Un’impresa su tre dichiara un peggioramento dei propri livelli di sicurezza rispetto allo scorso anno. Un dato che si accentua nelle regioni meridionali (38%) e in alcuni settori specifici come benzinai e ambulanti (40%). Questo il risultato di un’indagine condotta da Confcommercio, Gfk, Censis sull’illegalità e presentata in occasione della giornata sulla legalità. In crescita i furti (per il 57% delle imprese) e i crimini ad alta visibilità come abusivismo, contraffazione e le rapine (50% degli intervistati).
Un imprenditore su dieci – si legge nella ricerca – ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsiva, in aumento di due punti percentuali rispetto al 2014. Per il 90% degli imprenditori, poi, le leggi che contrastano i fenomeni criminali sono inefficaci e la quasi totalità delle imprese (94%) è favorevole all’inasprimento delle pene e l’85% ritiene che non si scontino realmente le pene per i reati commessi.
Tre imprenditori su quattro hanno adottato almeno una misura di sicurezza per proteggersi dalla criminalità (+26punti sul 2014). Le principali misure, tutte in aumento rispetto allo scorso anno, riguardano l’utilizzo delle telecamere o impianti di allarme, la stipula di un’assicurazione (36%) e la vigilanza privata (22%). Cresce tra le aziende poi la richiesta di certezza della pena (73%, con un incremento di 15 punti sul 2014) e resta sostanzialmente stabile la domanda di maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine.
In calo comunque la percentuale di imprenditori che cede alla richiesta estorsiva (22% contro il 27% del 2014 e si avvicina ai livelli del 2007 pari al 19%). La richiesta estorsiva viene soddisfatta prevalentemente con esborso di denaro, nel 27% dei casi, meno frequantemente con acquisto da fornitori imposti (26%) o tramite consegna di merce (25%).
L’illegalità è costata alle aziende italiane del commercio, e degli alberghi e dei pubblici esercizi in termini di perdite di perdite di fatturato, abusivismo, contraffazione e taccheggio 27,1 miliardi e ha fatto perdere nel 2015 circa 263mila posti di lavoro regolari. La sola perdita in termini di fatturato è stimata in 21,3 miliardi. La criminalità ha fatto spendere alle aziende per ferimenti, assicurazioni e spese difensive 5,7 miliardi.






























