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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

4 Novembre 2026
in Senato

MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026
460ª Seduta

Presidenza della Vice Presidente

CANTU’

La seduta inizia alle ore 15,15.

IN SEDE CONSULTIVA

(763) Elena MURELLI e altri. – Modifica alla legge 27 dicembre 2017, n. 205, in materia di corresponsione della retribuzione su conto corrente intestato al lavoratore

(Parere alla 6a Commissione. Esame e rinvio)

La relatrice MINASI (LSP-PSd’Az) illustra i profili di interesse del provvedimento in esame, rilevando che, attraverso la novella introdotta dal disegno di legge in titolo, si prevede che la retribuzione, qualora corrisposta mediante bonifico, affluisca “sul conto identificato dal codice IBAN intestato al lavoratore, con esclusione dei conti cointestati con altri soggetti ai sensi dell’articolo 1854 del codice civile”.

Osserva inoltre che, in base al testo vigente della disposizione, la retribuzione è accreditata con “bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore”.

Fa presente che, secondo la relazione di accompagnamento del disegno di legge, la disposizione in oggetto, nella formulazione vigente, pur rappresentando un passaggio rilevante nel contrasto alle irregolarità nei rapporti di lavoro, non assicurerebbe che le retribuzioni siano erogate direttamente al lavoratore, non ponendo un divieto di accredito su conti non intestati a quest’ultimo (oppure intestati a quest’ultimo in maniera non esclusiva).

Nella citata relazione si evidenzia inoltre che la disposizione vigente “(…) così come strutturata, non consente di contrastare alcuni fenomeni inquadrabili, nel loro complesso, nel cosiddetto gender gap finanziario, espressione con cui ci si riferisce ad atti o attività che tendano a privare la vittima – solitamente di sesso femminile – della propria indipendenza economica o della partecipazione alla gestione delle finanze domestiche familiari. (…) Si stima infatti che il 30 per cento delle donne non abbia un proprio conto corrente, mentre in alcuni casi esse – ancorché lavoratrici e titolari di un proprio reddito – hanno un conto corrente cointestato con il marito o il compagno, il che si traduce talvolta nella totale assenza di autonomia finanziaria”.

L’articolo 1 del disegno di legge, intervenendo su tale aspetto, permetterebbe dunque altresì “(…) alle donne lavoratrici di essere effettivamente titolari del proprio reddito e di poterlo gestire senza ricevere indebite intromissioni da parte dei rispettivi mariti o compagni”, costituendo pertanto una misura tesa a contrastare i richiamati fenomeni di gender gap finanziario.

La presidente CANTU’ dichiara aperta la discussione generale.

La senatrice ZAMPA (PD-IDP) evidenzia, anche a beneficio di coloro che non hanno partecipato al dibattito in sede di merito o non hanno conoscenze specifiche sul tema, che la tutela dei redditi delle donne, soprattutto nelle situazioni di rischio o di fragilità, rappresenta un tema fondamentale ai fini della messa in sicurezza della retribuzione a fronte di indebite sottrazioni. Rileva inoltre che la violenza economica e finanziaria, che si sostanzia anche nell’essere private del proprio salario o delle risorse necessarie per una vita autonoma, può dar luogo a rischiose forme di dipendenza. Esprime pertanto apprezzamento sulla misura in discussione.

La senatrice LEONARDI (FdI) richiama i lavori svolti dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere della quale è Vice presidente, e rileva in particolare che nell’ambito della cosiddetta violenza economica, anche nelle ipotesi in cui la donna percepisca una retribuzione elevata, si possono verificare episodi, relativamente all’impiego del proprio reddito o alla sussistenza di vincoli all’utilizzo delle proprie risorse, di impossibilità di decisione autonoma. Conclude richiamando pertanto l’attenzione sull’importanza del tema dell’indipendenza economica.

La senatrice FURLAN (IV-CR) si sofferma sui contenuti della relazione di accompagnamento del disegno di legge, lamentando l’assenza, nel testo del disegno di legge, di misure dedicate al tema dell’educazione finanziaria, che è richiamato nella predetta relazione. Considera tale tema assai rilevante, non soltanto per le donne.

La presidente CANTU’, rammentando che il termine per gli emendamenti è già scaduto, in assenza di altre richieste d’intervento, dichiara chiusa la discussione generale.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI

La presidente CANTU’ comunica che nel corso delle audizioni svolte in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nell’ambito della discussione dei disegni di legge nn. 2063 e connessi (Caregiver), è stata consegnata documentazione che, ove nulla osti, sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione, al pari dell’ulteriore documentazione che dovesse eventualmente pervenire in relazione a tale argomento.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 15,25.

Riunione n. 131
MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Orario: dalle ore 12,10 alle ore 13,10

AUDIZIONI DI RAPPRESENTANTI DI: CGIL, CISL, UIL, UGL E DELL’AUTORITA’ GARANTE NAZIONALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’ SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 2063 E CONNESSI (CAREGIVER)

MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026
19ª Seduta

Presidenza del Presidente della 10ª Commissione

ZAFFINI

La seduta inizia alle ore 16,10.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2024/2841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità (n. 444)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 17 della legge 13 giugno 2025, n. 91. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 28 ottobre.

Il presidente ZAFFINI ricorda che la discussione generale è già stata chiusa.

La relatrice per l’8a Commissione FAROLFI (FdI) presenta e illustra, anche a nome della correlatrice Murelli, uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato).

Interviene per dichiarazione di voto la senatrice ZAMBITO (PD-IDP), che, pur lamentando il mancato coinvolgimento nella stesura dello schema di parere nonché l’assenza di riscontri su alcuni dei profili critici segnalati − legati, ad esempio, ai diritti di segreteria e all’interoperabilità tra sistemi informatici −, condivide le osservazioni inserite nella proposta in esame, preannunciando pertanto il voto favorevole del proprio Gruppo.

La senatrice GUIDOLIN (M5S), pur segnalando analogamente l’assenza di riscontro su alcune delle tematiche emerse nel dibattito, come ad esempio la questione dei diritti di segreteria, dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo, riconoscendo che il provvedimento in esame contribuisce, ad ogni modo, a introdurre alcune facilitazioni a favore delle persone con disabilità.

Previa verifica della presenza del numero legale, la proposta di parere è posta in votazione.

Le Commissioni riunite approvano.

Il presidente ZAFFINI rileva l’unanimità della deliberazione.

La seduta termina alle ore 16,15.

PARERE APPROVATO DALLE COMMISSIONI RIUNITE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 444

Le Commissioni riunite 8ª (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica) e 10ª (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale),

esaminato lo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2024/2841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità (atto del Governo n. 444);

premesso che:

lo schema di decreto legislativo è predisposto in attuazione della legge 13 giugno 2025, n. 91, e, in particolare, dell’articolo 17, che conferisce al Governo la delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2841;

la direttiva (UE) 2024/2841 è finalizzata a promuovere la libera circolazione delle persone con disabilità all’interno dell’Unione europea, attraverso l’introduzione dei modelli uniformi della Carta europea della disabilità (di seguito «CED») e del contrassegno europeo di parcheggio (di seguito «contrassegno»), disciplinandone il rilascio, il rinnovo e il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri;

considerato che:

lo schema di decreto legislativo disciplina le procedure di rilascio e rinnovo della CED (articolo 7) e del contrassegno (articolo 10), prevedendo che la versione fisica di entrambi i documenti sia integrata da una versione digitale accessibile, rilasciata all’interno della soluzione di portafoglio digitale pubblica di cui all’articolo 64-quater del codice dell’amministrazione digitale;

il provvedimento stabilisce una durata massima di dieci anni per la CED ed estende da cinque a dieci anni la durata del contrassegno rilasciato sulla base di una certificazione a tempo indeterminato (articolo 10, comma 4), riconoscendo altresì la possibilità di rinnovo automatico, previo consenso dell’interessato, senza necessità di presentare una nuova domanda;

lo schema prevede il coinvolgimento dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel processo di produzione e stampa della CED e nel processo di rilascio, stampa e spedizione del contrassegno, assicurando la gratuità del rilascio della CED e del rilascio, rinnovo e sostituzione del contrassegno richiesti attraverso la piattaforma digitale;

preso atto del parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata nella seduta del 1° ottobre 2026,

valutati i contributi acquisiti nel corso dell’esame,

esprimono parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1) in relazione all’articolo 7, comma 5, si valuti l’opportunità di sopprimere le parole «e, comunque, non oltre il termine fissato per il rilascio del certificato attestante la condizione di disabilità», al fine di evitare incertezze interpretative in ordine al termine per il rilascio della CED;

2) in relazione all’articolo 7, comma 6, si valuti l’opportunità di correggere il riferimento normativo all’articolo 25, comma 6-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;

3) in relazione all’articolo 7, comma 7, si valuti l’opportunità di prevedere che i decreti attuativi ivi previsti indichino anche i dati personali aggiuntivi della versione digitale della CED all’interno della soluzione di portafoglio digitale pubblica, prevista dall’articolo 64-quater del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, da rendere disponibili esclusivamente per i titolari di CED rilasciata dalle autorità italiane, fermo restando che, nel rispetto della direttiva 2024/2841, i dati aggiuntivi fisici o digitali non possono in alcun caso costituire condizione vincolante per l’accesso alle agevolazioni e alle convenzioni di cui all’articolo 9, onde evitare qualsivoglia effetto discriminatorio verso i titolari di CED emesse da altri Stati membri;

4) in relazione all’articolo 8, comma 5, si valuti l’opportunità di sopprimere, al secondo periodo, le parole «, la versione fisica della carta, la versione digitale o entrambe», al fine di eliminare una ripetizione;

5) in relazione all’articolo 10, comma 8, si valuti l’opportunità di precisare che, in caso di mancata integrazione della documentazione entro il termine assegnato dal comune, la domanda è respinta e il relativo provvedimento è comunicato all’interessato;

6) in relazione all’articolo 10, comma 13, si valuti l’opportunità di assicurare, nell’ambito dei decreti attuativi ivi previsti, l’effettiva interoperabilità tra la piattaforma dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la piattaforma unica nazionale informatica per le targhe associate al contrassegno, anche alla luce delle disposizioni dello schema di nuovo codice della strada (atto del Governo n. 448), che prevedono l’obbligo di adesione dei comuni alla predetta piattaforma unica nazionale;

7) in relazione all’articolo 13, comma 1, si valuti l’opportunità di prevedere che le informazioni relative alle condizioni e alle procedure per il rilascio, il rinnovo e la revoca della CED e del contrassegno siano rese disponibili anche in formati assistivi, su richiesta delle persone con disabilità, in conformità a quanto previsto dall’articolo 11, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2024/2841;

8) in relazione all’articolo 13, comma 3, si valuti l’opportunità di aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità promuove l’offerta volontaria di condizioni e strutture di parcheggio alle persone con disabilità da parte degli operatori privati».

MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026

14ª Seduta

Presidenza del Presidente della 10ª Commissione

ZAFFINI

La seduta inizia alle ore 14,15.

IN SEDE REFERENTE

(2065) Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2026, n. 185, recante misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto e per il rilancio industriale del territorio

(Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 21 ottobre.

Il presidente ZAFFINI dà conto dei pareri trasmessi dalle Commissioni 1a, 2a e 8a. Dà quindi atto che si sono svolte le audizioni programmate.

Infine, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle ore 12 di giovedì 5 novembre.

In assenza di obiezioni, così resta stabilito.

La senatrice FREGOLENT (IV-CR), ringraziato il presidente De Carlo per aver presieduto le numerose audizioni, richiama la gravità della crisi dell’ex ILVA, ulteriormente aggravata dalle recenti pronunce giudiziarie. Ricorda che già nel corso dell’esame dei precedenti decreti-legge in materia si paventava la chiusura dell’area a caldo, ma nessuno metteva in discussione la tenuta dell’intero sistema produttivo. Al contrario, l’attuale chiusura di parte degli impianti rischia di compromettere anche l’attività degli altri stabilimenti.

Rileva, in proposito, che la cordata italiana interessata all’acquisizione aveva prospettato un intervento limitato all’area a freddo, verosimilmente in ragione delle criticità già esistenti nell’area a caldo, ed esprime dubbi sulla capacità del decreto, nella sua formulazione attuale, di fornire una risposta adeguata alla crisi, auspicando che l’esame degli emendamenti consenta di approfondire le questioni ancora irrisolte.

Sottolinea quindi il carattere trasversale delle preoccupazioni manifestate dagli amministratori locali auditi, a prescindere dall’appartenenza politica, evidenziando come l’emergenza rischi di coinvolgere tutti i territori interessati. Pur ribadendo l’importanza di salvaguardare l’unitarietà del sistema produttivo e auspicando la ripresa delle attività a Taranto, ritiene necessario consentire, nelle more, la prosecuzione della produzione negli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi.

Reputa inoltre gravissime le conseguenze delle vicende giudiziarie sulla gestione degli stabilimenti, giudicando irresponsabile la precedente eliminazione dello scudo penale. Osserva che il rischio di procedimenti nei confronti di eventuali nuovi gestori alimenta un clima di incertezza e paventa il ripetersi di denunce anche nei confronti di chi subentra, con possibili effetti dissuasivi sull’assunzione di tali incarichi. Ritiene pertanto necessario privilegiare la collaborazione e la ricerca di soluzioni politiche condivise.

Auspica nuovamente un confronto approfondito sulle proposte emendative, invitando la Presidenza a evitare valutazioni eccessivamente restrittive della loro ammissibilità. Richiama, in particolare, le criticità segnalate in audizione dal presidente della Regione Piemonte riguardo all’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali per i lavoratori degli stabilimenti diversi da quello di Taranto, che potrebbero invece continuare a operare.

Il senatore ZULLO (FdI) esprime dubbi sulle possibilità di ripresa produttiva degli stabilimenti situati in Liguria e Piemonte in mancanza di forniture provenienti dal sito di Taranto, in considerazione delle difficoltà di approvvigionamento sul mercato internazionale. Rileva che i destini dei diversi impianti siderurgici sono strettamente legati alle prospettive dello stabilimento di Taranto, e che la vastità dell’indotto legato a quest’ultimo rende inoltre inevitabile dedicargli la massima attenzione relativamente al tema degli ammortizzatori sociali.

Il senatore DE CARLO (FdI) richiama la complessità della crisi dell’ex ILVA, sottolineando la necessità di individuare soluzioni che consentano di delineare una prospettiva per il futuro degli stabilimenti.

Ricorda che la chiusura dell’area a caldo è conseguenza di una pronuncia giudiziaria e non di una scelta politica e che, nel corso degli anni, i diversi Governi hanno adottato numerosi provvedimenti, talvolta caratterizzati da orientamenti contraddittori, come in materia di “scudo penale”, che hanno contribuito a scoraggiare i potenziali gestori. Evidenzia inoltre che la progressiva riduzione dell’attività produttiva non ha consentito, negli ultimi anni, di raggiungere livelli di produzione economicamente sostenibili.

Rileva quindi che è attualmente in corso una procedura per l’individuazione di soggetti interessati alla gestione dell’area a freddo, alla quale partecipano una cordata italiana e altri potenziali investitori. Richiama, al riguardo, criticamente le divergenze emerse in passato sulla realizzazione di rigassificatori al largo di Taranto, invitando a considerare il complesso delle scelte compiute nel corso degli anni.

Soffermandosi sulle questioni ambientali, anche alla luce delle osservazioni formulate durante le audizioni, osserva che la progressiva cessazione delle attività dell’area a caldo comporta inevitabilmente una riduzione delle emissioni, ma ritiene necessario valutare anche i benefici ambientali derivanti dagli investimenti realizzati dai diversi Governi per le bonifiche e per il contenimento dell’inquinamento. Sottolinea che tali interventi avrebbero dovuto essere maggiormente valorizzati, anche dalle precedenti amministrazioni, per evidenziare il miglioramento delle condizioni ambientali rispetto al passato e sostenere la possibilità di mantenere operative le attività a caldo.

Ritiene quindi che, vista la situazione attuale, occorra affrontare le prospettive concrete di una produzione limitata all’area a freddo, che non sarebbe comunque in grado di assorbire tutti i lavoratori attualmente occupati. Esprime pertanto apprezzamento per l’iniziativa del Governo di coinvolgere le grandi aziende statali nella ricerca di soluzioni alla crisi occupazionale, con forme di intervento compatibili con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato. Sottolinea infine la necessità di individuare misure idonee di sostegno ai lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego a seguito della riduzione delle attività produttive.

La senatrice FURLAN (IV-CR) rileva in primo luogo la necessità di un impegno comune delle istituzioni e delle parti sociali per fronteggiare una situazione di crisi di portata vasta. In secondo luogo, reputa doverosa l’attenzione agli ammortizzatori sociali, ugualmente urgenti in tutte le realtà locali interessate, anche in riferimento al complesso dell’indotto. Annuncia che tale questione sarà pertanto oggetto di specifiche proposte emendative.

Considera poi cruciale la questione del rilancio della produzione siderurgica. Questa riveste infatti un ruolo strategico per la competitività complessiva del settore industriale italiano. Giudica pertanto della massima urgenza che il Governo presenti proposte idonee, tenendo conto della necessaria riconversione, da attuare secondo la logica della decarbonizzazione.

Il senatore NICITA (PD-IDP) dopo aver premesso che la ricostruzione storica delle vicende dell’ex ILVA coinvolge tutti i Governi, si sofferma sull’azione dell’Esecutivo in corso, ricordando la sentenza n. 105 del 2024 della Corte costituzionale su un altro stabilimento di interesse strategico nazionale, disciplinato dal decreto-legge n. 2 del 2023. La pronuncia della Corte ha stabilito infatti la preminenza della tutela dell’ambiente, alla luce del nuovo articolo 9 della Costituzione, rispetto ad altre esigenze, determinando di fatto la chiusura di un impianto di depurazione in Sicilia, in quanto le misure attuate sono state ritenute insufficienti. La decisione del Giudice delle leggi implica dunque che le prescrizioni devono essere anzitutto credibili, avere tempi certi, non procrastinabili, e la cui osservanza deve essere verificata.

In ordine alle recenti decisioni giudiziarie di carattere definitivo, ritiene in linea generale che la rimozione dei danni in alcuni contesti industriali vada fatta sia se gli impianti sono in produzione sia se essi smettono di produrre, tenuto conto che la politica deve occuparsi anche dello stock accumulato. Lamenta dunque la mancanza di serietà su tali aspetti, in quanto occorre una visione realistica d’insieme.

Dopo aver accennato allo “scudo penale”, riconosce che ciascun Governo ha le sue responsabilità e preannuncia che il suo Gruppo presenterà emendamenti su diversi profili. Afferma in particolare che il mercato dell’acciaio ha delle peculiarità non tanto sull’approvvigionamento quanto sul trasporto. Reputa perciò essenziale che le imprese siano sostenute anche su tale segmento, dubitando peraltro che senza ILVA non vi saranno approvvigionamenti. Sollecita dunque l’Esecutivo a delineare una politica economica adeguata.

La senatrice Sabrina LICHERI (M5S) si sofferma sugli ammortizzatori sociali, per i quali potrebbero essere insufficienti le relative risorse, e si domanda quali siano state le valutazioni e gli studi a supporto delle decisioni adottate attraverso il decreto-legge. Si interroga altresì sulle reali opportunità che i lavoratori dell’ex ILVA siano assunti altrove, paventando il rischio di un impoverimento della loro professionalità e del loro salario.

Giudica poi poco chiare le misure che tentano di affrontare i problemi ambientali e di bonifica, auspicando che siano stati compiuti adeguati approfondimenti. Annuncia infine che, attraverso l’attività emendativa, il proprio Gruppo tenterà di chiarire gli aspetti tuttora irrisolti.

In assenza di ulteriori richieste di intervento, il presidente ZAFFINI dichiara chiusa la discussione generale.

Il relatore per la 9a Commissione DAMIANI (FI-BP-PPE) replica agli intervenuti nel dibattito, manifestando massima disponibilità ad un lavoro congiunto che parta dalle riflessioni sul futuro della produzione dell’acciaio. Dopo aver riconosciuto che alcuni strumenti possono essere migliorati, tanto più che si è verificata una nuova circostanza a seguito della pronuncia della Corte di cassazione, assicura che, unitamente alla correlatrice Mancini e al Governo, saranno individuate le azioni necessarie.

Ricorda poi che in questi anni si sono verificati miglioramenti anche sul fronte delle emissioni di polveri e sono stati compiuti sforzi per il rilancio del territorio, attraverso eventi come i Giochi del Mediterraneo. A tale ultimo riguardo, reputa necessario restituire a Taranto un’immagine differente, eliminando presunti marchi di negatività, in quanto la città può essere valorizzata mediante diversi insediamenti, con l’aiuto dello Stato. Ritiene pertanto che non si tratti di concedere sussidi, ma di assicurare dignità al lavoro di una terra che merita riscatto. Si augura conclusivamente che si registri un proficuo spirito di condivisione anche durante l’attività emendativa.

La relatrice per la 10a Commissione MANCINI (FdI), intervenendo a sua volta in replica, auspica un impegno condiviso al fine di enucleare soluzioni adeguate a fronteggiare le ricadute occupazionali di una situazione estremamente complessa. In particolare, segnala la volontà delle forze di maggioranza di consentire ai lavoratori espulsi dal processo produttivo di disporre di nuove opportunità attraverso l’individuazione di forme di riqualificazione e ricollocamento.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 14,55.

Riunione n. 11
MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2026

Presidenza del Presidente della 9ª Commissione

DE CARLO

Orario: dalle ore 13,10 alle ore 14,10

AUDIZIONI, ANCHE IN VIDEOCONFERENZA, DI RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE LIGURIA, DELLA SINDACA DI GENOVA, DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE, DEL SINDACO DI NOVI LIGURE, DI RAPPRESENTANTI DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE E ONCOLOGIA UMANA DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO E DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI METALLURGIA (AIM), SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2065 (D-L 185/2026 – ILVA)

 

 

redazione

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