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Il Diario del Lavoro

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

25 Novembre 2015
in Senato

197ª Seduta
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE 
indi del Presidente
SACCONI 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.        

La seduta inizia alle ore 8,45.

PROCEDURE INFORMATIVE 

Interrogazione   
La sottosegretaria BELLANOVA, nel rispondere all’interrogazione n. 3-02356, ricorda preliminarmente che la società Michelin Italia è stata interessata negli ultimi anni da una profonda ristrutturazione aziendale, che ha previsto un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali.  Lo scorso 3 novembre,al fine di migliorare la competitività delle sedi del Gruppo presenti in Europa, la società ha annunciato la presentazione di un nuovo piano strategico, che prevede un investimento in Italia di 180 milioni di euro ed è focalizzato sul miglioramento della competitività dell’attività produttiva, la razionalizzazione dei prodotti semi-finiti e la riorganizzazione dell’attività logistica. Il piano, tuttavia, determinerà l’interruzione dell’attività di ricopertura degli pneumatici svolta nel sito di Alessandria, la chiusura degli stabilimenti di Fossano e di Tribano e la soppressione del magazzino dello stabilimento di Torino.  Nel rilevare che non è stato richiesto al Ministero del Lavoro alcun incontro per l’esame della situazione occupazionale, la Sottosegretaria fa presente che il Ministero dello sviluppo economico ha assicurato la più ampia disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte e che a tale proposito sono stati avviati i necessari contatti. Nel corso dell’ultimo incontro, svoltosi presso l’Unione industriale di Torino, le parti sociali hanno concordato di mantenere in Italia una parte della produzione dello stabilimento di Fossano, trasferendola presso quello di Cuneo, ed hanno esaminato la possibilità di creare nuovi posti di lavoro in conseguenza dell’aumento dei volumi di produzione previsti nel piano strategico. Il confronto proseguirà il prossimo 2 dicembre. Assicura infine la massima attenzione del suo Ministero sulla vicenda, al fine di individuare le soluzioni più idonee per salvaguardare i livelli occupazionali della società.

La senatrice MANASSERO (PD) si dichiara soddisfatta della risposta e della disponibilità del Governo ad intervenire laddove le parti non riuscissero a conseguire un accordo. Raccomanda di tenere sempre alta l’attenzione sulla vicenda, molto delicata sotto il profilo delle ricadute occupazionali.

La PRESIDENTE dichiara quindi concluse le procedure informative.

IN SEDE CONSULTIVA 
(1880-B) Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati (Parere alla 8a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole) Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il senatore PAGANO (AP (NCD-UDC)) conferma la sua proposta si esprimere parere favorevole.

Il senatore PUGLIA (M5S) illustra invece una proposta di parere contrario.

Presente il prescritto numero di senatori, la Commissione, a maggioranza, approva il parere favorevole del relatore, restando conseguentemente precluso il voto sul parere contrario illustrato dal senatore Puglia.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/27/UE che modifica le direttive 92/58/CEE, 92/85/CEE, 94/33/CE, 98/24/CE e 2004/37/CE allo scopo di allinearle al regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele (n. 240)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 luglio 2015, n. 114. Esame e rinvio)

Il relatore ANGIONI (PD) ricorda che l’atto di Governo in esame nasce dall’esigenza di adeguare l’ordinamento nazionale al contesto normativo comunitario in materia di tutela e sicurezza dei lavoratori per esposizione agli agenti chimici sul luogo di lavoro, a seguito dell’adozione del regolamento CE n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, con la conseguente modifica di alcune direttive che vertevano sulla medesima materia. Ritiene che ciò permetterà di proteggere meglio i lavoratori, indicando sulle etichette qualsiasi potenziale effetto nocivo delle sostanze chimiche ed avrà un impatto incisivo soprattutto sulle imprese dei settori che contemplano il rischio chimico.

Passando all’esame dell’atto, si sofferma sull’articolo 1, che apporta modifiche al decreto legislativo n. 81 del 2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). L’articolo 2 introduce invece modifiche all’allegato C del decreto legislativo n. 151 del 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), allo scopo di definire i gruppi di rischio degli agenti biologici, mentre l’articolo 3 interviene sull’allegato I della legge n. 977 del 1967 (Tutela del lavoro dei minori e degli adolescenti), con conseguente nuova classificazione degli agenti chimici e biologici.

Conclusivamente, il relatore precisa che, in base dell’articolo 4, dall’attuazione del provvedimento non si avranno nuovi oneri a carico della finanza pubblica.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SULL’ACQUISIZIONE DI DOCUMENTAZIONE SUL COMPARTO METALMECCANICO  
Il presidente SACCONI (AP (NCD-UDC)) propone di mettere a disposizione della Commissione le risultanze di un’interessante rilevazione campionaria presentata ieri da Federmeccanica, avente ad oggetto le aspirazioni dei lavoratori del comparto.

Prende atto la Commissione.
La seduta termina alle ore 9,20.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI PAGLINI, PUGLIA E CATALFO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1880-B
La Commissione 11a del Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante “Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo” (Atto Senato n. 1880-B);

premesso che:

155 del 2002 la Corte ha ribadito l’imperativo costituzionale, secondo cui il diritto di informazione garantito dall’articolo 21 della Costituzione deve essere «qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie – così da porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti – sia dall’obiettività e dall’imparzialità dei dati forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione erogata»; 420 del 1994, ha del resto richiamato il vincolo, imposto dalla Costituzione al legislatore, di assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e di garantire, in tal modo, il fondamentale diritto del cittadino all’informazione. Nella sentenza n. la garanzia del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta. La giurisprudenza costituzionale, nella sentenza n. considerato che:

l’articolo 2 del disegno di legge in esame riduce il numero dei consiglieri d’amministrazione, designati, eletti dalla Camera dei deputati, dal Senato della Repubblica e dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, e prevede un solo membro designato dall’assemblea dei dipendenti della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A. Sono riformulati i compiti del consiglio d’amministrazione che nomina, su proposta dell’assemblea dei soci, un amministratore delegato. Sono altresì ridotte le funzioni della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi;

pare del tutto evidente, dunque, che la maggioranza parlamentare e l’Esecutivo detengano integralmente il dominio assoluto sulla governance e sulla gestione della Radiotelevisione italiana, alla luce del meccanismo di nomina del consiglio di amministrazione della società concessionaria e, segnatamente, della figura dell’amministratore delegato;

in altri termini, contrariamente ai vincoli imposti dalla Costituzione repubblicana e dalla giurisprudenza costituzionale, il disegno di legge in esame cristallizza ed istituzionalizza, esasperandole, situazioni di predominio governativo, esemplarmente antitetiche ad un sistema «plurale» dell’emittenza radiotelevisiva. La dipendenza oggettiva e soggettiva del sistema radiotelevisivo pubblico dal potere esecutivo, oltre a non risultare conforme a un ordinamento democratico, risulta non idoneo a garantire il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, nel rispetto della libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione;

420 del 1994, la stessa Corte sottolineava l’indispensabilità di «un’idonea disciplina che prevenga la formazione di posizioni dominanti»; 826 del 1988) poneva come un imperativo la necessità di garantire «il massimo di pluralismo esterno, onde soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione». E ancora, nella sentenza n.  in relazione alla compatibilità delle disposizioni della legge in esame con le sentenze della Corte costituzionale, si consideri che essa (nella sentenza n.

l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione vigente considera «l’ordinamento della comunicazione» come materia di competenza concorrente tra Stato e Regioni e ciò implica che il Parlamento deve limitarsi alla «determinazione dei princìpi fondamentali», essendo il resto di competenza del legislatore regionale;

al fine di realizzare una piena indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo, le regole costituiscono un presupposto necessario, che deve accompagnarsi a un mutamento della mentalità, al radicamento della cultura dell’imparzialità, fra gli operatori del servizio pubblico e, soprattutto, nella classe politica, la quale fino ad oggi ha considerato la RAI un territorio da occupare, uno strumento subordinato ai propri interessi, un luogo in cui costituire un proprio feudo, secondo quella malintesa – ma purtroppo cristallizzata – concezione del pluralismo politico come spartizione di uno spazio pubblico piuttosto che luogo neutrale di rappresentazione della diversità politica, sociale e culturale del Paese. Così frainteso, il pluralismo politico ha finito, nella prassi, per contrapporsi a quei principi di imparzialità e di indipendenza dei quali avrebbe invece dovuto costituire un corollario. Il disegno di legge in esame costituiva l’occasione per prevenire alla radice l’influenza dei partiti e del Governo sui vertici della società concessionaria e su tale assunto avrebbe dovuto esercitare la sua più rilevante missione innovativa, nella consapevolezza che il tema della governance della RAI è strettamente connesso ad altri aspetti del sistema pubblico radiotelevisivo, che necessitano anch’essi di essere celermente rivisitati. In primo luogo, è da chiedersi se la piena indipendenza dell’emittente pubblica non sia insidiata, in radice, dall’attuale assetto dei rapporti tra la RAI e il suo azionista, ovvero il Ministero dell’economia e delle finanze, cioè il Governo;

il canone di ragionevolezza avrebbe voluto una inversione dell’ordine della discussione, partendo dalla definizione della missione del servizio pubblico per poi approdare alla riorganizzazione dell’azienda dopo ampio dibattito pubblico, capace di affrontare i temi del pluralismo, dell’indipendenza, dell’autonomia e, non da ultimo, della prevenzione e risoluzione dei conflitti di interesse. Si è invece di fronte, a un immediato rafforzamento del ruolo del Governo nella definizione della missione aziendale. Rafforzamento non in linea con la giurisprudenza costituzionale, ribadito ulteriormente dall’articolo 2, riguardante la cosiddetta governance, nella parte che riguarda i poteri di nomina, laddove si sancisce anche numericamente, in rapporto alle altre istituzioni, un più pregnante controllo dell’esecutivo sul consiglio di amministrazione. Tutto ciò peraltro, rischia di contribuire ad una ulteriore retrocessione dell’Italia nella classifica mondiale della libertà di stampa (realizzata annualmente da Reporters Sans Frontières) nella quale è già passata, tra il 2014 e il 2015, dal 49° al 73° posto;

225 del 1974 – secondo il quale è indispensabile che gli organi direttivi della RAI non siano «direttamente o indirettamente espressione, esclusiva o preponderante del potere esecutivo». La ricerca di una separazione effettiva fra potere esecutivo e concessionaria pubblica è ancor più necessaria oggi, alla luce della nuova legge elettorale che rischia di consegnare l’intero meccanismo – dal consiglio RAI ai suoi vertici – nelle mani del Governo 69 del 2009 ha richiamato con forza il principio – a sua volta affermato nella storica pronuncia n. si sarebbe potuta e dovuta immaginare una procedura di nomina dei consiglieri di amministrazione della RAI da affidare ad una Autorità davvero indipendente, intervenendo a tal fine anche sulla legge istitutiva dell’Autorità stessa. L’obbligo di un avviso di sollecitazione pubblica, l’individuazione di precise e più stringenti competenze dei candidati consiglieri di amministrazione, accanto ai requisiti di indipendenza – cioè non aver ricoperto cariche governative, politiche, elettive e partitiche nei sette anni precedenti la nomina – nonché ai requisiti di onorabilità, l’esame parlamentare del programma dei candidati sono tutti elementi innovativi che non è dato rivenire nel presente disegno di legge. Il quale, in definitiva, non può dirsi aderente alle costanti raccomandazioni del Consiglio d’Europa e alla giurisprudenza della Corte costituzionale, che, da ultimo, nella sentenza n. pro tempore;

valutato, in particolare, che, per i consiglieri e per il presidente del consiglio di amministrazione, manca, nel testo in esame, un regime efficace di incompatibilità con qualsiasi incarico pubblico o privato, nonché con l’esistenza di un qualsiasi interesse nelle imprese operanti nei settori della comunicazione, dell’audiovisivo, della pubblicità o in qualunque altro settore relativo alla fornitura e alla somministrazione di beni e servizi alla RAI o alle società collegate. Parimenti, mancano una penetrante revisione delle funzioni del consiglio di amministrazione ed il rafforzamento dei meccanismi di controllo parlamentare e dell’AGCOM ma anche, e soprattutto, dei cittadini – cioè i fruitori del servizio pubblico radiotelevisivo;

la disposizione di cui al secondo periodo del comma 2 del nuovo articolo 49-bis del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (la cui introduzione è prevista dalla disposizione di cui al comma 1 dell’articolo 3 del disegno di legge in esame) nello stabilire che l’inadempimento da parte dell’amministratore delegato degli obblighi di pubblicazione dei dati e delle informazioni previsti nel Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale approvato dal consiglio di amministrazione “costituisce eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine della società ed è comunque valutato ai fini della corresponsione della retribuzione accessoria o di risultato, ove prevista” appare alquanto generica e potenzialmente poco efficace;

in generale il provvedimento in esame non affronta le gravi questioni in merito al lavoro all’interno dell’azienda radiotelevisiva di stato, a partire della diffusione abnorme e protrattasi nel tempo dell’utilizzo di contratti atipici e precari quale modalità di regolamentazione del rapporto di lavoro di una gran parte dei lavoratori Rai;

esprime parere contrario.

 
196ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba.     
La seduta inizia alle ore 8,45.

SULLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI DEL PETROLCHIMICO DI BRINDISI  

Ilsenatore ZIZZA (CoR) richiama l’attenzione sulla situazione dei dipendenti del Petrochimico di Brindisi, attualmente in stato di agitazione, sottolineando la poca chiarezza che contrassegna l’asset di Versalis, presente all’interno del Petrolchimico, e sollecitando l’audizione dei vertici aziendali.

 

Il presidente SACCONI fa presente che la Commissione sta monitorando diverse situazioni di crisi, per le evidenti ricadute occupazionali, e assicura che anche questa vicenda sarà oggetto di attenzione e di approfondimento.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

(1880-B) Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 8a Commissione. Esame e rinvio)

Introducendo l’esame del provvedimento, approvato dal Senato e modificato dalla Camera, il relatore PAGANO (AP (NCD-UDC)) si sofferma sulle modifiche apportate all’articolo 2, che riforma l’assetto della governance della RAI. In particolare, segnala la  nuova  figura dell’amministratore delegato, cui spettano compiti riguardanti le forme di contratto di lavoro giornalistico, il reclutamento del personale e il conferimento di incarichi a collaboratori esterni. L’amministratore delegato si occupa inoltre del piano di trasparenza dell’azienda attraverso la pubblicazione nel sito internet della Società dei dati riguardanti i curricula e i compensi lordi, la tipologia dei contratti di collaborazione ed i criteri per il reclutamento del personale. Il relatore ricorda inoltre che l’articolo 4 delega il Governo ai fini del riassetto della normativa in materia di servizi audiovisivi e radiofonici. Infine, anticipa una proposta di parere favorevole.

 

Il senatore PUGLIA (M5S) chiede di rinviare l’espressione del parere alla successiva seduta.

 

Il senatore DIVINA (LN-Aut) sottolinea che il Parlamento sta discutendo a stralci modifiche che andrebbero invece viste in modo complessivo. Il disegno di legge in esame, che riforma la RAI e il servizio pubblico radiotelevisivo, andrebbe infatti inserito nel più generale contesto delle riforme in corso. La riforma elettorale consentirà ad un solo partito di ottenere la maggioranza assoluta alla Camera dei deputati, e la riforma del bicameralismo eliminerà il Senato, senza creare alcun organo deputato al controllo governativo; se ne ricava che la maggioranza presente alla Camera potrà dar luogo ad un Governo monocolore e procedere alla nomina del “suo” Capo dello Stato. Anche gli organi di vertice del sistema televisivo pubblico saranno sostanzialmente in mano alla medesima maggioranza, che acquisirà così la possibilità di nominare tutti i direttori di rete e dei telegiornali. Il disegno complessivo è dunque nel senso di affidare il monopolio di tutti i poteri al partito che vincerà le prossime elezioni.

 

Il presidente SACCONI fa presente che non gli sfugge la portata dell’intervento testé svolto, che tuttavia travalica la competenza specifica della Commissione. I temi posti sono immanenti ai percorsi di riforma dello Stato attualmente in corso.

 

Il senatore ICHINO (PD) osserva che la logica nella quale si colloca il processo di riforma istituzionale e quello delle amministrazioni dello Stato, al cui interno va posta la RAI, è quella di sostituire al meccanismo di controllo mediante regole procedurali un controllo sui risultati, attraverso l’accountability degli organi. Dopo mezzo secolo di Governi a scadenza per lo più annuale, si intende dar corso ad Esecutivi che abbiano davanti l’orizzonte della legislatura e che al termine di essa rispondano di quanto fatto; lo stesso vale per le amministrazioni, attraverso il controllo sull’efficienza e l’efficacia dei risultati conseguiti. Semmai, più che un problema di maggioranze piglia tutto, sussiste la necessità di superare le situazioni di paralisi delle Istituzioni. Inoltre, a ben analizzare il testo del disegno di legge sul superamento del bicameralismo perfetto, attualmente all’esame della Camera, non soltanto non vengono eliminate le funzioni del Senato, ma esso è anzi investito di una importante funzione di controllo sulle politiche pubbliche, che, se correttamente e pienamente esercitata, consentirà di mettere in luce tutte le inefficienze delle amministrazioni e misurerà il tasso di successo dell’intero processo riformatore. Nello stesso senso, il disegno di legge di riforma della RAI consentirà il superamento della logica spartitoria e lottizzatrice a favore di un’informazione seria ed indipendente.

 

Il presidente SACCONI prende atto delle considerazioni del senatore Ichino, sottolineando la volontà di un cambiamento di paradigma ed evidenziando la necessità di verificare il testo in esame sotto l’aspetto dei profili riguardanti i rapporti di lavoro all’interno della nuova azienda, così disegnata.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/54/UE relativa a talune responsabilità dello Stato di bandiera ai fini della conformità alla Convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e della sua applicazione (n. 238)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 luglio 2015, n. 114. Esame e rinvio)

La relatrice FAVERO (PD)  rileva preliminarmente che lo schema di decreto in esame è stato predisposto ai fini del recepimento della direttiva 2013/54/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per assicurare che gli Stati membri adempiano, mediante le ispezioni, gli obblighi derivanti dalla Convenzione sul lavoro marittimo (CLM) del 2006 dell’OIL. Si sofferma quindi sugli articoli 1 e 3, comma 1, che concernono le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori marittimi a bordo di navi italiane, e sugli articoli 4, 5 e 6, contenenti le norme in materia di ispezione e certificazione relativa al lavoro marittimo, i compiti degli ispettori che eseguono i controlli relativi all’applicazione della Convenzione e i criteri e le modalità delle ispezioni stesse. Ricorda che l’articolo 7 disciplina la fase successiva allo svolgimento dell’ispezione, con la redazione di un rapporto.

La gestione dei reclami ricevuti da un’autorità locale circa casi di violazione della Convenzione è stabilità dall’articolo 8, mentre all’articolo 9, i commi da 2 a 4 prevedono, per l’ipotesi in cui le deficienze comportino un pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori marittimi, che l’autorità competente locale disponga la sospensione delle operazioni e che, nei casi più gravi, l’ispettore adotti il provvedimento di fermo della nave. L’articolo 10 prevede poi, per le attività di ispezione, l’adozione di tariffe a carico dell’armatore, in solido con il proprietario della nave, mentre l’articolo 11reca le clausole di invarianza finanziaria. Conclusivamente, la relatrice si riserva di formulare una proposta di parere all’esito del dibattito.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,25.


Riunione n. 4
MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2015
Relatrice: PARENTE (PD)
Orario: dalle ore 17 alle ore 17,50  

(1148) Nunzia CATALFO ed altri.  –  Istituzione del reddito di cittadinanza nonché delega al Governo per l’introduzione del salario minimo orario, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle, ai sensi dell’articolo 79, comma 1, del Regolamento 

(1670) Loredana DE PETRIS ed altri.  –  Istituzione del reddito minimo garantito, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Misto, ai sensi dell’articolo 79, comma 1, del Regolamento 

(1697) Nunzia CATALFO ed altri.  –  Istituzione del salario minimo orario  

(1919) Maria Cecilia GUERRA ed altri.  –  Disposizioni per l’introduzione di una misura universale di contrasto alla povertà denominata reddito minimo

(Seguito dell’esame e rinvio) 

 

196ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba.     

La seduta inizia alle ore 8,45.

SULLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI DEL PETROLCHIMICO DI BRINDISI  
Il senatore ZIZZA (CoR) richiama l’attenzione sulla situazione dei dipendenti del Petrochimico di Brindisi, attualmente in stato di agitazione, sottolineando la poca chiarezza che contrassegna l’asset di Versalis, presente all’interno del Petrolchimico, e sollecitando l’audizione dei vertici aziendali.

Il presidente SACCONI fa presente che la Commissione sta monitorando diverse situazioni di crisi, per le evidenti ricadute occupazionali, e assicura che anche questa vicenda sarà oggetto di attenzione e di approfondimento.

IN SEDE CONSULTIVA 
(1880-B) Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 8a Commissione. Esame e rinvio)

Introducendo l’esame del provvedimento, approvato dal Senato e modificato dalla Camera, il relatore PAGANO (AP (NCD-UDC)) si sofferma sulle modifiche apportate all’articolo 2, che riforma l’assetto della governance della RAI. In particolare, segnala la  nuova  figura dell’amministratore delegato, cui spettano compiti riguardanti le forme di contratto di lavoro giornalistico, il reclutamento del personale e il conferimento di incarichi a collaboratori esterni. L’amministratore delegato si occupa inoltre del piano di trasparenza dell’azienda attraverso la pubblicazione nel sito internet della Società dei dati riguardanti i curricula e i compensi lordi, la tipologia dei contratti di collaborazione ed i criteri per il reclutamento del personale. Il relatore ricorda inoltre che l’articolo 4 delega il Governo ai fini del riassetto della normativa in materia di servizi audiovisivi e radiofonici. Infine, anticipa una proposta di parere favorevole.

Il senatore PUGLIA (M5S) chiede di rinviare l’espressione del parere alla successiva seduta.

Il senatore DIVINA (LN-Aut) sottolinea che il Parlamento sta discutendo a stralci modifiche che andrebbero invece viste in modo complessivo. Il disegno di legge in esame, che riforma la RAI e il servizio pubblico radiotelevisivo, andrebbe infatti inserito nel più generale contesto delle riforme in corso. La riforma elettorale consentirà ad un solo partito di ottenere la maggioranza assoluta alla Camera dei deputati, e la riforma del bicameralismo eliminerà il Senato, senza creare alcun organo deputato al controllo governativo; se ne ricava che la maggioranza presente alla Camera potrà dar luogo ad un Governo monocolore e procedere alla nomina del “suo” Capo dello Stato. Anche gli organi di vertice del sistema televisivo pubblico saranno sostanzialmente in mano alla medesima maggioranza, che acquisirà così la possibilità di nominare tutti i direttori di rete e dei telegiornali. Il disegno complessivo è dunque nel senso di affidare il monopolio di tutti i poteri al partito che vincerà le prossime elezioni.

Il presidente SACCONI fa presente che non gli sfugge la portata dell’intervento testé svolto, che tuttavia travalica la competenza specifica della Commissione. I temi posti sono immanenti ai percorsi di riforma dello Stato attualmente in corso.

Il senatore ICHINO (PD) osserva che la logica nella quale si colloca il processo di riforma istituzionale e quello delle amministrazioni dello Stato, al cui interno va posta la RAI, è quella di sostituire al meccanismo di controllo mediante regole procedurali un controllo sui risultati, attraverso l’accountability degli organi. Dopo mezzo secolo di Governi a scadenza per lo più annuale, si intende dar corso ad Esecutivi che abbiano davanti l’orizzonte della legislatura e che al termine di essa rispondano di quanto fatto; lo stesso vale per le amministrazioni, attraverso il controllo sull’efficienza e l’efficacia dei risultati conseguiti. Semmai, più che un problema di maggioranze piglia tutto, sussiste la necessità di superare le situazioni di paralisi delle Istituzioni. Inoltre, a ben analizzare il testo del disegno di legge sul superamento del bicameralismo perfetto, attualmente all’esame della Camera, non soltanto non vengono eliminate le funzioni del Senato, ma esso è anzi investito di una importante funzione di controllo sulle politiche pubbliche, che, se correttamente e pienamente esercitata, consentirà di mettere in luce tutte le inefficienze delle amministrazioni e misurerà il tasso di successo dell’intero processo riformatore. Nello stesso senso, il disegno di legge di riforma della RAI consentirà il superamento della logica spartitoria e lottizzatrice a favore di un’informazione seria ed indipendente.

Il presidente SACCONI prende atto delle considerazioni del senatore Ichino, sottolineando la volontà di un cambiamento di paradigma ed evidenziando la necessità di verificare il testo in esame sotto l’aspetto dei profili riguardanti i rapporti di lavoro all’interno della nuova azienda, così disegnata.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/54/UE relativa a talune responsabilità dello Stato di bandiera ai fini della conformità alla Convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e della sua applicazione (n. 238)
(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 luglio 2015, n. 114. Esame e rinvio)

La relatrice FAVERO (PD)  rileva preliminarmente che lo schema di decreto in esame è stato predisposto ai fini del recepimento della direttiva 2013/54/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per assicurare che gli Stati membri adempiano, mediante le ispezioni, gli obblighi derivanti dalla Convenzione sul lavoro marittimo (CLM) del 2006 dell’OIL. Si sofferma quindi sugli articoli 1 e 3, comma 1, che concernono le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori marittimi a bordo di navi italiane, e sugli articoli 4, 5 e 6, contenenti le norme in materia di ispezione e certificazione relativa al lavoro marittimo, i compiti degli ispettori che eseguono i controlli relativi all’applicazione della Convenzione e i criteri e le modalità delle ispezioni stesse. Ricorda che l’articolo 7 disciplina la fase successiva allo svolgimento dell’ispezione, con la redazione di un rapporto.

La gestione dei reclami ricevuti da un’autorità locale circa casi di violazione della Convenzione è stabilità dall’articolo 8, mentre all’articolo 9, i commi da 2 a 4 prevedono, per l’ipotesi in cui le deficienze comportino un pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori marittimi, che l’autorità competente locale disponga la sospensione delle operazioni e che, nei casi più gravi, l’ispettore adotti il provvedimento di fermo della nave. L’articolo 10 prevede poi, per le attività di ispezione, l’adozione di tariffe a carico dell’armatore, in solido con il proprietario della nave, mentre articolo 11reca le clausole di invarianza finanziaria. Conclusivamente, la relatrice si riserva di formulare una proposta di parere all’esito del dibattito.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,25.

 

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