Segnali di rallentamento della ripresa dal manifatturiero dell’area euro, che a gennaio ha assistito a moderazioni della dinamica sia sull produzione che sui nuovi ordini. L’indice dei responsabili degli approvvigionamenti, elaborato dalla società di ricerche Markit Economics si è attestato a 52,3 punti, dai 53,2 di dicembre, restando comunque al di sopra della soglia limite tra crescita e calo dell’attività, pari a 50 punti.
Il Purchasing managers’ index (Indice Pmi) relativo alle aziende manifatturiere dell’Italia è calato a 53,2 punti, dai 55,6 di dicembre che avevano rappresentato il massimo da 57 mesi. “La crescita della produzione – dice Markit – si è moderata al livello più basso in quattro mesi. Detto ciò, il tasso di crescita è rimasto in generale elevato”.
Guardando al quadro generale dell’Unione valutaria, secondo il capo economista Chris Williamson si creano ulteriori pressioni sulla Bce. “Come se il rallentamento dell’attività non bastasse a preoccupare gli organi decisionali, il crollo dei prezzi di vendita al tasso più veloce in un anno contribuisce ancora di più ad alimentare timori che la deflazione diventi una costante”.



























