289ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Poletti.
La seduta inizia alle ore 14.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il presidente SACCONI comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo sulla web-TV e sul canale YouTube, nonché la trasmissione radiofonica, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.
Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulla situazione del debito pensionistico e sull’attuazione dell’APE
Il presidente SACCONI motiva la necessità di una discussione sulle misure previdenziali inserite nell’ultima legge di bilancio, che, in ragione dell’andamento dei lavori parlamentari, il Senato non ha potuto approfondire nel modo dovuto. Recentemente il presidente dell’INPS ha dichiarato di considerare questo insieme di misure come fonte di debito implicito, in grado di influire, cioè, sugli equilibri del debito pubblico. Rileva che già nel 2010 il Governo italiano affermò in sede europea che i diritti a prestazione non influiscono sulla stabilità dei conti pubblici; la sostenibilità degli equilibri di finanza pubblica non dipende dal debito pensionistico, ma da risorse aggiuntive, per finanziare le quali si ridefinisce il rapporto fra la spesa pubblica e il PIL. Chiede dunque al Ministro se vi siano rischi di misure correttive in materia previdenziale, magari imposte dall’Unione europea, e quale sia la sua valutazione sulle forme di governance degli istituti previdenziali.
Il ministro POLETTI ricorda che dalla riforma del 1992 si è lavorato per garantire la stabilità e sostenibilità del sistema previdenziale nel quadro più generale degli equilibri di finanza pubblica, sottolineando che attualmente il sistema è in grado di realizzare gli obiettivi finanziari definiti in sede europea. Emergono però talune problematiche, come le salvaguardie per alcune categorie di lavoratori o l’impatto sociale determinato dall’innalzamento dell’età pensionabile. Nel corso del 2016, a seguito di un confronto con le parti sociali, si è tentato di rispondere a queste tensioni. In particolare, si è proceduto a una parificazione della no tax area dei pensionati e dei lavoratori dipendenti e all’estensione del cumulo gratuito dei periodo contributivi. Allo stesso fine hanno risposto i provvedimenti sulla semplificazione per l’accesso a pensione dei lavoratori impiegati in attività usuranti, sul riconoscimento del lavoro precoce, sull’abolizione a regime della riduzione del trattamento pensionistico per chi abbia lasciato il lavoro prima dei 65 anni, sull’ampliamento della quattordicesima mensilità per le pensioni più basse.
Il Ministro si sofferma quindi sull’istituto dell’APE, che a suo giudizio non grava sul bilancio pubblico. Analogamente l’istituto dell’APE sociale, essendo intervento a carattere assistenziale, non ha conseguenze sul bilancio previdenziale.
Si tratta di interventi pienamente sostenibili e quantitativamente modesti. Peraltro il debito pensionistico non può essere annoverato fra gli indicatori di sostenibilità del debito pubblico. Il Ministro assicura altresì che al momento non ci sono da parte dell’Unione europea richieste di interventi in ambito previdenziale. Conferma l’attività di vigilanza del suo Dicastero nei confronti dell’INPS, tanto che di recente sono state richieste ed ottenute modifiche di determinazioni assunte dall’Istituto, in quanto non rispondenti a norme di legge, ad atti di indirizzo del Ministro o allo Statuto dell’INPS stesso. Assicura infine che nel mese di maggio gli istituti dell’APE e dell’APE sociale saranno pienamente operativi.
Il senatore PUGLIA (M5S) chiede un approfondimento sullo stato dei rapporti fra il Ministero e l’INPS e domanda se somme previste nel bilancio dello Stato e non utilizzate possano essere indirizzate a sostegno del reddito di particolari categorie di lavoratori. Propone altresì un coinvolgimento dell’INPS nel settore della previdenza integrativa. Esprime preoccupazione sullo stato dei fondi professionali e sulla partecipazione di istituti bancari e assicurativi nell’erogazione dell’APE ed auspica infine l’aggiornamento dell’elenco dei lavori usuranti.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) manifesta preoccupazione per le recenti dichiarazioni del Presidente dell’INPS, secondo cui l’età pensionabile dei giovani potrebbe alzarsi fino ai 75 anni, e denuncia che la disoccupazione giovanile è un effetto diretto dell’innalzamento dell’età pensionabile. Stigmatizza la necessità di garantire l’istituto dell’APE con il ricorso a mutui bancari e critica il debito del fondo pensione dei dirigenti d’azienda e l’abuso dei voucher, che non riescono a garantire adeguati contributi previdenziali.
La senatrice PARENTE (PD), nel ringraziare il Ministro per le assicurazioni fornite, chiede un approfondimento con le parti sociali riguardo le pensioni dei giovani con redditi bassi e discontinui. Auspica un intervento sui modelli di governance dell’INPS.
La senatrice CATALFO (M5S) ritiene che il debito previdenziale aumenti con la crescita della disoccupazione giovanile e della povertà e stigmatizza la mancanza di interventi risolutivi da parte del Governo. In particolare, esprime preoccupazione con riferimento alle differenze di trattamenti erogati dall’INPS e dalle altre casse previdenziali, nonché per le ingiustificate disparità fra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi con riguardo all’istituto dell’APE.
La senatrice BENCINI (Misto-Idv) chiede ragione delle coperture assicurative necessarie in caso di erogazione dell’APE. Ritiene indispensabile rivedere la disciplina dei lavori usuranti. Invita a prendere in considerazione la specificità del lavoro delle donne, che affiancano alla propria professione lavorativa importanti attività di cura e di assistenza. Ritiene difficile che il debito previdenziale possa non incidere sul debito pubblico complessivo, vista la progressiva riduzione di versamenti contributivi.
Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), dopo aver espresso preoccupazione sulle prospettive delle generazioni più giovani, propone l’istituzionalizzazione di forme di apprendistato giovanile nel settore pubblico, coerentemente con il patto di solidarietà generazionale definito in occasione del Jobs Act. Manifesta timore per una possibile marginalizzazione di fondi pensioni regionali, che nella sua realtà territoriale hanno dato luogo ad esperienze positive. Plaude allo strumento dei voucher, che hanno reso possibile ampliare forme di occupazione legale e di contribuzione previdenziale, sottolineando che la loro tracciabilità rappresenta un valido strumento di trasparenza. Chiede infine quanto l’accorpamento dell’INPDAP pesi sull’INPS.
In sede di replica, il ministro POLETTI assicura che il sistema previdenziale garantisce gli equilibri di bilancio e gli obiettivi di piena sostenibilità, come definiti anche in sede europea. Ribadisce pertanto che il debito previdenziale non può essere ricompreso fra gli indicatori del debito pubblico.
Conferma che al momento non esistono richieste da parte dell’Unione europea per introdurre misure peggiorative nei trattamenti previdenziali. E’ tuttavia intenzione del Governo proseguire il dialogo con le parti sociali e con il Parlamento sul terreno delle prospettive pensionistiche dei giovani. Puntualizza che le condizioni attuali del sistema pensionistico e dell’occupazione giovanile sono il prodotto delle riforme adottate in passato, riforme che comunque hanno consentito di mantenere sotto controllo il debito pubblico in periodi di grave crisi occupazionale. Il Ministero del lavoro ha sempre mantenuto aperto il dialogo con i rappresentanti dei fondi interprofessionali e con l’Agenzia Nazionale AntiCorruzione (ANAC) e, con un’apposita circolare, ha distinto i costi di natura pubblicistica, sopportati dai fondi interprofessionali, da quelli di natura privatistica. Sui lavori usuranti, il Ministro richiama la necessità di intervenire con una legge, dal momento che sono ristretti gli spazi per un intervento in via amministrativa. Con riguardo all’APE, ritiene necessaria l’assicurazione di determinate garanzie a fronte di un’anticipazione finanziaria da parte di soggetti bancari. Gli equilibri di bilancio impediscono, invece, il ricorso ad anticipazioni pubbliche. Assicura che il Governo sta valutando, in sede di convenzione, i criteri dei tassi di interesse da applicarsi in caso di ricorso all’APE.
Con riferimento alle casse previdenziali, conferma un impegno del Ministero sulla sostenibilità delle prestazioni nel tempo, pur nei limiti dati dalla loro natura privatistica. Riconosce che l’accorpamento dell’INPDAP e di altri enti previdenziali all’interno dell’INPS abbia comportato dei costi ed esclude indirizzi diretti a limitare gli spazi acquisiti dai fondi previdenziali regionali.
Il presidente SACCONI ringrazia il Ministro per le comunicazioni rese e dichiara conclusa la procedura informativa.
La seduta termina alle ore 15,35.
288ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.
La seduta inizia alle ore 8,30.
IN SEDE REFERENTE
(2494) Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, approvato dalla Camera dei deputati
(2241) BUEMI. – Istituzione del reddito minimo garantito e delega al Governo in materia di riordino di tutte le prestazioni assistenziali e del welfare
(2437) LEPRI ed altri. – Delega al Governo per la definizione e la realizzazione di misure integrate di contrasto alla povertà
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.
La senatrice CATALFO (M5S), nel ricordare la risoluzione del Parlamento europeo del 2010 riguardante il reddito di cittadinanza, denuncia l’assenza nelle scelte del Governo di adeguati investimenti nei servizi di impiego, che rappresentano uno snodo essenziale per le politiche di inclusione sociale. I disegni di legge nn. 2494 e connessi esprimono pienamente tale assenza di investimenti e ripropongono misure adottate in passato e rivelatesi del tutto fallimentari, come il reddito minimo di inserimento. In particolare, la senatrice evidenzia l’impossibilità per i Comuni di attuare valide misure di inclusione sociale. Ritiene invece necessario investire prioritariamente sui servizi per l’impiego, al fine di evitare che le misure proposte dai provvedimenti in esame generino trappole di povertà: la lotta al bisogno, infatti, deve configurarsi come un insieme di misure di accompagnamento a superare una condizione di debolezza o di abbandono.
Lamenta quindi l’insufficienza delle risorse stanziate, che non danno luogo a politiche proattive volte ad autonomizzare la persona in difficoltà e preannuncia la presentazione di emendamenti che riguardano la misura delle provvidenze. Contesta il riferimento all’ISEE come indicatore per l’erogazione di benefici economici, in quanto ciò determinerebbe l’esclusione di un’ampia platea di soggetti interessati. Evidenzia inoltre che i provvedimenti in esame non assicurano un ruolo adeguato ai soggetti del terzo settore. Ritiene inopportuna l’istituzione di un Dipartimento in seno al Ministero del lavoro con compiti di monitoraggio delle politiche di lotta alla povertà, che possono invece essere assolti dall’INAPP. Denuncia la farraginosità della procedura prevista dal disegno di legge n. 2494 in materia di presa in carico del disoccupato a rischio di povertà. Giudica, infine, inutile la disciplina del casellario dell’assistenza, se non collegato al fascicolo elettronico del cittadino, ed auspica una interazione tra banche dati che possa evidenziare i reali bisogni dei soggetti in difficoltà.
Il PRESIDENTE, nel condividere il giudizio negativo della senatrice Catalfo sull’esigenza del reddito minimo di inserimento, dichiara chiusa la discussione generale.
La relatrice PARENTE (PD), replicando agli interventi, sottolinea che il disegno di legge n. 2494 risponde ad un’esigenza fortemente avvertita nel Paese e che per la prima volta sta per essere approvata una misura universale di contrasto alla povertà che valorizza, al contempo, gli interventi in prossimità. A livello nazionale, infatti, sono definite le prestazioni essenziali da erogare, mentre in prossimità è individuata la situazione di bisogno. Nei decreti attuativi occorrerà dare adeguata valorizzazione ai centri per l’impiego e specificare il soggetto erogatore delle provvidenze. Il disegno di legge n. 2494 si concentra sul contrasto alla povertà assoluta e si configura come un tentativo di soddisfare bisogni primari della persona al momento disattesi; le misure previste si inseriscono in un piano pluriennale e hanno copertura finanziaria ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. La relatrice ritiene necessario confermare le misure del sostegno di inclusione attiva (SIA) e prevedere un loro progressivo passaggio al reddito di inclusione (REI). Concorda sulla necessità di rafforzare i servizi sul territorio per coniugare misure nazionali e interventi in prossimità e giudica altresì necessario compiere un’adeguata attività di monitoraggio nell’attuazione della delega, rivolgendo attenzione al potenziamento dei servizi telematici. Precisa che il disegno di legge n. 2494 non si esaurisce nel sostegno al reddito, ma contiene misure volte ad accompagnare la persona in difficoltà e a contrastare la trappola della povertà. Al contrario, considera il disegno di legge n. 1148, in materia di reddito di cittadinanza e presentato dal Gruppo Movimento 5 Stelle, privo di misure idonee a superare una dimensione meramente assistenziale. Richiama il Governo a porre dovuta attenzione al reddito effettivamente percepito da persone e nuclei familiari in difficoltà. Auspica, infine, un maggiore impegno sulle politiche attive del lavoro.
La sottosegretaria BIONDELLI, dopo aver ringraziato la Commissione per l’ampio dibattito, conferma che con l’approvazione del disegno di legge n. 2494 saranno poste in essere per la prima volta misure universali e coordinate di contrasto alla povertà, che non costituisce un fenomeno marginale, come dimostrano anche recenti statistiche. Il Governo ha infatti inteso favorire un approccio universalistico, permettendo maggiore equità e omogeneità nell’accesso alle prestazioni, secondo i criteri di valutazione della condizione economica in base all’ISEE. Si supera così una logica puramente assistenziale, attraverso la predisposizione di un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa che prende in carico il soggetto in difficoltà, conducendolo verso la sua piena autonomizzazione. L’erogazione di sussidi economici, infatti, è subordinata all’adesione a tale progetto coordinato in prossimità dal Comune e dai servizi sociali. Il reddito di inclusione è individuato come livello essenziale delle prestazioni, da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale. Compatibilmente con quanto previsto dalla legge di stabilità, si è ritenuto preferibile rivolgersi prioritariamente ai nuclei in cui sono presenti figli minori, con disabilità, con donne in stato di gravidanza o con ultracinquantenni disoccupati. La creazione di un fondo nazionale dedicato alla lotta alla povertà, con una dotazione di un miliardo a partire dall’anno in corso, conferma la portata storica dei provvedimenti all’esame della Commissione; l’ultima legge di bilancio ha ulteriormente incrementato tale fondo di 150 milioni per il 2017 e di ulteriori 500 milioni per il 2018. La Sottosegretaria ricorda che a partire dal settembre 2017 è stato esteso a tutto il territorio nazionale il sostegno all’inclusione attiva (SIA), di cui beneficiano attualmente 65.000 nuclei familiari e 250.000 persone. Come previsto dalla legge di bilancio, è in fase di definizione un ulteriore provvedimento che consentirà di raggiungere altre 400.000 famiglie con 800.000 minori.
La Sottosegretaria auspica infine che le regioni possano svolgere un ruolo importante, unitamente agli altri servizi territoriali, dal momento che le situazioni di bisogno hanno spesso natura multimensionale e coinvolgono servizi sociali e sanitari, scuola, centri per l’impiego, responsabili delle politiche abitative. Concorda sulla necessità di far interagire il sistema delle banche dati, al fine di avere un quadro completo dei bisogni e degli interventi che vengono posti in essere e riconosce conclusivamente che l’esame presso la Camera dei deputati ha notevolmente migliorato il testo rendendolo più coerente con le finalità proposte.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
SULL’ORDINE DEI LAVORI
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) ritiene opportuno prevedere la registrazione e la redazione del resoconto stenografico delle sedute di Commissione in cui si svolgono dibattiti politicamente rilevanti, al fine di garantire la più ampia pubblicità dei lavori.
La senatrice CATALFO (M5S) coglie l’occasione per precisare che, contrariamente a quanto affermato dalla senatrice Parente, il disegno di legge n. 1148 prevede adeguate misure proattive e invita la Commissione a compiere i dovuti approfondimenti.
Il PRESIDENTE, nel precisare che la relatrice, come tutti i commissari, ha piena libertà nel valutare nel merito politico i disegni di legge in esame, ricorda che il regime di pubblicità dei lavori delle Commissioni, nelle varie sedi, è disciplinato dall’articolo 33 del Regolamento del Senato.
La seduta termina alle ore 9,30.
287ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.
La seduta inizia alle ore 15,15.
IN SEDE REFERENTE
(2494) Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, approvato dalla Camera dei deputati
(2241) BUEMI. – Istituzione del reddito minimo garantito e delega al Governo in materia di riordino di tutte le prestazioni assistenziali e del welfare
(2437) LEPRI ed altri. – Delega al Governo per la definizione e la realizzazione di misure integrate di contrasto alla povertà
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.
La senatrice D’ADDA (PD) ricorda anzitutto che, secondo i dati da disposizione, sarebbero oltre 4 milioni le persone che versano in condizioni di povertà assoluta e 6 milioni le persone in condizione di povertà relativa. Alla base di numeri così elevati ci sono gli effetti di una crisi economica che affligge le economie occidentali ormai da dieci anni che si sono sommate ad un quadro di povertà strutturale che già caratterizzava l’Italia; a tali elementi occorre poi aggiungere gli effetti della rivoluzione tecnologica in atto, che richiedono la predisposizione di misure di supporto al reddito quando questo viene meno, circostanza sempre più probabile nel prossimo futuro. Dopo aver ricordato che i disegni di legge in esame riguardano sostanzialmente il tema del reddito minimo, fa presente che l’argomento è ormai analizzato da oltre venti anni e su di esso sono state fatte ampie sperimentazioni. Da alcuni si avanzano riserve riguardo al fatto che, in presenza di un sostegno universale, benché selettivo, potrebbe venir meno la volontà di approcciare al mondo del lavoro: al riguardo rileva come in realtà i dati empirici non consentano di supportare tali ipotesi. Sottolinea il problema della mancata omogeneità delle diverse realtà locali nell’approccio al fenomeno, sia sotto l’aspetto cognitivo che della formazione degli operatori, nonché delle strutture messe a disposizione: il rischio è il verificarsi di situazioni di dualismo, con realtà capaci di far funzionare il meccanismo in modo migliore di altre. In linea generale valuta positivamente il disegno di legge predisposto dal Governo, rimarcando come il suo impianto è necessariamente di tipo gradualista stante la situazione economico-finanziaria del Paese. Ritiene necessario porre particolare attenzione nei testi in esame ai concetti di razionalizzazione e di riordino delle prestazioni assistenziali, che non sono equivalenti e vanno attentamente valutati nelle loro implicazioni. Conclude evidenziando come il disegno di legge n. 2494 si ponga come un’importante base di partenza rispetto ad un intervento più strutturato che andrà sicuramente affrontato in seguito.
La senatrice MANASSERO (PD) ricorda che il tema affrontato dai testi in esame ha coinvolto profondamente l’attività della Commissione nel corso del tempo e che per questo il disegno di legge delega costituisce un passaggio importante da portare rapidamente a conclusione. Evidenzia come tutti i rapporti in materia siano concordi nell’individuare la necessità di poter disporre di una misura nazionale di contrasto alla povertà. Ricorda l’utilità dei dati puntuali sul Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), sia per quanto riguarda la misurazione della platea dei soggetti interessati sia per la quantificazione delle risorse necessarie; ritiene peraltro che la declinazione dei servizi di prossimità in ambito locale a livelli differenziati sia un aspetto da valutare attentamente, così come il tema della prevenzione. Con riferimento al rischio di povertà, fa presente che sono necessari piani triennali che devono impostare le politiche per il contenimento della povertà tenendo conto delle criticità che caratterizzano il mercato del lavoro. Conclude ricordando che non basta avere le necessarie disponibilità finanziarie per poter fornire servizi adeguati alle richieste della collettività, bensì occorrono anche strutture sul territorio in grado di realizzare le misure previste nel modo più adeguato.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA
Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (n. 378)
(Osservazioni alla 7a Commissione. Esame e rinvio)
Il relatore LEPRI (PD) introduce il provvedimento volto al recepimento della delega, di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e di riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione. Evidenzia in particolare l’impegno dello Stato a provvedere all’assegnazione dei docenti per il sostegno didattico, dei collaboratori scolastici nella scuola statale, alla definizione dell’organico del personale amministrativo, tenendo conto della presenza di studenti con disabilità e all’assegnazione alle istituzioni scolastiche di un contributo economico, parametrato al numero di studenti con disabilità accolti. Si prevede inoltre che gli enti locali provvedano ad assicurare i servizi per il trasporto per l’inclusione scolastica e l’assegnazione del personale dedicato all’assistenza educativa.
Il relatore valuta positivamente l’adozione di una procedura unica di valutazione diagnostico-funzionale ed apprezza le modifiche alla norma vigente in tema di domanda per l’accertamento della situazione di handicap, ai fini dell’inclusione sociale e scolastica, da presentare all’INPS. Si sofferma poi sulla procedura per la presentazione di detta domanda e sulla documentazione utile ai fini dell’elaborazione sia del piano educativo individualizzato sia del progetto individuale per la persona disabile.
Apprezza, infine, il nuovo sistema previsto per la formazione dei nuovi docenti e assistenti e per la riqualificazione di quelli già operanti.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,10.
286ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Intervengono il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli e il sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca Angela D’Onghia.
La seduta inizia alle ore 15,20.
IN SEDE REFERENTE
(2494) Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, approvato dalla Camera dei deputati
(2241) BUEMI. – Istituzione del reddito minimo garantito e delega al Governo in materia di riordino di tutte le prestazioni assistenziali e del welfare
(2437) LEPRI ed altri. – Delega al Governo per la definizione e la realizzazione di misure integrate di contrasto alla povertà
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 25 gennaio.
Il senatore ANGIONI (PD) ricorda quanto sia radicato il dramma della povertà nella storia recente del nostro Paese. Con riferimento specifico ai provvedimenti in titolo, plaude alla distinzione fra povertà assoluta e pericolo di povertà. Mentre gli indicatori del primo fenomeno sono rimasti sostanzialmente stabili nel corso degli anni, maggiore incidenza hanno avuto gli indici di pericolo di povertà.
Lamenta che gli strumenti normativi attualmente in vigore, facendo capo principalmente alle regioni e ai comuni, non sono stati in grado di garantire interventi organici e si sono rivelati inadeguati. Per tale ragione sottolinea l’esigenza di una normativa nazionale che superi la logica degli interventi episodici. Evidenzia che il disegno di legge n. 2494 opportunamente prevede misure a carattere sia economico che sociale che consentono di aggredire non solo condizioni di povertà, ma anche situazioni di disagio familiare e sociale. Rimarca, in particolare, che le provvidenze proposte sono rivolte a famiglie con figli in difficoltà.
Auspica il coinvolgimento del terzo settore e forme di collaborazione stringente con le istituzioni pubbliche. Nel complesso, il provvedimento in esame definisce una traccia per la riorganizzazione di tutto il sistema di welfare. Ritiene, infine, necessario monitorare attentamente tutta la fase di attuazione della delega al Governo.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) ricorda che il proprio Gruppo non si è mai sottratto al dialogo su un tema così delicato come quello della lotta alla povertà. Anzi lamenta che la discussione sul reddito di cittadinanza sia rimasta ferma per mesi in Comitato ristretto.
Il presidente SACCONI invita la relatrice e il rappresentante del Governo a concludere le rispettive repliche nella seduta di giovedì mattina, affinché si possa passare all’esame degli emendamenti nelle sedute della prossima settimana.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
AFFARI ASSEGNATI
Canali di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: tirocini ed apprendistato (n. 789)
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all’articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta dell’11 gennaio.
Il presidente SACCONI comunica che sono state finora presentate una proposta di risoluzione a propria firma e una a firma del senatore Barozzino. La senatrice Bencini ha trasmesso delle osservazioni sulla bozza di risoluzione da lui predisposta.
Invita i commissari a presentare tempestivamente le proprie proposte, affinché si possa giungere ad un testo il più possibile condiviso.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL), nell’apprezzare l’invito del Presidente, auspica che tale apertura sia mantenuta anche nell’esame di altri provvedimenti.
Il presidente SACCONI chiarisce che non esistono termini per la conclusione dell’affare assegnato e che la prosecuzione del confronto consentirà di delineare gli opportuni indirizzi riguardo all’abuso dei tirocini e alla necessità di valorizzare l’istituto dell’apprendistato.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA
Schema di decreto legislativo recante revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale (n. 379)
(Osservazioni alla 7a Commissione. Esame e rinvio)
Il relatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), nell’introdurre lo schema di decreto legislativo in esame che si propone di superare la sovrapposizione tra istruzione professionale e istruzione tecnica, si sofferma sugli aspetti di competenza della Commissione. In particolare l’articolo 1 disciplina la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, in raccordo con quelli dell’istruzione e formazione professionale, attraverso la ridefinizione degli indirizzi e il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali, prevedendo che il sistema dell’istruzione professionale formi lo studente ad arti, mestieri e professioni strategici per l’economia del Paese (Made in Italy). Con l’articolo 2 è prevista la definizione di un Profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.p.) indicato nell’Allegato A, distinto per ogni studente, mentre l’articolo 3 elenca i nuovi indirizzi di istruzione professionale e dispone che, con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro del lavoro, sono determinati i profili di uscita degli indirizzi e i relativi risultati di apprendimento.
Il relatore si sofferma poi sull’articolo 4 che definisce l’articolazione delle ore di studio e di laboratorio dei nuovi percorsi di istruzione professionale, in funzione di un rapido accesso al lavoro e di partecipazione alle attività di alternanza scuola-lavoro, così come previsto anche dal successivo articolo 5. Inoltre, l’articolo 6 prevede che le istituzioni scolastiche possono stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni, attivare partenariati territoriali per il miglioramento dell’offerta formativa, per il potenziamento dei laboratori e per la realizzazione dei percorsi in alternanza, comprese le esperienze di scuola-impresa e di bottega scuola.
Con l’articolo 7 si stabilisce che lo studente in possesso del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione può scegliere percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, e si definisce l’istituzione della “Rete nazionale delle scuole professionali”.
L’articolo 8 consente allo studente di chiedere di effettuare il passaggio tra i percorsi di istruzione professionale e i percorsi di istruzione e formazione professionale compresi nel repertorio nazionale dell’offerta di istruzione e formazione professionale e viceversa. Da ultimo il relatore segnala l’articolo 10, che stabilisce il costante monitoraggio dell’attuazione dei percorsi di istruzione professionale a cura del MIUR, e l’articolo 11, che dispone la realizzazione di questi nuovi percorsi professionali a partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2018/2019.
Conclusivamente, si riserva di predisporre una bozza di osservazioni alla conclusione del dibattito.
Il presidente SACCONI informa che l’atto illustrato dal senatore Berger è di particolare importanza, in quanto riordina un canale educativo fondamentale per l’accesso al mondo del lavoro. Informa che il termine per l’espressione delle osservazioni è fissato al 25 febbraio e invita il relatore a presentare una proposta che sia da guida al dibattito.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,10.

























