Sulle previsioni di crescita globale, l’Ocse ha effettuato una riduzione di 0,1 punti percentuali su quest’anno, al più 3 per cento, e di 0,2 punti sul 2016 al più 3,6 per cento. Per l’area euro invece ha alzato di 0,1 punti la previsione 2015, al più 1,6 per cento, e ha tagliato di 0,2 punti quella sul 2016 al più 1,9 per cento.
Sulla Germania ha confermato al più 1,6 per cento la stima 2016 ma ha consistentemente tagliato – 0,4 punti in meno al più 2 – per cento quella sul 2016. Sulla Francia via 0,1 punti sul 2015, al più 1 per cento e 0,3 punti sul 2016 al più 1,4 per cento.
Sugli Stati Uniti invece l’ente parigino ha operato una consistente revisione al rialzo sul dato di quest’anno, 0,4 punti in più al più 2,4 per cento, mentre ha tagliato di 0,2 punti al più 2,6 per cento la stima 2016.
Ma l’Ocse ha rivisto in meglio anche le previsioni di crescita 2015 sull’Italia, grazie anche al rafforzamento del suo mercato del lavoro, che sostiene i consumi. Lo ha spiegato la capo economista dell’ente parigino, Catherine Mann nella conferenza stampa di presentazione dell’aggiornamento di interim dell’Economic Outlook. “In Italia abbiamo visto miglioramenti su lavoro, sono cresciuti i tassi di partecipazione e sono stati creati più posti di lavoro”.
Questi andamenti “sostengono i consumi a livelli superiori a quelli previsti, e questa è una delle ragioni per cui abbiamo alzato le nostre previsioni di crescita sull’Italia”. Ovviamente la Penisola trae beneficio anche dall’andamento positivo delle economie vicine, ma in generale, secondo la Mann “ci sta un processo di riforme importanti in corso”.



























