216ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Nannicini.
La seduta inizia alle ore 8,50.
IN SEDE REFERENTE
(2233) Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato
(2229) SACCONI ed altri. – Adattamento negoziale delle modalità di lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale
(Esame congiunto e rinvio)
Nell’introdurre l’esame congiunto dei disegni di legge, il presidente SACCONI (AP (NCD-UDC)), relatore, osserva preliminarmente che fattori demografici e inefficienze strutturali – nel mercato del lavoro, nella formazione, nella scuola, nell’università, nella composizione dei servizi creditizi e finanziari all’impresa – collocano l’Italia in una posizione di particolare debolezza nel nuovo scenario di marcato dinamismo. Le tecnologie digitali cambiano l’organizzazione della produzione di beni e servizi e, in conseguenza, il lavoro, con caratteristiche di velocità e imprevedibilità senza precedenti. Vengono progressivamente abbandonati i modelli organizzativi verticali, fondati sull’esecuzione di ordini gerarchicamente impartiti, e si affermano relazioni lavorative orizzontali: il lavoro si realizza per cicli, per fasi o per obiettivi, cambia radicalmente il concetto di inquadramento e di mansione, si smaterializza la postazione fissa, l’orario di lavoro diventa flessibile e talora autogestito, la retribuzione viene definita in modo crescente per risultati. Anche la più recente evoluzione della riflessione manageriale segnala una tendenziale evoluzione delle aziende da organizzazioni economiche, finalizzate alla mera produzione o allo scambio di beni e servizi, a vere e proprie learning organization, in cui sono sempre più diffuse figure professionali ibride, che integrano lavoro, apprendimento, ricerca e progettazione. In parallelo, una rapida evoluzione investe anche stili di vita, preferenze, esigenze personali e professionali. Molti preferiscono oggi lavorare per obiettivi ed essere conseguentemente valutati sulla produttività e sul risultato raggiunto, piuttosto che in base a parametri come orari di lavoro e presenza fisica nei locali aziendali. La mobilità e il cambiamento di occupazione non sono più visti in negativo, ma come un passaggio per acquisire nuove e maggiori competenze. Le tecnologie di nuova generazione non sono altro, in questa dimensione, che uno strumento funzionale a questi profondi mutamenti sociali e culturali, aprendo nuove opportunità professionali e occupazionali. L’agilità, in sostanza, diventa una caratteristica pervasiva della vita e dunque anche delle prestazioni lavorative. Occorre quindi non già fissare i cambiamenti immaginando di codificarli in nuove norme, destinate ad essere sempre incapaci di comprendere una realtà dalle molte sfaccettature e in rapido divenire, ma individuare strumenti duttili, utili ad accompagnare l’impiego delle tecnologie, in modo che esprimano tutti i vantaggi potenziali per i lavoratori e per le imprese. Si avvera, in questo modo, il superamento della rigida distinzione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato ipotizzato da Marco Biagi già quindici anni fa, con la proposta di uno Statuto dei Lavori rivolto a garantire tutele proporzionate ad ogni prestazione lavorativa in ragione della sua debolezza, a partire dai fondamentali diritti della salute e sicurezza in tutti i contesti lavorativi e dell’accesso alle conoscenze e alle competenze in funzione della continua occupabilità di ciascuno.
Allo stesso tempo, come dimostrato dai dati dell’ISTAT, in questi anni le forme autonome di lavoro hanno fortemente subito le conseguenze della crisi economica, costituendo il corpo sociale che più consistentemente è scivolato verso il rischio della povertà e dell’esclusione sociale. Nell’attuale difficile contesto economico, le libere professioni hanno evidenziato una condizione di fragilità, non dipendente tanto dalla natura della prestazione autonoma, quanto dalla elevata pressione fiscale e regolatoria e dalla mancanza di un’architettura complessiva di sostegno e di protezione. Occorre dunque individuare soluzioni che consentano loro di assorbire gli eventi negativi attraverso strumenti di autorganizzazione, come le Casse Previdenziali, di essere soggetti ad una tassazione equa e di valorizzare le capacità professionali in relazione alle nuove tecnologie.
Fatte queste premesse, il Presidente relatore rileva che i due disegni di legge in esame hanno l’obiettivo comune di valorizzare la convergenza dei nuovi paradigmi dello sviluppo economico con quelli dello sviluppo sociale, nella piena valorizzazione di ciascuna persona. Entrambi non riaprono il cantiere delle riforme del lavoro, ma intendono integrare il vigente quadro regolatorio con soluzioni utili a favorire la convergenza tra imprese e lavoratori e ad elevare la autosufficienza dei lavoratori indipendenti.
Nell’illustrare nel dettaglio le disposizioni dei due provvedimenti, egli segnala in particolare che l’Atto Senato n. 2229, di cui è primo firmatario, intende essenzialmente capacitare gli accordi collettivi di prossimità e gli accordi individuali tra le parti in relazione alle necessità di adattamento delle modalità di svolgimento “agile” delle forme di lavoro subordinato o autonomo vigenti. La sua finalità consiste quindi nel fornire alle parti del contratto di lavoro e agli attori del sistema di relazioni industriali, in chiave di sussidiarietà, un’adeguata cornice legale entro cui ricondurre una nuova idea di lavoro e impresa che via via emerge con la diffusione della fabbrica digitale, della economia della condivisione e di quei “sistemi intelligenti” tra di loro connessi per il tramite di reti di impresa, piattaformeopen access di cooperazione, distretti industriali e della conoscenza. Non si tratta dunque di introdurre nell’ordinamento giuridico italiano una nuova tipologia contrattuale né di introdurre correttivi alle regole che hanno sino a oggi limitato la diffusione di forme flessibili di lavoro da remoto. Anche il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro resta centrale, ma riguarda oggi tutte le persone, in tutte le fasi della vita, e si estende ai temi del benessere, della salute, della previdenza e dell’apprendimento continuo, sollecitando la costruzione di un nuovo Welfare della persona che risponda alla domanda, sempre più centrale, di garantire l’autosufficienza a tutte le persone e in tutte le dimensioni.
Il Presidente relatore esprime quindi apprezzamento per le disposizioni contenute nel disegno di legge n. 2233, che tendenzialmente avvicinano la regolazione delle professioni a quella delle imprese in materia di transazioni commerciali, clausole abusive, diritti della proprietà industriale, accesso ad appalti pubblici, deducibilità delle spese per formazione. Rileva peraltro, a proposito delle transazioni commerciali, che il decreto legislativo n. 192 del 2012 si è rivelato inefficace e che sarebbe necessario includere nell’ambito di applicazione il settore pubblico, che rimane il principale ritardatario nei pagamenti.
Osserva quindi che le disposizioni in materia di accesso alle politiche attive, maternità, malattia, congedi parentali e infortuni richiamano invece tutele tipiche della dipendenza, ritenendo preferibile la costituzione di una Cassa Previdenziale autogestita, dedicata a tutte le professioni non ordinistiche, che potrebbero trasferirvi l’attuale versamento contributivo alla contabilità separata dell’INPS. Da ciò deriverebbero a suo avviso una più robusta e flessibile protezione previdenziale e la possibilità di condividere con le altre Casse un percorso volto a creare prestazioni sociali integrative in materia di previdenza, sanità, long term care, con una specifica attenzione alle malattie oncologiche e ingravescenti, nonché prestazioni primarie come l’indennità di maternità, i congedi parentali, le forme di sostegno alla attività professionale. Si tratterebbe dunque non solo di regolare la nuova Cassa, valutandone innanzitutto la sostenibilità, ma di abilitare tutto il sistema a queste prestazioni, anche attraverso l’utilizzo dei maggiori risparmi nella gestione corrente e i maggiori rendimenti nella gestione degli investimenti.
Andrebbero inoltre a suo giudizio recuperate alcune disposizioni già ipotizzate in occasione dell’esercizio delle deleghe fiscali. In particolare, l’abbandono degli studi di settore potrebb’essere realizzato con riferimento alle libere professioni, in considerazione del fatto che essi sono disegnati sulla base della “competenza”, mentre in quest’ambito si prevede l’assoggettabilità fiscale per “cassa”. Inoltre, ferma restando la necessità di valutare la copertura dei relativi oneri, andrebbe modificato l’articolo 54, comma 1 del TUIR con riferimento alla formazione del reddito del lavoratore autonomo, in cui si fanno rientrare anche le somme che il lavoratore autonomo riaddebita al committente per il ristoro delle spese effettivamente sostenute per l’espletamento dell’incarico.
Nel proporre conclusivamente l’adozione del disegno di legge n. 2233 come testo base, il Presidente relatore auspica che per via emendativa possano essere accolti all’interno di esso alcuni profili contenuti del disegno di legge n. 2229. In particolare, si augura che sia innanzitutto condivisa la preoccupazione circa la necessità di riqualificare tempestivamente moltissimi lavoratori routinari, evitando la polarizzazione dei redditi e delle competenze. Anche attraverso i Fondi Interprofessionali è possibile infatti a suo avviso realizzare quel Piano Nazionale di Alfabetizzazione Digitale ipotizzato dall’iniziativa legislativa da lui sottoscritta. Peraltro, atteso che l’agilità diventa un requisito pervasivo di tutte le prestazioni lavorative tipizzate, tanto dipendenti quanto indipendenti, sarebbe assurdo porre limiti e vincoli a modalità in continua evoluzione, che solo la negoziazione tra le parti potrebbe via via regolare nella dimensione collettiva di prossimità o nella dimensione individuale, almeno per le attività più qualificate e più remunerate. In quest’ambito possono trovare piena implementazione i diritti primari ad una effettiva tutela della salute nel lavoro e al continuo accesso alle competenze e alle conoscenze. Analogamente riterrebbe opportuno far emergere quelle specifiche professionalità nella ricerca e nella progettazione riconosciute nel settore pubblico, ma non ancora adeguatamente in quello privato, nel quale sono ancora poco apprezzati i percorsi del dottorato o dell’apprendistato di alta formazione.
Rileva infine che l’iter parlamentare dei provvedimenti, che si augura contrassegnato da grande rapidità, non potrà prescindere da approfondimenti adeguati, anche attraverso un ciclo di audizioni dei soggetti interessati. In questo senso, sollecita i componenti della Commissione a voler tempestivamente segnalare le rispettive richieste, in modo da consentire una efficace e celere programmazione.
La Commissione concorda.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,25.
215ª Seduta
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba.
La seduta inizia alle ore 9.
PROCEDURE INFORMATIVE
Interrogazione
Rispondendo all’interrogazione n. 3-02472 del senatore Angioni, il sottosegretario BOBBA dà conto di una circolare INPS riguardante i motivi di impossibilità di dare esecuzione ad alcuni decreti regionali di concessione della mobilità in deroga. Ricorda inoltre che nel 2014 il Ministro del lavoro ha emanato un decreto per garantire una graduale transizione verso il nuovo regime delineato dalla legge delega di riforma degli ammortizzatori sociali, in cui si opera una distinzione tra lavoratori che hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni (anche non continuativi) e lavoratori che hanno complessivamente beneficiato delle medesime prestazioni per un periodo inferiore a tre anni.
Fa presente altresì che, per l’anno 2015, con il decreto ministeriale n. 26591 Regioni e Province autonome possono disporre di questi benefici, anche in deroga al limite massimo consentito, purché in misura non superiore al 5 per cento delle risorse alle stesse attribuite; ritiene pertanto che, nel caso prospettato dall’interrogante, la Regione Sardegna potrebbe avvalersi di tale percentuale per consentire l’erogazione del trattamento di mobilità in deroga per tutto il 2015.
Il senatore ANGIONI (PD) si dichiara soddisfatto per l’articolata risposta del Governo. Osserva peraltro che l’interpretazione del concetto di “continuità di trattamenti” è diventata indispensabile per consentire di prorogare al 2015 i trattamenti di mobilità in deroga in corso nel 2014. L’INPS ha infatti dichiarato la propria indisponibilità ad effettuare tali pagamenti nel caso di decretazione regionale per periodi non continuativi rispetto al licenziamento o ai trattamenti già conclusi; la sede regionale dell’Istituto sta però sostenendo un’interpretazione in base alla quale i pagamenti 2015 sarebbero possibili solo in caso di continuità nella effettiva erogazione dei pagamenti tra il 2014 e il 2015. Sarebbe pertanto opportuno che il Ministero confermasse la possibilità di procedere ai pagamenti in questione a prescindere dal numero di mensilità 2014 già effettivamente corrisposte al lavoratore. Parrebbe inoltre che le risorse statali assegnate per il 2015 potrebbero risultare sovrabbondanti rispetto all’originale quantificazione del fabbisogno; sarebbe pertanto importante che l’INPS venisse autorizzato ad utilizzare le somme eccedenti per la copertura di parte dei pagamenti relativi al 2014. Con riferimento alla possibilità di una compartecipazione della regione Sardegna per il completamento dei pagamenti relativi al 2014, riterrebbe infine auspicabile la definizione di un percorso analogo a quello già effettuato per le regioni Calabria e Sicilia per l’utilizzo di risorse provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.
La presidente SPILABOTTE dichiara quindi conclusa la procedura informativa.
La seduta termina alle ore 9,20.
214ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cassano.
La seduta inizia alle ore 15,15.
IN SEDE CONSULTIVA
(2217) Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura
(2119) STEFANO. – Norme in materia di contrasto al fenomeno del caporalato
(Parere alla 9a Commissione. Esame congiunto e rinvio)
Il presidente SACCONI avverte preliminarmente che, dato il rilievo della materia e il suo forte e stretto legame con la competenza primaria della Commissione, il parere che verrà espresso potrà essere direttamente illustrato presso la Commissione di merito dalla relatrice Parente, e che di esso verrà chiesta la pubblicazione, ai sensi dell’articolo articolo 39, comma 4, del Regolamento, in allegato alla relazione licenziata dalla Commissione Agricoltura per l’Assemblea.
Nell’introdurre congiuntamente i provvedimenti, la relatrice PARENTE (PD) si sofferma anzitutto sul disegno di legge n. 2217, di iniziativa governativa, che agli articoli da 1 a 5 modifica la disciplina del delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Tali modifiche riguardano i profili concernenti le circostanze attenuanti per il reato in oggetto, la confisca obbligatoria e l’impiego dei proventi derivanti dalle medesime confische, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato e la responsabilità amministrativa (derivante dal delitto) a carico dell’ente privato. Sul punto osserva che, sebbene il testo sia orientato al contrasto del fenomeno nell’ambito del settore agricolo, le norme in materia di confisca obbligatoria sono di portata generale e suggerisce pertanto di valutarne gli effetti nell’ambito della disciplina degli appalti.
Passando al successivo articolo 6, la relatrice illustra le modifiche alle disposizioni in materia di Rete del lavoro agricolo di qualità, sottolineando che alla cabina di regia, che sovrintende alla Rete e che svolge monitoraggi sull’andamento del mercato del lavoro agricolo, partecipano anche rappresentanti del Ministero dell’interno e del costituendo Ispettorato nazionale del lavoro. Sottolinea, altresì, la necessità di porre attenzione ai criteri di adesione alla rete delle aziende agricole di qualità, al fine di evitare che aziende meritevoli possano rimanervi escluse. In merito all’articolo 7, chiarisce che le amministrazioni statali predispongono un piano di interventi per garantire la sistemazione logistica di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali. Gli articoli 8 e 9 contengono rispettivamente la clausola di invarianza finanziaria e l’entrata in vigore.
Venendo quindi all’esame del disegno di legge n. 2119, d’iniziativa del senatore Stefano, la relatrice fa presente che esso affronta la questione del caporalato con ulteriori proposte, che vanno da un meccanismo che subordina l’accesso dei datori di lavoro a finanziamenti nel rispetto di determinati requisiti alla confisca dei beni dell’impresa, all’inasprimento delle sanzioni pecuniarie e a forme di salvaguardia per i lavoratori migranti privi di permesso di soggiorno. Inoltre è previsto il potenziamento dell’attività ispettiva sul territorio nazionale con la collaborazione delle forze dell’ordine locali.
Dopo aver svolto alcune considerazioni finali in merito al costo di lavoro agricolo, al rafforzamento dell’attività dei servizi pubblici per l’impiego, alla necessità di rendere legale il sistema del trasferimento dei lavoratori sul luogo di lavoro e al ruolo dei patronati, la relatrice propone di pronunciarsi con un parere successivamente alla scelta del testo base da parte della Commissione di merito e contestualmente alla conclusione del ciclo di audizioni dalla stessa programmato.
La senatrice CATALFO (M5S) suggerisce di esprimere il parere al termine delle audizioni presso la Commissione di merito, in modo da tener conto anche degli approfondimenti svolti in quella sede.
Il presidente SACCONI giudica oltremodo fondata tale richiesta.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
(2228) Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2015
(Relazion Relazione alla 14a Commissione. Esame e rinvio)
La relatrice FAVERO (PD) ricorda che obiettivo del provvedimento è quello di ridurre il numero delle procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia, risolvere i 9 casi EU Pilot e chiudere una procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato. Dopo aver dato conto degli settori sui quali si interviene per adeguarne i contenuti al diritto europeo, la relatrice si sofferma sull’articolo 16, che introduce nuove disposizioni sanzionatorie di carattere amministrativo per le inosservanze, da parte degli operatori ferroviari, delle disposizioni adottate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), concernenti la sicurezza della circolazione ferroviaria e la qualificazione del personale impiegato in tale attività. Attualmente l’Agenzia esercita solo funzioni di controllo e verifica in tema di sicurezza ferroviaria senza la possibilità di applicare sanzioni in caso di inottemperanze.
Conclusivamente, segnala che, come previsto dal Regolamento, le Commissioni consultate hanno 10 giorni di tempo per esprimere la propria relazione alla Commissione di merito e propone pertanto di formulare una relazione di segno favorevole (testo allegato al resoconto).
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
La senatrice CATALFO (M5S) ritiene opportuno che la calendarizzazione dei lavori della Commissione avvenga a seguito di riunioni settimanali dell’Ufficio di Presidenza.
Il presidente SACCONI osserva che, nel corso della prima parte della Legislatura, la calendarizzazione dei provvedimenti non è mai stata oggetto di frizioni, al netto delle naturali divergenze politiche, perché si è sempre inteso seguire un metodo sostanzialista, che teneva conto della tempistica stabilita dalla programmazione dei lavori dell’Assemblea e delle scadenze dei termini per l’espressione dei pareri. Nel prendere atto delle ragioni sottese alla richiesta, rileva che terrà comunque conto per quanto possibile della sollecitazione, ferma restando la necessità di esaurire il nutrito ordine del giorno già stabilito.
La seduta termina alle ore 16,05.
SCHEMA DI RELAZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2228
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che con il provvedimento in esame si adempie a quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea;
valutato che esso ha altresì la finalità di ridurre significativamente il numero delle procedure di infrazione tuttora aperte nei confronti dell’Italia, risolvere i 9 casi EU Pilot e chiudere la procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato;
apprezzate in particolare le disposizioni sanzionatorie di carattere amministrativo per le inosservanze, da parte degli operatori ferroviari, delle disposizioni adottate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), in tema di sicurezza della circolazione ferroviaria e qualificazione del personale,
si esprime, per quanto di competenza, in senso favorevole.

























