A Bologna gli appalti si fanno con l’articolo 18. E’ il risultato di un accordo che punta a evitare distorsioni negli appalti, firmato ieri da tutte le parti sociali e istituzionali: Comune, sindacati, industriali, costruttori, cooperative e artigiani. L’accordo ha validità triennale e punta sui quattro temi: la legalità, la tutela del lavoro, i tempi certi per il pagamento alle aziende e il sostegno alle imprese di qualità. Prevede l’abbandono delle gare al massimo ribasso in favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che riserva meno peso al prezzo delle offerte, e poi il riconoscimento nei bandi di gara del rating di legalità delle imprese, aprendo inoltre alla co-progettazione del welfare con utenti e aziende del settore. Ma la clausola piu’ intrigante e’ quella sul lavoro, che prevede il rispetto dei contratti nazionali e della clausola sociale, ma sopratutto garantisce, in caso di cambio d’appalto, il passaggio di tutti i dipendenti, riservando più punti a chi assume lavoratori svantaggiati. Un passaggio che avverrà con l’obiettivo “del mantenimento dei diritti e delle condizioni retributive di provenienza dei lavoratori”, si legge nell’accordo. Compreso articolo 18 e altri diritti: quanto basta ai sindacati per dire che “il Jobs Act qui è stato neutralizzato”.
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