Sono le grandi imprese che si avvantaggiano di più rispetto alle altre delle misure previste in legge di Stabilità per i diversi segmenti dell’attività produttiva. E’ quanto rileva la Corte dei Conti in un’audizione in parlamento sulla manovra.
“I benefici più rilevanti – ha affermato il presidente Raffaele Squitieri – (oltre 12 miliardi nel triennio) riguardano le medio-grandi realtà produttive su cui si concentrano tre tipologie di sgravio: l’abolizione dell’imu sugli imbullonati, la possibilità di ammortizzare fino al 140% della spesa per gli acquisti di macchinari effettuati fino alla fine del 2016 e il taglio di 3,5 punti dell’aliquota Ires a decorrere dal 2017 (in parte anticipabile al 2016 ove trovasse riconoscimento in sede europea la clausola migranti)”.
Inoltre, secondo Squitieri, sulla legge di Stabilità pesano coperture temporanee e il rinvio delle clausole di salvaguardia. “L’allentamento della correzione di bilancio secondo il governo non pregiudicherebbe un rientro del disavanzo di dimensioni significative con un indebitamento che a fine 2016 risulterebbe comunque più vicino al 2 che al 3 per cento. Un contenimento che consentirebbe una messa in sicurezza dei conti rispetto all’originale parametro di Maastricht e rappresenterebbe un elemento rassicurante per i mercati. Un risultato che trova conferma anche nelle previsioni di finanza pubblica dei centri di ricerca ma che sconta il carattere temporaneo di alcune coperture e il permanere di clausole di salvaguardia rinviate al futuro”, ha sottolineato.



























