Nella giornata di ieri si è svolto il primo incontro presso il Mimit relativo al tavolo di crisi aziendale che riguarda ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia (AMCLN), società da oltre un anno in Composizione Negoziata della Crisi (CNC). All’incontro hanno partecipato, oltre alle organizzazioni sindacali, i rappresentanti di CLN e l’esperta incaricata dal Tribunale di Torino per la gestione della procedura.
Secondo quanto spiega la Fiom, dopo il tentativo del socio di minoranza ArcelorMittal di acquisire il 100% della società, non andato a buon fine, nelle ultime settimane ha manifestato interesse all’acquisizione l’acciaieria Arvedi di Cremona. La manifestazione d’interesse vincolante, presentata da Arvedi nell’ambito della CNC ancora aperta, prevede il controllo totale di AMCLN.
L’esperta ha comunicato che il 16 settembre il piano industriale sarà esposto ai creditori, chiamati a esprimersi in merito. L’incontro si è concluso con la programmazione di un secondo appuntamento, fissato per il 6 ottobre presso la sede romana del Mimit, al quale si auspica la presenza di Arvedi per illustrare alle parti sociali il piano industriale.
“Come Fiom – precisa una nota sindacale – esprimiamo forte preoccupazione per lo stato attuale della società: la maggior parte dei circa 400 dipendenti dei sei stabilimenti è ormai da diverse settimane in ricorso significativo agli ammortizzatori sociali, con un impatto rilevante sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto il piano industriale e, di conseguenza, restano molti dubbi sui livelli occupazionali futuri e sulla natura degli investimenti che Arvedi intende realizzare per AMCLN. Riteniamo indispensabile che il piano sia presentato in modo chiaro e tempestivo, garantendo trasparenza sui destini occupazionali e sulla sostenibilità industriale dello stabilimento torinese.”


























