Domani ci sarà la prima giornata di di sciopero e mobilitazione nazionale della grande distribuzione che interessa circa 500 mila lavoratori. La protesta arriva per stimolare il rinnovo del contratto nel terziario, distribuzioni e servizi bloccato da circa due anni.
“Confermiamo la nostra disponibilità a trattare sulla flessibilità organizzativa del lavoro, tema da ricondurre nell’ambito del confronto decentrato dove senz’altro possono essere individuate nuove formule per accrescere la produttività aziendale – ha dichiarito il segretario generale della Fisascat Cisl, Pierangelo Raineri – Ma rispetto alle esigenze delle imprese di aumentare la produttività attraverso una maggiore sostenibilità dei costi – ha enfatizzato il sindacalista – ribadiamo la nostra ferma contrarietà alla drastica riduzione del costo del lavoro, ai tagli degli automatismi contrattuali riferiti agli scatti di anzianità e ai passaggi di livello come anche sulla sospensione degli istituti economici della tredicesima e quattordicesima mensilità ai fini della maturazione del trattamento di fine rapporto”
“Siamo di fronte ad uno scenario negoziale complicato anche dalla frammentazione dei tavoli di confronto – ha aggiunto Raineri – Lo stallo delle trattative nazionali è per di più aggravato dalla frequente disdetta della contrattazione integrativa aziendale che ha determinato la perdita di componenti salariali per gli occupati nel settore del terziario dove anche cresce la vertenzialità ed aumenta l’attivazione delle procedure di mobilità”
“Se a questo poi aggiungiamo gli effetti della liberalizzazione degli esercizi commerciali, con le aperture indiscriminate 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 – ha sottolineato il sindacalista – appare evidente il peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del comparto costretti al surplus orario in nome del recupero di produttività e di quote di redditività aziendale. E’ urgente tornare ai tavoli negoziali ed individuare un punto di mediazione con la sola finalità di siglare i nuovi contratti nazionali di lavoro – ha concluso Raineri – Salario e welfare sono le grandi priorità contrattuali per sostenere le migliaia di lavoratori del terziario, della distribuzione e dei servizi che stanno continuando a pagare a caro prezzo gli effetti della crisi”.




























