L’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena ha respinto la fusione con Mediobanca e le offerte pubbliche di scambio (Ops) su Banco Bpm e Banca Generali. Nel giorno della votazione, le categorie Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit-in davanti alla sede della banca di viale Mazzini, a Siena, per chiedere la difesa dell’integrità del gruppo, la valorizzazione della città e la tutela dell’occupazione.
Particolarmente netta la bocciatura dell’Ops su Banco Bpm, che ha registrato il 91,1% di voti contrari, il 6,47% di favorevoli e il 2,41% di astenuti. All’assemblea era rappresentato il 65,85% del capitale sociale della banca. L’operazione, inserita nella parte straordinaria dell’ordine del giorno, avrebbe richiesto il voto favorevole dei due terzi dei presenti. L’offerta su Banco Bpm era una delle due operazioni straordinarie predisposte dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo, insieme a quella su Banca Generali.
Mentre si svolgeva l’assemblea, lavoratori e sindacati manifestavano davanti alla sede di Mps per richiamare l’attenzione sul futuro della banca e sulle possibili ricadute delle operazioni societarie. “Oggi noi siamo qui a rappresentare che Monte dei Paschi è un’infrastruttura fondamentale non solo per questo territorio ma per il Paese”, ha dichiarato Alice d’Ercole, segretaria generale della Cgil di Siena, ricordando che “è il terzo polo bancario”.
“Noi siamo qui per dire che il tessuto socio-economico dei territori, il lavoro dei dipendenti, i lavoratori dell’indotto non possono essere effetti collaterali dei dividendi della finanza, ma sono la spina dorsale del Paese e sono la priorità dell’interesse generale del Paese”, ha aggiunto d’Ercole.
A sottolineare il legame tra il Monte dei Paschi e la città è stato anche Massimo Martini, segretario della Uil di Siena. “Mps per Siena è un’istituzione”, ha dichiarato. “Noi vogliamo sostenere sempre e comunque la possibilità che Montepaschi resti a Siena, che abbia il suo ruolo come l’ha avuto in questi anni. Portarci via questa ricchezza che ha 500 anni di storia sicuramente è una rapina che non possiamo accettare. Noi siamo qui a manifestare il nostro dissenso e vogliamo sostenere i lavoratori, ma soprattutto vogliamo sostenere la comunità di Siena”.
Sul risultato dell’assemblea è intervenuta anche la Uilca, ribadendo la necessità di tutelare lavoratrici, lavoratori e territori nella fase che si apre dopo il voto degli azionisti. “L’assemblea degli azionisti ha respinto la fusione con Mediobanca e le operazioni proposte su Banco BPM e Banca Generali. È un esito rilevante, che modifica il quadro delle prospettive del Gruppo. Per la UILCA prosegue l’impegno a tutelare le lavoratrici, i lavoratori e i territori, con l’autonomia di giudizio e la responsabilità negoziale che abbiamo mantenuto in tutta questa vicenda”.
Il sindacato sottolinea tuttavia che l’esito dell’assemblea non definisce ancora le conseguenze delle operazioni prospettate sul Monte dei Paschi. “Occorre ora guardare avanti con serietà. Il voto di oggi non coincide con il perfezionamento delle operazioni prospettate sul Monte dei Paschi. Per valutarne compiutamente le conseguenze serviranno assetti definiti, piani industriali, perimetri delle attività e decisioni delle autorità competenti. Intanto chiediamo un confronto tempestivo sulle ricadute del percorso che si sta delineando, affinché le persone ricevano informazioni attendibili e possano essere rappresentate prima che le scelte organizzative vengano attuate”.
Tra le principali preoccupazioni della Uilca figura la possibile frammentazione del gruppo. “La nostra contrarietà alla frammentazione del Gruppo nasce dal valore industriale e professionale dell’organizzazione che le persone hanno contribuito a risanare. Riguarda tutta la presenza nazionale del Monte: la rete commerciale, i Poli decentrati, le Funzioni Centrali e Siena, dove devono essere preservate la Direzione Generale, effettive funzioni di governo e capacità decisionale. Il ruolo dei territori va valorizzato attraverso la continuità delle attività, le responsabilità esercitate e le prospettive di sviluppo”.
“Le garanzie sul lavoro devono precisare consistenza e distribuzione degli organici, sedi di lavoro, contenuto dei ruoli, tutela economica e professionale, mobilità, formazione, carichi di lavoro e nuove assunzioni. Anche gli eventuali percorsi di uscita dovranno essere negoziati nel rispetto della volontarietà. A chi rimane devono essere assicurate condizioni sostenibili, riconoscimento delle competenze e possibilità di crescita”.
La Uilca conferma inoltre che seguirà gli sviluppi delle operazioni societarie. “Il sindacato c’è e continuerà a fare la propria parte. Seguiremo ogni sviluppo, chiedendo chiarezza e coinvolgimento sulle conseguenze per le persone. Quando il quadro delle operazioni e delle responsabilità sarà definito, affronteremo il confronto e la contrattazione sui contenuti concreti delle tutele. Questo presidio accompagnerà l’intero percorso, compresi gli sviluppi che riguardano Mediobanca, con la stessa attenzione al lavoro in ogni possibile assetto societario”.
“Alle colleghe e ai colleghi dobbiamo chiarezza e presenza. Il lavoro continua ogni giorno nelle filiali e nelle strutture, al servizio di famiglie, imprese e comunità. Chi ha sostenuto il risanamento del Monte ha diritto a essere ascoltato e a trovare nelle decisioni future una prospettiva per il proprio lavoro. Guardiamo avanti con questa responsabilità, consapevoli delle preoccupazioni delle persone e del compito che ci affidano: rappresentarle e tutelarle lungo tutto il percorso”.



























