Mobilizzare la parte non strategica del patrimonio pubblico per ricavare risorse per gli investimenti. Lo propone il responsabile dell’ufficio stampa della Uilm, Antonello Di Mario, in un articolo apparso sul Secolo XIX, presentando il suo nuovo libro “Aspettando la crescita. Scritti meccanici per lo sviluppo”.
“E` risaputo – scrive Di Mario – che il paese può crescere in termini di ricchezza solo grazie agli investimenti pubblici e privati. E` vitale avanzare proposte di politica economica utili alla ripresa. E` bene chiedere gli investimenti, ma lo è altrettanto indicare dove trovare le risorse per sostenerli. Per esempio, si potrebbe mobilizzare una parte, quella non strategica, dell`immenso patrimonio pubblico dell`Italia (stimato tra i 1.800 e i 1.000 miliardi di euro) considerata immediatamente liquidabile e costituita da immobili, concessioni, crediti e partecipazioni”.
Tutto ciò si potrebbe fare, prosegue Di Mario, “attraverso la costituzione di un fondo in cui far confluire la suddetta parte del patrimonio, qualche decina di miliardi di euro, e collocando quote dello stesso tra i grandi possessori di liquidità del paese: assicurazioni,fondi pensione,fondi d`investimento, casse previdenziali, Cassa Depositi e Prestiti. Tale fondo avrebbe il compito di vendere gli ‘asset’ entro un lustro, renumerando i titolari delle quote con un tasso pari a quelli versati per i titoli di stato di uguale scadenza”.
























