Il 2015 anno della ripresa per l’Italia. Il Pil quest’anno crescerà dell’1,1% per poi portarsi all’1,4% nel 2016, tornando ad attestarsi sulla media registrata tra il 1996 e il 2007. Queste le stime di Confcommercio rese note nel consueto forum di Cernobbio dedicato quest’anno a “Protagonisti del mercato e scenari per gli anni 2000”. Si tratta di una previsione rosea più alta di quella fatta da altre istitutioni o associazioni.
Una accelerazione, evidenzia Confcomercio dopo la perdita dell’1,3% di Prodotto interno lordo registrata nel periodo 2008-14, gli anni della crisi. In crescita anche l’occupazione: quest’anno saranno assunte 83mila persone in più che diventeranno 96mila il prossimo anno.
Inoltre, secondo le previsioni di Confcommercio, dopo un calo dell’1,1% nel 2014 e di ben nove punti tra il 2008 e il 2014, i consumi quest’anno faranno registrare una crescita dell’1,2% mentre il prossimo anno si porteranno all’1%. L’espansione dei consumi per il 2015 sarà enfatizzata dall’effetto Expo in termini di consumi sul territorio italiano effettuati anche dagli stranieri.
La crescita sarà maggiore al Centro Nord con un +1,5% e inferiore al Sud con uno 0,3% mentre per il prossimo anno si registrerà un +1,3% al Centro Nord e un +0,2% al Sud. Sul recupero del potere d’acquisto delle famiglie – rileva il Centro studi di Confcommercio – agiranno i primi impulsi positivi provennienti dall’occupazione con una crescita degli accupati di 83mila unità quest’anno e 96mila il prossimo.
Dopo anni di segni meno e dopo che “ogni italiano ha perso mediamente 2.100 euro di consumi in sette anni – sottolinea il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – “, ora si può parlare con più ottimismo. “Ci sono – ha detto Sangalli – i presupposti per una ripresa che non sia solo statica”.
Per il presidente dopo che gli italiani “hanno fatto i compiti a casa, volenti o nolenti, ora aspettano il legittimo riconoscimento” che può arrivare “soltanto da una riduzione della spesa pubblica improduttiva e da una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese”. Perchè tasse e spesa pubblica “sono cresciute troppo e e costantemente negli ultimi anni. Bisogna interrompere questo circolo vizioso affinchè il 2015 possa essere ricordato come l’anno della ripartenza”.
























