La Banca d’Italia stima in 70 miliardi i debiti commerciali della pubblica amministrazione. “Si tratta del doppio, se non di più, di quello che sarebbe fisiologico. Non credo – sottolinea il vicedirettore generale di via Nazionale, Luigi Federico Signorini – che le misure adottate finora siano state inefficaci, hanno comportato un’accelerazione dei pagamenti. Ma è importante assicurare nel corso del tempo in via ordinaria e non straordinaria” con i pagamenti.
Per Signorini, in audizione al Senato sulla legge di Stabilità, la flessibilità Ue che dovrebbe consentire all’Italia margini più ampi sul deficit “non sono regali che la commissione europea fa al Paese ma il permesso di spendere di più e quindi di indebitarsi” di più.
“Il rispetto delle regole europee va assicurato – ha fatto notare Signorini – ma al di là del risanamento dei conti che è comunque nell’interesse del Paese” anche se questi “patti non ci fossero”, le “flessibilità non sono regali” ed è “importante che le decisioni di finanza pubblica siano prese nell’interesse del Paese. Se uno mettesse in discussione il progressivo avvicinamento dell’incidenza di riduzione sul debito metterebbe in discussione la stessa possibilità di usufruire della flessibilità”, ha concluso.
Inoltre, secondo il vicedirettore di Bankitalia, la manovra per il 2016 prevede una significativa riduzione della pressione fiscale rispetto al quadro tendenziale. La diminuzione delle imposte è finanziata “solo in parte con riduzioni di spesa, inoltre sono previste maggiori entrate, in buona parte derivanti dalla voluntary disclosure”. Signorini sottolinea la “natura temporanea” di questa copertura, così come di quella sui giochi.




























