Scatta la protesta dei Vigili del Fuoco. Per mercoledì 21 ottobre è prevista una giornata di mobilitazione nazionale, con assemblee straordinarie, per difendere il futuro del Corpo e chiedere risposte su lavoro, sicurezza, previdenza e assunzioni.
«No a un riordino che non affronta i problemi strutturali del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco», dichiara Mauro Giulianella, coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, che non ha sottoscritto l’accordo con il governo. «Non è questa la riforma di cui hanno bisogno le lavoratrici e i lavoratori e non è questa la risposta che il Paese merita da chi garantisce quotidianamente il soccorso pubblico».
Il sindacato chiede la sospensione del provvedimento, che «non risponde alle aspettative della legge delega e presenta criticità anche rispetto ai principi costituzionali». Restano irrisolte, secondo la Fp Cgil, questioni decisive: gli effetti dei cambiamenti climatici sugli scenari di soccorso, le carenze di organico, la tutela della salute e della sicurezza e la valorizzazione professionale ed economica del personale.
«Si interviene sull’assetto organizzativo senza rafforzare adeguatamente la capacità operativa del Corpo», osserva Giulianella. Il riordino rischia di allungare i tempi per l’accesso alla pensione e di accentuare la gerarchizzazione e la dirigenzializzazione, introducendo la qualifica di agente di pubblica sicurezza e cinque nuovi posti da dirigente generale senza un corrispondente rafforzamento degli organici operativi. «Si moltiplicano le posizioni dirigenziali, ma non si dà risposta alla necessità di avere più personale, più tutele e migliori condizioni di lavoro».
La prossima legge di bilancio, aggiunge il coordinatore, «deve diventare il banco di prova della volontà politica di riconoscere il valore del soccorso pubblico e di chi lo garantisce». La Fp Cgil rivendica l’istituzione di una previdenza dedicata, il rafforzamento di quella complementare, investimenti concreti per la salute e la sicurezza, un piano straordinario di assunzioni per superare le carenze di organico e assicurare il ricambio generazionale, oltre a un effettivo riconoscimento professionale ed economico delle competenze e delle responsabilità del personale.
«Non accetteremo che una funzione di fondamentale rilievo costituzionale venga affrontata attraverso riforme che non rispondono ai bisogni reali del Corpo». Per Giulianella, il governo «ha ancora la possibilità di fermarsi, riaprire il confronto e dare risposte concrete alle vertenze aperte». La mobilitazione punta a far pesare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori e a riportare al centro le priorità del soccorso pubblico.
«Investire sui Vigili del Fuoco significa investire sulla sicurezza del Paese», conclude il coordinatore nazionale. Per questo il sindacato sarà nei Comandi provinciali per discutere con il personale e rivendicare più assunzioni, diritti, previdenza, sicurezza e una reale valorizzazione del lavoro. «Il futuro del Corpo non si costruisce aumentando le gerarchie, ma rafforzando gli organici, le professionalità e le tutele di chi ogni giorno è al servizio della collettività».
























