L’assemblea del personale della Rai di Palermo e Catania, convocata dalla RSU e affiancata dai sindacati nazionali di categoria di Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Ugl-telecomunicazioni, Snater e LibersindConfsal, e da quelle territoriali di Slc-Cgil e Uilcom-Uil, lancia l’allarme sull’impoverimento della sede regionale siciliana e annuncia possibili iniziative di mobilitazione.
Nel tempo, la sede siciliana della Rai ha già dovuto rinunciare alle attività di programmazione regionale e alla chiusura del canale satellitare Raimed, e ha dovuto accettare l’imposizione del trasferimento del pullman di riprese esterne pesanti.
A sollevare l’attenzione è la norma presente nel testo della nuova concessione, che prevede la trasformazione delle Sedi Regionali in “presidi redazionali” supportati, nell’attività quotidiana, da emittenti private locali nello svolgimento della “mission” di servizio pubblico radiotelevisivo. Questo fa sì che tale attività passi nelle mani dell’emittenza privata, che è esente da qualsiasi obbligo derivante dalla Concessione.
I lavoratori hanno espresso una forte preoccupazione per il nuovo ridimensionamento dovuto alla proposta della Commissione Parlamentare di Vigilanza, nel testo della nuova concessione alla Rai, che si affianca ad alcune “ambigue scelte aziendali sull’attività di produzione e alla centralizzazione di determinati servizi amministrativi”, affermano i sindacati in una nota unitaria.
“I lavoratori Rai respingono qualsiasi ipotesi di ridimensionamento e, nell’aderire a tutte le forme di lotta sindacale possibili”, concludono.






















