“Le valutazioni della Procura di Milano sul sistema di remunerazione dei rider di Glovo riportano al centro questioni che abbiamo ripetutamente sollevato. Se una parte del tempo effettivamente dedicato al lavoro non trova un adeguato riconoscimento economico, non è sufficiente intervenire sull’importo nominale dei compensi: occorre interrogarsi sul modello di lavoro che le piattaforme stanno costruendo e sulle tutele concretamente garantite alle persone”. È quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della UilTemp, Carmelo Prestileo.
“In questi mesi, nelle interlocuzioni con Assodelivery, abbiamo deciso di non condividere un percorso incentrato sul lavoro autonomo, perché riteniamo che le concrete modalità di organizzazione e gestione della prestazione dei rider riconducano al tema della subordinazione e alle tutele che ne derivano. Una posizione ancora più necessaria – sottolinea Prestileo – se consideriamo che, nel settore, continua a trovare applicazione il contratto sottoscritto da Assodelivery e Ugl, che abbiamo più volte contestato, perché fa ricorso al lavoro a cottimo, alimentando condizioni che favoriscono sfruttamento e caporalato digitale”.
La stessa coerenza, aggiunge il sindacalista della Uiltemp “ci ha portato a non partecipare al tavolo istituzionale sul recepimento della direttiva europea, ribadendo che, nella definizione delle tutele e delle condizioni di lavoro, non si può prescindere da un confronto con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
Non parliamo soltanto di Glovo né soltanto dei rider: il lavoro tramite piattaforma è destinato a interessare una platea sempre più ampia di lavoratrici e lavoratori. Quanto sta emergendo – conclude Prestileo – conferma l’urgenza di intervenire nel contrastare lavoro a cottimo, dumping contrattuale, sfruttamento e caporalato digitale. E’ oggi, quindi, che occorre costruire regole in grado di accompagnare l’innovazione senza arretrare sul terreno dei diritti. L’innovazione tecnologia non diventi un terreno privo di regole e tutele”.





























