Al via la 21esima Conferenza sul clima delle Nazioni unite, con oltre 150 capi di stato e di governo, riuniti per una sfida colossale. Obiettivo, siglare un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico per evitare una catastrofe ambientale irreversibile.
Alla conferenza, che durerà sino all’11 dicembre, si cercherà un accordo globale che limiti il riscaldamento globale a 2 gradi rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. In vista della conferenza 183 Paesi su 195 hanno presentato degli impegni per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Questi impegni, che già di per sé rappresentano un significativo passo in avanti, porterebbero comunque a un riscaldamento prossimo ai 3 gradi, quindi insufficienti. Il summit, che si apre in una Parigi blindata da imponenti misure di sicurezza, punta quindi a delineare per i prossimi decenni dei meccanismi di revisione al rialzo dell’accordo.
L’accordo che la comunità internazionale è chiamata a definire punta a limitare il riscaldamento globale a 2 gradi rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. Oltre questo limite, ritengono gli esperti, la Terra andrebbe incontro a un caos climatico dai risvolti catastrofici.
In vista della conferenza 183 paesi su 195 hanno già presentato il loro impegno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Un significativo passo avanti, ma insufficiente, che porterebbe comunque a un riscaldamento prossimo ai 3 gradi. Il summit punta quindi a delineare per i prossimi decenni dei meccanismi di revisione al rialzo dell’accordo.
Intanto la città di Parigi rimane assolutamente blindata: dopo i disordini che hanno segnato la vigilia della Conferenza, con oltre 300 persone fermate, il sito di Le Bourget, a Nord di Parigi, è stato trasformato in una sorta di fortezza. Ad aprire la Cop21 un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati.



























