L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a febbraio 2017 una diminuzione dello 0,1% rispetto a gennaio ed un aumento dello 0,1% su base annua.
I consumi, sulla base delle indicazioni che emergono dalla media mobile a tre mesi, continuano a mostrare un profilo di crescita modesto, con un’evoluzione che, seppure in contenuto miglioramento dall’estate del 2016, appare molto debole e inadeguata a produrre stimoli significativi alla ripresa. Questa dinamica è in linea con un quadro macroeconomico in cui andamenti non univoci ed altalenanti delle diverse variabili sono testimonianza delle incerte prospettive dell’economia italiana.
Il calo registrato, in termini congiunturali, dall’ICC a febbraio, dopo tre mesi di crescita modesta, è il risultato di una invarianza della componente relativa ai servizi e di un calo dello 0,2 % della domanda relativa ai beni.
Per quanto concerne le singole macro-funzioni di spesa, gli unici incrementi, seppur di lieve entità, hanno riguardato i beni e i servizi ricreativi (+0,1%) e i beni e i servizi per la mobilità (+ 0,1%).
La spesa per l’abbigliamento e le calzature, e quella per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa sono risultate invariate rispetto a gennaio.
Una riduzione significativa ha interessato, sempre a febbraio, la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,4%) e quella relativa ai beni e ai servizi per la casa (-0,4%), segmenti che nel mese precedente avevano mostrato un andamento positivo.
La crescita tendenziale dell’ICC a febbraio (+0,1%) in ridimensionamento rispetto al mese precedente, è sintesi di un incremento significativo della domanda di servizi (+1,2%) e di un calo della spesa per i beni (-0,4%).
A febbraio si sono riscontrati incrementi significativi, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, per i beni e i servizi per le comunicazioni (+1,8%), per i beni e servizi ricreativi (+0,9%), per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,8%) e per i beni e servizi per la casa (+0,7%).
Più contenuta è risultata la crescita della domanda per i beni e servizi per la cura della persona (+0,2%).
Diminuzioni di un certo rilievo della domanda hanno interessato, sempre su base annua, l’abbigliamento e le calzature (-1,3%) e gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-1,3%). Più contenuta è risultata la flessione relativa ai beni e ai servizi per la mobilità (-0,1%).

























