. Per le organizzazioni sindacali si tratta di “una risposta importante” per una parte dei lavoratori coinvolti nella vertenza. In Campania, infatti, i lavoratori interessati sono complessivamente circa 50 e i sindacati confidano nel supporto della Regione affinché possa essere ampliato il numero delle persone da ricollocare.
Un giudizio positivo arriva anche dalla Fiom-Cgil. Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile del settore mobilità, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive, definiscono quanto emerso al Mimit “un ottimo punto di partenza” per avviare un percorso sulle prospettive occupazionali di tutti i lavoratori precedentemente impiegati nel sito di Pomigliano.
Per la Fiom sarà ora fondamentale il sostegno delle istituzioni, “Regione Campania in primis”, attraverso tutti gli strumenti disponibili, compreso il percorso formativo necessario per consentire ai lavoratori di operare in un settore complesso come quello dell’aerospazio. L’obiettivo, sottolineano Lodi e D’Alessio, è arrivare in tempi brevi a garantire “un futuro certo a tutti i lavoratori”.
Resta aperta la questione degli addetti Trasnova degli altri siti. Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR chiedono al Mimit e alle Regioni di proseguire nella ricerca di nuovi investitori negli altri territori, dove è attualmente in corso un’attività preliminare di politiche attive. La Fiom chiede inoltre che anche per questi lavoratori venga individuata in tempi brevi una soluzione solida, con l’obiettivo di “mettere la parola fine a questa dura e complessa vertenza”.


























