Lavoratori, studenti e attivisti sono scesi nelle piazze di oltre 60 città italiane contro il carovita, il riarmo e le politiche che favoriscono le guerre per lo sciopero generale proclamato dall’Usb. Per gli organizzatori i partecipanti sarebbero «almeno un milione», nonostante «le precettazioni, il terrorismo mediatico e la minacciosa presenza delle forze dell’ordine». Si registra, secondo il sindacato, «un’enorme presenza di studenti e giovani indisponibili a tornare a casa». In piazza anche i delegati del settore dei trasporti, «colpito dall’ingiusta e illegittima precettazione del ministro Salvini».
Massiccia la presenza delle forze dell’ordine, con un dispositivo di sicurezza rafforzato per prevenire tensioni e isolare eventuali frange violente, dopo gli scontri registrati nelle scorse settimane. A Roma, riferisce l’Usb, il corteo conta almeno centomila manifestanti. Il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato nell’area della stazione Termini, intorno al Colosseo e lungo via dei Fori Imperiali, dove è previsto l’arrivo del corteo partito da piazza dei Cinquecento. A Milano l’attenzione è concentrata sui cortei sindacali e studenteschi diretti verso la periferia nord, senza passaggio previsto nel centro cittadino, teatro degli scontri del 17 e 18 ottobre. Manifestazioni sono in programma anche a Bologna, Genova, Napoli e in numerose altre città.
A completare quella che l’Usb definisce una giornata di lotta di successo è la mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali, tornati a scioperare per la seconda volta per impedire il traffico di armi, dire no alla guerra e difendere la propria professione. Da Genova a Melbourne, da Veracruz a Mumbai, dal Pireo di Atene al porto di Istanbul, il sindacato parla di una mobilitazione «epocale»: «Per la prima volta nella storia recente uno sciopero internazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali di classe ha rilanciato il ruolo decisivo dei lavoratori nelle lotte per la pace e per il cambiamento».
L’Usb si dice soddisfatta «dell’entusiasmante risposta alla chiamata alla mobilitazione» e determinata «a proseguire nelle lotte contro la guerra, l’austerity, l’attacco in corso alla scuola, alla sanità, al diritto all’abitare, ai salari e alle pensioni».
Non manca la stoccata alle altre organizzazioni sindacali. «Brillano per assenza in questa straordinaria giornata di lotta le confederazioni concertative», attacca l’Usb, che vede nella loro assenza un’ulteriore dimostrazione della distanza tra le scelte «burocratiche e di compatibilità» e la disponibilità dei lavoratori e dei giovani «a tornare protagonisti del loro futuro e a lottare per conquistarlo».
«L’avviso di sfratto che oggi è stato recapitato a Meloni e al suo governo è stato sottoscritto da milioni di cittadini e cittadine italiani ormai allo stremo a causa del carovita e degli aumenti dei carburanti e delle tariffe, a cui si vuole negare anche rappresentanza sindacale e politica. Non ci fermiamo certamente qui», conclude il sindacato.

























